
La Fotografia di Reportage è il regno dell' "Opportunità" ... ma l' opportunità, si sa, si fa cogliere solo da chi ad essa è già precedentemente preparato ...
Quando in vacanza vi portate la fotocamera, ecco, state facendo del reportage di viaggio, almeno nell' intenzione ... Il problema vero è che questa specialità richiede che ci siamo prima ben appropriati delle tecniche fin qui viste a proposito delle altre categorie: che abbiamo imparato a scegliere d' istinto l' inquadratura e a comporre "automaticamente" la scena praticando il Paesaggio; che abbiamo imparato a scegliere la giusta focale e la giusta luce praticando il Ritratto; che abbiamo imparato a destreggiarci con teleobiettivi e coi tempi di scatto praticando l' Azione; che abbiamo talmente introiettato queste tecniche da saperle applicare ormai automaticamente, senza doverci pensare, e che anzi siano diventate il nostro stesso modo di guardare quanto ci sta attorno.
Perchè ora si tratterà di mescolare assieme tutto quanto precedentemente imparato, ma attenzione ...! Non avremo assolutamente più il tempo di stare a pensare all' inquadratura, ai tempi e ai diaframmi, ecc ... Il Reportage significa saper osservare e cogliere prontamente le situazioni che, statene sicuri, si presenteranno una volta sola ... situazione persa equivale nel Reportage a foto persa ...
Ed è talmente importante questo concetto che durante un reportage non sarà la macchina, ma la nostra mente a lavorare continuamente guardandosi attorno e cercando di prevedere quel che succederà, e "come e dove" succederà il fatto saliente ... sia che ci troviamo nel mezzo di un fatto importante di cronaca, che alla festa paesana ...
E poichè non ci sarà tempo di pensare, al momento opportuno dovremo essere già pronti, aver già montato la giusta focale ed impostato le priorità esposimetriche, aver attivato il flash, se serve, nella giusta modalità di automatismo ... e soprattutto, dovremo farci trovare nella posizione migliore al momento dello scatto !!! ( A nulla servirebbe andare a raccontare al nostro pubblico che "dietro quelle teste" si svolgeva il travolgente arrivo in volata di una corsa ciclistica: faremmo solo la figura degli idioti ! )
In un certo senso il soggetto dovrà "caderci" proprio dentro la fotocamera, sia che si tratti dell' arrivo di una competizione, che del volto ed espressione particolare da immortalare, che del momento culminante di un' azione, che del taglio della torta nuziale ...
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Previsualizzare e pianificare il reportage: In effetti il vero lavoro comincia a tavolino, nel momento stesso in cui andiamo a scegliere e stabilire l' argomento e soggetto del nostro reportage: è in questa fase che decideremo quale attrezzatura portare con noi e, poichè sarà essenziale muoversi in fretta e liberi da troppi impedimenti, dovremo pianificare prima di tutto di quali attrezzi avremo veramente bisogno, e quali invece lasciare tranquillamente a casa. Ovviamente tale scelta sarà strettamente subordinata alle situazioni di ripresa che prevediamo di dover affrontare, situazioni che cambiano completamente se, per esempio, ci troveremo in esterni o in interni; se dovremo affrontare riprese a soggetti lontani e in azione o al contrario ci troveremo immersi nel centro dell' avvenimento stesso; se ci troveremo ad operare in pieno giorno o in situazioni di luce scarsa; se dovremo scattare a soggetti statici o in movimento. Ancora, dovremo prevedere tutte le fasi del nostro "racconto per immagini", in modo da non farci trovare impreparati ad esse: una competizione, per esempio, si svolge di giorno, ma spesso la fase culminante dell' arrivo avviene ormai a luce scarsa, o completamente assente ...
Portarsi addosso il minimo indispensabile: Accantoniamo anche l' idea di poterci muovere agevolmente nel contesto di un reportage con un pesante borsone a tracolla che contenga tutta la nostra attrezzatura: non farà che impedirci i movimenti, e non risulterà di nessuna utilità ... col pericolo non trascurabile poi, di vedercelo sfilare di mano !
