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 Appunti di Viaggio: il Blog di Modena Brennero Riduci

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 IMMAGINE: CONTENUTO MANIFESTO E MESSAGGIO LATENTE Riduci
Luogo: BlogsAppunti di ViaggioFotografia e Reportage    
Inviato da: Administrator Account 01/10/2008 12.02


FotografiaMettiamo un vigile urbano, un turista, un reporter sportivo ed un fotografo redazionale a fotografare lo stesso avvenimento: per esempio "Il Palio di Siena".  Anzi, per amor di rigorosità diremo a tutti di riprendere esattamente la stessa identica scena: avremo così quattro scatti che raccontano la stessa cosa, ma che saranno comunque tra loro assolutamente diversi.

E ciò che sarà diverso non sarà tanto il messaggio manifesto, ossia "quello che si vede nella foto", ma "come la stessa scena è rappresentata", e sarà proprio il contenuto latente ( ossia quei particolari non immediatamente visibili, ma riconoscibili dopo un' attenta analisi ) a rendere diverso "lo stile" delle foto, rendendocele a livello inconscio più o meno piacevoli ed accattivanti, più o meno efficaci e idonee alla trasmissione del loro messaggio. 
La foto fornita dal vigile e quella fornita dal turista saranno invero abbastanza simili, più o meno sbagliate e banalmente "documentarie"; e se il vigile avrà puntato ai cavalli in corsa come attraverso il mirino di un autovelox, il turista non avrà resistito alla tentazione di inserire un familiare nell' inquadratura.
Molto diversi tra loro saranno gli scatti dei due fotografi: il reporter avrà cercato la cronaca del massimo momento sportivo, curandosi poco o niente della perfezione dell' inquadratura e dello scenario circostante; il pubblicitario avrà cercato una soluzione di compromesso tra cronaca ed enfatizzazione estetica della scena, poichè sa che di quello scatto sarà fatto un uso propagandistico. 

..........................................

Fin qui dunque abbiamo visto diversi approcci e dinamiche psicologiche entrare in funzione in fase di ripresa, più consapevoli nel professionista che deve "finalizzare" lo scatto ad un determinato utilizzo, del tutto inconsapevoli nel dilettante.  Ma dinamiche diverse e ben più subdole cominciano a funzionare in chi guarderà le foto, ed in modo assolutamente inconscio ed automatico.

Per capirci meglio facciamo l' esempio dell' immagine di guerra:
Hanno fatto scuola le immagini della defunta rivista "Life", quasi spietate nella loro crudezza, rigorosamente in Bianco-Nero, quasi sempre riprese col grandangolo per farci "entrare" ancor di più nella scena.
Possiamo dire quindi che l' intento della rivista era quello di "coinvolgere al massimo" lo spettatore, scuotendolo e magari anche scioccandolo, facendogli percepire nella maggior misura possibile l' orrore e la devastazione di quelle scene. Insomma in quel contesto si ricercava con vari espedienti la massima "sintonia" tra l' accadimento, il suo racconto, ed il fruitore finale delle immagini così realizzate.
Diametralmente opposta è il tipo di immagine che ci viene trasmessa dalla televisione nel corso di recenti conflitti. I lontani tracciati dei missili, le lontane esplosioni colorano di rosso - arancio un paesaggio distante. Ricordate cosa abbiamo detto parlando dell' uso del colore e della luce ?  La luce ed il colore caldo che rischiarano la notte sono inconsciamente percepiti come "rassicuranti", amici e non devastatori.
Potrebbe benissimo trattarsi di fuochi d' artificio.

Cosa succede dunque in chi osserva ?
Semplicemente una "Distonia" tra il messaggio cosciente ( che è un messaggio di devastazione ) e la sua "veicolazione inconscia" che invece fa leva su sensazioni piacevoli e rassicuranti ( espediente, questo, molto usato nei vari film del genere "catastrofico" dove la rappresentazione dell' evento non turba, anzi rassicura lo spettatore perchè veicolato da "cavalli di troia" quali gli effetti speciali, l' uso sapiente di colorazioni calde, la piacevolezza estetizzante delle inquadrature, e via dicendo, che inducono inconscia rassicurazione ).
L' osservatore recepirà il messaggio così estetizzato in modo soft e indolore, e la sua coscienza profonda e inconscia non ne sarà turbata.
(Inutile dibattere su quale dei due modi di rappresentazione sia il più corretto eticamente, giornalisticamente ed umanamente; ed ecco perchè coscientizzare queste dinamiche è la nostra sola arma per difenderci da espedienti mediatici di questo tipo).

Guardare "criticamente" gli spot pubblicitari è un ottimo modo per allenarsi a riconoscere il messaggio manifesto ed il "veicolo" latente sul quale viaggia, ad individuare le necessarie dinamiche di tensione - quiete: necessaria la prima per "svegliare" lo spettatore ed attivarne l' attenzione, la seconda per "somministrare" il messaggio pubblicitario in una condizione di "pace raggiunta", al massimo delle possibilità ricettive.  (Ci mettiamo forse a discutere con nostra moglie quando ha un diavolo per capello, o non preferiamo farlo dopo aver creato un' atmosfera distesa e rilassata ?)
Il bello ( o il brutto ) dell' immagine pubblicitaria è di riuscire ad ottenere questo in modo completamente indipendente dalla nostra volontà, e con la velocità di qualche millesimo di secondo ...

Potreste poi allenarvi a riconoscere le situazioni più usate come "veicoli": il sesso, l' evasione, un' atmosfera calda e familiare, l' avventura; e gli espedienti più usati per "far passare il messaggio".
Infine, spingendovi un po' addentro nello specifico dell' immagine, potreste provare a "rendervi conto" di come l' uso di una determinata illuminazione, o di un determinato colore, influiscano sul vostro modo di sentire ...
Dapprima occorre un po' di allenamento, occorre "rallentare" la percezione per coscientizzarla; poi verrà più automatico, anche perchè gli espedienti non sono poi tantissimi ed il linguaggio dell' immagine, come abbiamo detto, è universale e sempre uguale ... Inoltre è un linguaggio "già scritto" dentro di noi: basta riappropriarsene. Buon Lavoro !

( Vai alla sezione: "Foto e Dintorni" )

Bruno 

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FOTOGRAFIA: TRA DOCUMENTAZIONE, ARTE E COMUNICAZIONE    Da TrackBack a 24/12/2008 10.09
La nebbia fitta che lascia intravvedere ben poco oltre la finestra, mi porta ad iniziare questo post ponendovi una domanda: "Cosa è, secondo voi, la realtà ?" ...  Poss ...
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FOTOGRAFIA: TRA DOCUMENTAZIONE, ARTE E COMUNICAZIONE    Da TrackBack a 24/12/2008 10.27
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