Oh Parbleu, quattro serate televisive di "Miss Italia" sono francamente troppo anche per me, che pur sono un noto estimatore del fascino femminile ...
Ma cosa volete mai, vista una ... se non c'è modo di approfondire ... l' interesse cala, soprattutto per noi D' Art, parbleu, che tendiamo a valorizzare anche le doti superiori dell' animale umano ( oh permettetemelo, gli ossimori son così di moda tra le sedicenti persone colte ...! ), uomo o donna che sia ...
Ma anche volendo soprassedere a questo non secondario aspetto, che libidine volete che ci sia a tentare un approccio galante con uno schermo televisivo, di quelli che per giunta ti danno ancora la scossetta alla barba quando ti avvicini ?
E non potendo pertanto approfondire la conoscenza e la gioia della Bellezza attraverso i sensi, ho deciso ben presto di spegnere l' infernale apparecchio e mettermi ad elucubrare sul mistero ed il fascino della Donna, e della Bellezza in senso lato ... Non è mia intenzione qui disquisire del fatto di costume in sè, nè della sua attualità: resta innegabile il fatto che l' Immaginario Femminile passa attraverso anche queste manifestazioni, come attraverso ogni stereotipo in cui si fa corrispondere la figura femminile ad un ipotetico ideale ...
90, 60, 90 ... Sono infatti solo misure più o meno rispondenti ad un modello culturale di bellezza, o c'è dell' altro ?
Faccio notare una prima osservazione: i tre numeri "magici" considerati sinonimo di Bellezza stanno tra loro nel rapporto "Aureo" di 2:3 ( prendendo 30 come divisore comune ) ... che dà come risultato quel fatidico 0,666 periodico ... e ricadiamo subito in quella "Regola Aurea" già considerata parlando della Composizione in Fotografia, regola che abbiamo visto essere universalmente valida ed estensibile ad ogni forma di rappresentazione del Bello, dalla pittura all' architettura, alla musica, alla letteratura ...
Insomma, quella che sembra essere la "regola estetica" per antonomasia, già studiata dagli antichi e vastamente applicata nello studio della Geometria come nella costruzione di Templi e Chiese, fino a ritrovarcela come regola-base della "Composizione" tout-court ...
Prendendo dunque come spunto il topos di Bellezza Femminile, tentiamo un approccio ragionato alla seguente domanda:
"Esiste un concetto universalmente valido di bellezza ? "
In base a cosa affermiamo che una Donna è bella, così come consideriamo più o meno "bella" una qualsiasi composizione figurativa o architettonica, o in senso lato una qualsiasi "rappresentazione fisica dello spazio", includendovi quindi anche una cosa "impalpabile" come la Musica ?
Sono noti a tutti gli studi di Leonardo da Vinci, che come nessun' altro prima studiò a fondo la morfologia e l' anatomia umana, partendo proprio dalla necessità di raffigurarla, ed arrivando a scoprire l' analogia della figura umana con leggi e rapporti di misure che già governavano le forme geometriche, considerate "perfette", di cerchio e quadrato ....
Nell' "Uomo di Vitruvio", del 1490, Leonardo riprende le affermazioni, appunto, già menzionate nel terzo libro del "De Architectura" del celebre architetto romano Vitruvio, riguardanti le proporzioni umane: "... Le proporzioni dell' Omo sono dalla Natura distribuite in questo modo: il centro del corpo umano è per natura l' ombelico; infatti, se si sdraia un uomo sul dorso, mani e piedi allargati, e si punta un compasso sul suo ombelico, si toccherà tangenzialmente, descrivendo un cerchio, l' estremità delle dita delle sue mani e dei suoi piedi ..."
Tutto il Rinascimento, nelle varie discipline artistiche e scientifiche, è una ricerca di questo rapporto perfetto tra uomo e spazio, ed un recupero dei testi, delle teorie e delle opere degli antichi greci, che per primi avevano trovato e dimostrato l' esistenza di una "Regola Aurea" studiando la geometria ( Euclide ), ed applicandola in modo quasi ossessivo alla costruzione dei loro Templi, all' Arte, alla Filosofia, alla Matematica, al pensiero stesso ...
E, prima del Nostro, un altro Leonardo nel 1202 aveva studiato le strane corrispondenze tra la Natura e le proprietà di una serie numerica "magica": si trattava di Leonardo Fibonacci, e della sequenza divenuta famosa col nome di "Serie di Fibonacci" e del derivante numero "Phi"... che sembra governare anche la disposizione dello stesso DNA.
LA SEQUENZA DI FIBONACCI Partendo da uno studio molto prosaico, riguardante la riproduzione dei conigli, Fibonacci arrivò a formulare la seguente serie di numeri, che, come vedremo, gode di stranissime proprietà:
1,1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144, ecc.
dove ogni numero è dato dalla somma dei due precedenti ( Es: 8 è la somma di 5 3; 21 quella di 13 8 e via dicendo ... )
Ma l' eccezionalità della serie sta nel fatto che ogni numero, diviso per quello che lo precede, dà un decimale che si avvicina in modo sempre più preciso a quell' 1,618 già chiamato dai Greci col termine di "Phi", ed assunto a rappresentazione matematica della Bellezza e della Proporzione Divina ... quello stesso "Rapporto Aureo" che abbiamo visto fin qui applicato appunto alle forme compositive ...
Ma c'è di più, in quanto i riscontri con la misurazione del "Reale" hanno effettivamente del sorprendente: "Phi" sembra determinare la disposizione delle spire del "nautilus" come quella delle cellette di un alveare, o quella dei semi dei girasoli, o dei petali dei fiori, come il rapporto tra la nostra altezza e la lunghezza degli arti, o la stessa forma a spirale del DNA ... tanto da sembrar essere a pieno diritto il vero "mattone" della Natura Vivente, e la natura intera il tributo a questa proporzione divina ... ( Vedi altri Esempi )
Il fatto, sbalorditivo, è stato portato anche a livello di divulgazione popolare dal fortunato e contestato best-seller di Dan Brown: "Il Codice da Vinci", in questo passaggio ...
Per quanto riguarda il corpo umano troviamo ad ogni piè sospinto, misurandolo, il fatidico rapporto "Phi": altezza totale/altezza da terra dell' ombelico; lunghezza braccio/avambraccio; lunghezza gamba dall' anca/gamba dal ginocchio; nel rapporto tra falange, falangina e falangetta delle dita; tra le diverse sezioni della colonna vertebrale ...
( Rispecchiando sempre la formula geometrica tra l' intero "1" e le sue parti "a" e "b", per cui 1:a=a:b )
Appare dunque a questo punto innegabile che le proporzioni del nostro corpo risultino tanto più armoniose quanto più rispecchieranno questo intrinseco rapporto ... e possiamo senz' altro affermare, tornando alle nostre Miss, che "esiste un assoluto di bellezza, per così dire, già scritto", che sarà poi mediato da canoni e sovrastrutture di tipo culturale e razziale...
Ma se questo è riscontrabile in modo così disarmante nel mondo "fisico", cosa succede nel mondo delle Idee ?
... Un quesito che apre la scena ad ipotesi tanto inquietanti, quanto da sempre risapute a livello di Inconscio Collettivo, che oggi siamo tanto bravi ad ignorare ...
Sarà proprio quello che cercheremo di affrontare nel prossimo post, dove prenderemo in analisi due forme di pensiero "creativo" assolutamente incorporee e magicamente divine: la Musica e la Matematica ...
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( Mon d' Art, Parbleu ! )