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 Appunti di Viaggio: il Blog di Modena Brennero Riduci

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Appunti di Viaggio

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 L' USO DELLA LUCE Riduci
Luogo: BlogsAppunti di ViaggioIl Linguaggio delle Immagini    
Inviato da: Administrator Account 03/11/2008 21.51


Luce e Controluce
Come corollario a quanto affermato a proposito dei colori complementari,  possiamo debitamente affermare che anche il binomio luce - buio costituisce un "Universale / Contrario" che da sempre, e per ogni cultura, viene abbinato sia a sensazioni di positiva complementarità ( attività e riposo, veglia e sonno ) che a sensazioni di netta e negativa opposizione ( sicurezza o paura, certezza o dubbio, vita o morte ).
 
E poichè si può controllare quel che si vede ma non quel che non si vede, il buio, la tenebra, l' assenza di luce si accompagnano da sempre anche ad una sensazione di timore, così che in senso lato la luce significa sempre verità e chiarezza, mentre il buio ( o l' ombra ) può rappresentare via - via l' intimità, la riflessione e la consapevolezza come anche il dubbio, il dolore, l' angoscia, la morte; al contrario il paradiso nell' immaginario è fatto sempre di luce, come con la luce sono sempre rappresentati i santi, gli angeli, e le certezze dei presentatori televisivi.

Così una sapiente mescolanza di questi due elementi antitetici induce inconsciamente nell' osservatore sensazioni che possono "far gioco" al messaggio che si intende trasmettere: luce ed ombra, pur essendo opposti, finiranno sempre per convivere nella rappresentazione figurativa così come nella vita reale, e la loro mescolanza, e la prevalenza dell' uno o dell' altra come dell' alto o basso contrasto generato, daranno alla scena quel particolare sapore che ci immetterà immediatamente nell' atmosfera psicologica ricercata e voluta, ancor prima che riusciamo coscientemente a coglierne tutti i soggetti, i significati ed i particolari specifici.

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IL CONTROLUCE:  l' uso del controluce, per esempio, ha sempre un forte valore estetizzante e di "trasposizione verso l' alto", di trasfigurazione, di spiritualità, di "assenza di massa corporea".  E' molto usato quindi nella ritrattistica estetizzante femminile, ed usatissimo in quella di matrimonio,  classici esempi di situazioni in cui la trasfigurazione e l' idealizzazione dei concetti di femminilità e amore vengono quasi di prassi affidati all' uso del controluce. 

Usare il controluce significa quindi, genericamente parlando, una volontà di "estetizzare" la scena o il personaggio, di renderlo gradevole ed importante, di trasfigurarlo ad un livello spirituale superiore togliendogli il peso stesso della massa corporea.  
( Osservate come anche nel più semplice notiziario televisivo il conduttore sia sempre sottolineato e "staccato dal fondo" attraverso una sottile linea di controluce ...   E come col controluce è sempre rappresentata la manifestazione della divinità, in ogni cultura ed in ogni raffigurazione pittorica ). 

E così via fino ad arrivare al punto dell' estremo controluce, ossia al tipo di raffigurazione comunemente conosciuta col nome di "silhouette", dove il soggetto viene fatto cadere completamente nell' ombra contro il fondo luminoso, e ridotto a puro contorno grafico.
Concettualmente ed inconsciamente cosa significa una tale raffigurazione ?
Che si intende cancellare completamente "l' individualità e la particolarità" di quello specifico soggetto per farlo assurgere a pura idea, a puro concetto astratto ed universale, oltre e aldilà di ogni caratterizzazione soggettiva. ( Ed infatti ci sarà impossibile scorgere in tale raffigurazione il benchè minimo particolare che ci informi riguardo la specificità dell' elemento ritratto: un uomo, o un albero raffigurati in silhouette non sono più "quell' uomo e quell' albero specifici", ma l' Uomo e l' Albero per antonomasia ). 