Personalmente preferisco muovermi indossando un giubbotto multitasche, dove riporre comodamente un paio di ottiche ed altri pochi ed essenziali oggetti, che varieranno secondo la situazione da affrontare, aggiungendosi ad una situazione base composta dalla reflex, da uno zoom 80 - 200 e da un flash sempre montati. Da portare sempre, inoltre, un diffusore a calottina ( lo monterò sul flash, per esempio, se dovrò "sparare" su volti in situazioni ravvicinate ), un monopiede ( utilissimo in riprese d' azione, o con luce scarsa, a teatro, ai concerti, ai congressi ... insomma in un sacco di situazioni ) ed uno o due zoom grandangolari da associare al medio tele 80 - 200, la cui scelta andrà di pari passo con la situazione da affrontare: grandangolare spinto nel caso di paesaggio e di trovarci immersi dinamicamente nell' azione; zoom normale ( tipo 28 - 70 ) nel caso di documentazione di congressi, cerimonie, foto a persone e gruppi, ecc.
Inoltre porto sempre con me un luminosissimo 50 f1,4 prezioso per scattare senza flash in condizioni di luce scarsa, come a vetrine, in interni, o con le luci serali in città ... ( è quello che ho usato nella foto d' apertura, per esempio ).
Lavorando a diaframma quasi, o completamente aperto, e scendendo fino al tempo limite di 1/30 sec a mano libera, si riescono a cogliere tantissime situazioni senza dover ricorrere al flash, a tutto vantaggio della conservazione dell' atmosfera ambiente ... Flash che invece andrà assolutamente usato in pieno sole, soprattutto scattando alle persone ! )
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Impostazioni di base: Prepariamo la reflex per affrontare una situazione generica di reportage, riservandoci poi di variare le impostazioni se ci troveremo a dover affrontare situazioni particolari ...
Poichè, come abbiamo visto, la rapidità d' azione, il colpo d' occhio, l' essere costantemente concentrati sulla scena e sulla composizione migliore assorbiranno tutta la nostra attenzione e decisionalità, impostiamo tranquillamente l' esposimetro sulla modalità "Program": sarà la macchina che fornirà l' esatto rapporto tempo diaframma passando velocemente da una focale tele ad un grandangolo estremo, senza mai farci rischiare di "bucare" il tempo di scatto ( una regoletta empirica suggerisce che, per evitare il mosso introdotto dalla macchina usata a mano libera soprattutto con focali lunghe, il valore reciproco del tempo di scatto deve sempre superare quello della lunghezza focale in uso: ovvero, se sto usando una focale di 300 mm a mano libera, e voglio essere al sicuro dal mosso della macchina, dovrò usare un tempo di scatto di 1/500 sec, dove il valore reciproco di "500" supera quello di "300" della focale in uso. Con un 28 mm, dunque, basterà un tempo di 1/30 sec, a tutto vantaggio della profondità di campo ).
Dunque se, come prevediamo, nel corso del reportage ci troveremo a dover cambiare continuamente ottica per adeguarci alle situazioni di ripresa, lasciamo che sia l' automatismo della macchina ad impostare tempi e diaframmi, ovviamente finchè una situazione particolare non ci suggerirà di "prendere il timone" ...
Teniamo infine un flash sempre montato sulla reflex, impostato in automatismo TTL di schiarita, da usare sempre in pieno sole quando avremo delle persone davanti all' obiettivo, per i motivi di cui abbiamo già detto parlando delle ombre. Montiamo lo zoom che pensiamo di utilizzare più spesso, e mettiamo nella tasca del giubbotto un secondo zoom che completi il range delle focali in modo adeguato; su questa impostazione di base andremo poi ad intervenire trovandoci in situazioni particolari, di cui sotto facciamo subito qualche esempio.
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Situazioni particolari: scattare a luce ambiente. Riservandoci di trattare in un altro post le situazioni legate alla fotografia d' azione, vediamo l' altro tipico caso di situazione che ci spinge a dover "prendere il timone", a pensare bene a come comportarci, quale attrezzatura sia meglio usare, e quali impostazioni andare a settare sulla nostra reflex: è il tipico caso della fotografia a luce ambiente.
Muniamoci quindi di un monopiede ( è un treppiede con una gamba sola, parbleu ! ... ma assolutamente più comodo da portare in giro ) da usare per evitare il mosso della macchina se scenderemo molto in basso coi tempi di scatto: il monopiede, pur non offrendo l' assoluta stabilità di un treppiede classico, ci sarà di grande aiuto in queste situazioni.
Infine sblocchiamo i tempi lunghi sulla reflex anche con l' uso del flash ( in genere vengono bloccati per default a 1/60 sec ), in modo da poter usare la tecnica dello Slow Sinc, o flash sulla seconda tendina.
