
Ripropongo ad hoc questo articolo, non solo per la stretta attinenza con l' evento del Natale, ma perchè splendidamente rientrante nel filo del discorso che stiamo facendo riguardo l' interpretazione delle immagini, ed il rapporto strettissimo intercorrente tra arte, realtà, raffigurazione del reale e inconscio collettivo.
Ripropongo la domanda fatta ieri: "Cos'è la "realtà" ???" ...
Attenzione: la domanda pone un problema che è tutt' altro che un trastullo marzulliano ...
Come capiremo sempre più analizzando il linguaggio delle immagini infatti, la realtà non è altro che la traduzione pratica dell' Inconscio collettivo .. ossia la materializzazione di ciò in cui crede un' intera cultura, e di conseguenza un' intera popolazione.
( Ragion per cui Marzullo non è poi così folle quando chiede "la realtà è un sogno ?" e le sue domande, inserite in una giusta ottica, sembrano molto meno strampalate ) ...
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Siete scettici ??? Prendete un esempio a caso ... prendiamo un esempio dall' attualità ... ecco, per comodità cerchiamone uno che sia oggi sulla bocca di tutti ... l' attualità economica, per esempio, e la cosiddetta "crisi" !
Gli attuli fuochi d' artificio di Borse e Banche hanno aperto gli occhi a tutti quanti che il nostro vivere si basa su un' economia talmente virtuale fino al punto di non esistere, se non in termini di un debito talmente astronomico ed ipotetico da poter essere logicamente pensato come "irreale" se rapportato alle concrete capacità produttive ... eppure ogni nostra azione è dettata dal credo economico ...
E il Natale ??? lo "spirito natalizio" che ci pervade in questi giorni cosa è, se non uno strano miscuglio di reminescenze infantili, speranze finora irrealizzate, frustrazioni più o meno stordite con gli acquisti commerciali, le vacanze, i viaggi, le luci, i colori Bianco e Rosso, magari una messa di mezzanotte e qualche scambio di Auguri ... chiedete a chiunque cosa sia per lui il Natale, e rimarrete sbalorditi dal fatto che tutti risponderanno secondo la stessa identica idea stereotipata, tanto generalizzata e spersonalizzata quanto inculcata dalla attuale e particolarissima cultura ...
Oossia, vi risponderanno proprio portando allo scoperto il pensiero introiettato dell' "Inconscio Collettivo" della nostra epoca, inconscio collettivo che altro non è che la massa di sensazioni e pensieri indotti da una determinata cultura e periodo storico, e che "facciamo nostri" senza rendercene conto, in modo inconscio, appunto ! ...
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Marzullo, la vita è un sogno ? Quien sabe ... vero è che noi viviamo, sempre, realizzando una realtà virtuale, realizzando un pensiero ... vero è che è sempre il pensiero a generare la realtà .... vero è che, proprio come nella dinamica del sogno, sono le Immagini Inconscie e Latenti a generare la "messa in scena" reale che al risveglio chiamiamo "sogno" ...
( E se poi sia sogno o incubo, questo sarà ognuno di voi a stabilirlo ... qui ci interessa solo capire di quanta "Virtualità" sia fatta quella che chiamiamo, ingannandoci, "Realtà" ) ...
Perchè questa lunga introduzione ?
Per introdurre il concetto di Arte, che secondo chi scrive esiste solo nel momento in cui un' opera risulta essere in sintonia con l' originario significato di "Ars", = ardere ... ossia mettere in discussione, abbattere barriere e pensieri preconcetti, rinnovare ...
E l' Arte, quella vera, è sempre caratterizzata da un forte potere iconoclasta, ed ogni nuovo movimento, intellettuale e artistico, poggia sempre sulla demolizione del pensiero precedente, n' est-pas ?
Guardiamo quindi questa immagine e domandiamoci "Perchè l' Artista ( sì, qui si tratta di un vero artista, anche se nella semplice veste di "Madonnaro" ) ha dato questa strana rappresentazione della Maternità ...
Perchè è così diversa dall' iconografia tradizionale ?
E la risposta sarà di una semplicità assordante: proprio perchè, in quanto artista, sta smantellando le nostre convinzioni stereotipe e sta proponendoci un altro punto di vista.
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In una delle scorse edizioni dei "Madonnari" ( Curtatone MN ), ho avuto modo di scattare una foto di questa interessante "Maternità", che vi propongo a sintesi del discorso su "significante e Significato" di un' opera d' arte, e su come sottili significati possono essere veicolati attraverso la "resa iconica" di un' immagine.
Immagine che qui propone una Madonna molto diversa da quella che generalmente ci mostra l' iconografia tradizionale, un' immagine che qui è usata a valorizzare la "terrenità" della Maternità piuttosto ( o in antitesi ) alla "trascendenza".
Qui infatti è la "fisicità" di una Mamma tutta terrena che si vuol sottolineare, e l' immagine mostra tutta la "singolarità" di quel corpo: corpo che niente ha di metafisico, che non rilancia ad un ideale assoluto, ma anzi viene molto ben descritto nella sua "particolarità e personificazione".
Corpo in cui qualsiasi donna, e madre, si può ritrovare e rispecchiare pienamente...
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In primo piano sta il ventre, vero topos e soggetto della narrazione.
Un ventre materno che mostra chiaramente, quasi orgogliosamente, i segni dell' appena passato travaglio: la pelle appare stanca e flaccida, l' ombelico dilatato è un' ulteriore allusione al cordone ombelicale, quindi alla completa "terrenità" della nascita, le mani secche e nervose a simboleggiare il dolore e la fatica del parto...
Il seno, turgido, è pesante: tutta la figura tende verso il basso, verso la terra, poichè trattasi di una figura squisitamente terrena ...
E' ovvio che qui l' autore ha voluto sottolineare la fatica e la felicità, squisitamente umane, del momento del parto, e la condivisione piena della maternità della Madonna, assolutamente simile a quella di ogni altra donna.
Ed è assolutamente inutile qui mettersi a disquisire se quel bimbo sia un bimbo di colore, questione secondaria e di ben misera importanza dinnanzi alla ben più importante scelta tecnica e concettuale della complementarità dei colori ... ( e poi, volendo seguire stoltamente questa sola logica, a quale razza apparterrebbe una donna con la pelle blù, Parbleu ??? ) ...
L' utilizzo esclusivo di due colori complementari ( Azzurro della Madre e Marron del Figlio ) genera uno "spazio perfetto" ed assoluto, in cui non può rientrare niente altro, una simbiosi perfetta di "yin e yang", un Assoluto, uno spazio ( fisico ma anche metafisico ) finito, chiuso, in cui non c'è più niente da aggiungere e niente da togliere.
E quale miglior definizione della maternità ?
Quali parole avrebbero saputo descrivere meglio, e con tale immediatezza, l' esclusività del rapporto tra una madre e la sua creatura ?
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( Mondart, Parbleu ! )
( Vai al Report: "I Madonnari" )