Allo stesso modo, quando un controluce diventa, per errore o per scelta cosciente, di difficile interpretazione e di fastidiosa lettura perchè non bilanciato dall' illuminazione principale, si creerà in noi osservatori un "fastidio visivo" dato dalla difficoltà e dal maggior sforzo visuale richiesto per capire ed interpretare la scena, esattamente come quando cerchiamo di guardare qualcosa avendo "il sole negli occhi". Ed ecco che anche un potenziale errore può trasformarsi in un espediente tecnico adattissimo a rappresentare una situazione spiacevole o confusa, un' interpretazione difficile o ambigua, un crescente disagio, o semplicemente la volontà di mettere qualcuno o qualcosa in "cattiva luce" ai nostri occhi, come del resto ben recita l' espressione popolare, dimostrando una grande sapienza nel saper interpretare e capire benissimo concetti che sembrerebbero tanto difficili da spiegare a parole ! 

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Luce RembrandtIL PESO DELLE OMBRE  

L' inserimento di ombre nella scena serve generalmente a dare corporeità, fisicità e peso all' immagine: non a caso un disegno infantile è piatto, senza ombre ...  come se l' ombra stessa fosse una conquista prima della mente, e poi figurativa, che va di pari passo con la coscienza e la consapevolezza di sè. 

L' ombra rappresenta quindi, in generale, sia valori positivi nella loro fisicità, concretezza, consapevolezza, come anche l' esasperazione di tali aspetti, per cui il "terreno" si contrappone al "divino", la consapevolezza scivola nel dubbio, nel timore, nella paura, nell' inazione, nella morte.   

Concetti e percezioni che non a caso i grandi pittori rinascimentali fiamminghi hanno saputo rendere tanto bene nella loro iconografia che ha fatto storia, con l' uso preponderante delle ombre modellate da tagli angolatissimi di luce a descrivere il carattere vuoi di saggio potere ed auterevolezza, come di meschinità e miseria dei loro personaggi: in ogni caso era il trionfo della massa corporea, del fisico, del terreno contrapposto all' incorporeità tipica della ritrattistica medievale.

( Apri Photogallery Rembrandt )

Ombre che inducono all' intimità, alla riflessione, come anche al dubbio, o alla perplessità, o alla paura, man mano che l' ombra prende il sopravvento sulla luce.  Così se un' illuminazione "Rembrandt" ( dal nome del noto pittore fiammingo ) conferisce peso e struttura al personaggio ( è quel tipo di illuminazione che rappresenta con l' ombra circa i tre quarti della scena attraversata solo da una lama di luce fortemente angolata, ampiamente usata nel Rinascimento per ritrarre sia uomini di pensiero che uomini di potere, che l' uomo in genere in antitesi al femminile ), un eccesso di ombra, ma soprattutto un' ombra "mal collocata" ( classico esempio degli occhi completamente in ombra ) genera istintivamente in chi guarda una sensazione di perplessità o paura.

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E veniamo finalmente a qualche consiglio spicciolo per le nostre fotografie ...
Attenzione soprattutto a scattare ritratti in pieno sole: si generano sempre ombre nette ed antiestetiche, in particolar modo sotto il naso, il mento, e le arcate sopraciliari, che risulteranno istintivamente inquietanti anche sul più angelico dei volti !

L' ombra è "peso" opposto alla leggerezza ed incorporeità della luce: le ombre andranno quindi distribuite molto attentamente nella composizione, ed ogni fotografo sa benissimo di dover usare le sorgenti luminose soprattutto per creare e controllare le ombre ...   che andranno sempre collocate a sottolineare una profondità spaziale e una fisicità corporea, ma mai poste sugli elementi espressivi, soprattutto nel caso del ritratto: gli occhi in ombra, ripeto, sono assolutamente inquietanti ...   e del tutto inadatti ad un ritratto, soprattutto se femminile !