Luce Ambiente con Soggetti statici: chissà quante vetrine tipiche natalizie vi troverete a voler fotografare in questi giorni, recandovi al classico mercatino di Natale !
( Bolzano, per esempio, è rinomatissima per le sue vetrine sotto i portici ...! )
Come fare ? In genere la gente pensa bene di spararci sopra col flash ... ed è la cosa in assoluto più errata poichè, anche ammettendo di riuscire a non provocare riflessi sul vetro, cosa peraltro molto improbabile, avrò rovinato completamente l' atmosfera stessa della vetrina, che ha già ben predisposto le giuste luci con le giuste angolazioni ... Niente flash, dunque, ma montare un obiettivo luminoso ( almeno f 2,8 ), ed impostare la reflex a "Priorità di Diaframmi".
Aprire al massimo il diaframma, e ... verificare che tempo di scatto ci restituisce la macchina: se sarà buono per lo scatto ( ossia se saremo in salvo dal rischio del mosso - macchina secondo la formuletta del reciproco esposta sopra, es 1/60 con uno zoom 28-70 ) scattiamo tranquillamente, facendo attenzione a tenere ben ferma la fotocamera, poichè stiamo lavorando al limite consentito a "mano libera" ....
Ma se il tempo suggerito dall' esposimetro sarà inferiore, dovremo sfuttare, innalzandola, la sensibilità Iso, andando ad impostare Iso 400 o 800 ... e dovremmo così trovarci tranquillamente in un range utile; ovviamente possiamo sempre impostare una sensibilità Iso superiore, fino a Iso 3600 ( e questa è una gran comodità del digitale, che ci svincola dalla sensibilità della pellicola in uso ... Per chi fa uso della pellicola, la più versatile per tale tipo di riprese è quella di 800 Iso, molto versatile e con grana ancora contenuta, e che resiste bene anche al "tiraggio" di uno o due stop ).
Luce Ambiente con soggetti in movimento: Entriamo qui in un ambito più tecnico e difficile, se non specialistico. Tipiche situazioni di questo tipo di ripresa sono quelle che sio propongono se vogliamo scattare foto ad un concerto, a teatro, dove ricorrere al flash sarebbe inopportuno per il disturbo che arreca, o del tutto inutile per la troppa distanza ... Ma è anche il tipico caso in cui, facendo di necessità virtù, si possono ottenere le foto più belle e ricche d' atmosfera ...
Poniamo infatti di trovarci ad un concerto, dove la distanza ci permetterebbe anche di usare il flash, col quale però rovineremmo l' atmosfera e le luci predisposte sul palco ...
Ecco cosa fare:
1) Montiamo la macchina sul nostro monopiede, che ci darà un minimo di stabilità, utile a non introdurre il mosso macchina con tempi relativamente lunghi ( da 1/focale a 1/4 sec. circa )
2) Montiamo il flash impostandolo ( dalla macchina ) in modalità TTL Rear : automaticamente si sbloccherà anche l' uso dei tempi lunghi col flash, altrimenti impedito: la modalità "Rear" inoltre sta a significare che il lampo del flash partirà un attimo prima ( prego, ragionare "alla velocità della luce" ! ) che si chiuda la seconda tendina, ossia quando la mia scena sarà già stata completamente esposta dal tempo di scatto, andando ad aggiungere solo un pizzico di leggibilità in più sul soggetto, a congelarne il movimento sul finale. Immaginiamo di ritrarre così un chitarrista, che si stia dimenando mentre esegue un assolo: il suo movimento sarà riprodotto dal tempo lungo di scatto, e "congelato" sul finire da quel colpetto di flash ... con un effetto simile a quello della figura del pellerossa sopra riportata. ( tempo di scatto 1/15 sec ).
3) Operare facendo diversi scatti, in un range di tempi grossomodo compresi tra 1/30 ed 1/4 di secondo, in modo da avere un movimento parziale del soggetto senza il rischio di introdurre il movimento della fotocamera.
Concludendo questa nostra introduzione alla fotografia di reportage: se è vero che occorre prepararsi preventivamente alle situazioni che ci troveremo a dover fronteggiare, è anche vero che in seguito ogni singolo scatto dovrà essere valutato a sè, ed affrontato singolarmente in modo da trarne sempre il massimo in termini di espressività e comunicazione. Per fare questo occorrono l' esperienza, la visione di diversi modi di fare fotografia, e l' esercitarsi andandosi a cercare determinate situazioni, fuggendo dalle soluzioni troppo semplici e banali.
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( Bruno )
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