Va da sè che nel ritratto, pur ricorrendo a luci di schiarita che ammorbidiscono le ombre, queste andranno sempre attentamente studiate nel loro andamento, soprattutto sul viso ...   non c'è schiarita infatti che possa correggere un naso ingigantito, un mento reso troppo possente, uno sguardo reso cupo da un' ombra mal collocata: il viso andrà illuminato pur in un contesto di penombra generale.
E la luce principale dovrà risultare piacevole già da sola; le secondarie serviranno a plasmare ulteriormente ciò che deve già essere valido.

E' per questo sostanziale motivo che in esterni e col sole non bisogna mai ritrarre un volto in luce diretta, ma preferibilmente in controluce: le ombre risulterebbero sempre marcate ed antiestetiche anche rischiarandole con un flash ... (e poi, un viso col sole negli occhi non potrà certo essere rilassato !).
Nel caso di figura ambientata invece ( come nel classico ritratto con panorama ) ricorrete sempre all' ausilio forzato del flash, anche in pieno sole: l' automatismo TTL illuminerà il soggetto ( che dovrà essere a poca distanza dalla macchina, ovvio ! ) quanto basta ad ammorbidire le ombre, pur mantenendo il senso di profondità.
 ( In genere la potenza emessa dal flash in questi casi corrisponde a circa un diaframma e mezzo meno della luminosità generale della scena: ossia, se la scena poniamo è correttamente esposta con diaframma f11, il flash "sparerà" una potenza tra f5,6 e f8 ...   per cui, anche non disponendo di un flash in TTL, sapete come regolarvi ).   

Quindi, chiarendo che ovviamente ogni contesto fa caso a sè ( per esempio in un reportage che documenti il lavoro dei campi il volto di un contadino in pieno sole e con ombre durissime sarebbe perfetto ! ), se l' intento è quello di fare un bel primo piano alla vostra ragazza ponetela sempre in controluce ...
Poi, facendo ben attenzione che sulla lente frontale non cadano fastidiosi riflessi ( è proprio per questo che mettono i paraluce nella confezione assieme agli obiettivi ), riportate luminosità sul volto della di lei grazia con quello che più vi aggrada: un flash ( meglio se "ammorbidito" da un diffusore opalino ), o un pannello diffusore bianco o dorato ( e allora siete dei professionisti ! ) ...   O più semplicemente, vi sorprenderà scoprire in tali occasioni quanta luce sia in grado di riflettere una semplice maglietta bianca, rivolgendola ad hoc verso il soggetto da ritrarre. 

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Ma torneremo sulle tecniche specifiche nelle varie sezioni; quello che qui ci interessa comprendere a fondo è che "sempre e comunque" un' immagine parla innanzitutto alla nostra percezione più emotiva, profonda e meno cosciente ...
... bella o brutta che sia, giusta o sbagliata che sia ...  e come il nostro inconscio sia pronto a recepire tutti questi messaggi subliminali da essa trasmessi. 

( Attenzione dunque, perchè anche la più bella ed eterea modella può trasformarsi, pur mantenendo la sua bellezza "documentaria" nell' immagine, in qualcosa di assolutamente fastidioso, stonato e sgradito per la nostra percezione più profonda ... quella che, appunto, "legge" per emozioni, e non sa leggere altro ).

( Bruno )

Vai a "Tecniche di Ripresa"

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Uso della Luce in Iconografia    Da TrackBack a 03/11/2008 22.09
Come corollario a quanto affermato a proposito dei colori complementari, possiamo debitamente affermare che anche il binomio luce - buio costituisce un "Universale / Contrario" che da sempre, e per ogni cultura, viene abbinato sia a sensazioni di positiva complementarità ( attività e riposo, veglia e sonno ) che a sensazioni di netta e negativa opposizione ( sicurezza o paura, certezza o dubbio, vita o morte ). In senso lato la luce significa sempre verità e chiarezza, mentre il buio ( o l' ombra ) può rappresentare via - via l' intimità, la riflessione e la consapevolezza come anche il dubbio, il dolore, l' angoscia, la morte; al contrario il paradiso nell' immaginario è fatto sempre di luce, come con la luce sono sempre rappresentati i santi, gli angeli, e le certezze dei presentatori televisivi.
# diggita.it


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