( L' antenna, da piccola, quando salta la corrente ).
L'Antenna, trattoria di Stagno Lombardo località Porto Polesine, è situata felicemente, il più delle volte, in mezzo alla campagna Cremonese e talvolta -come nel 2000- in mezzo al Po, nel tal caso meno felicemente.
Per raggiungerla basta imboccare (senza metterle la bavaglia) la strada per Stagno, tirare dritto fino a quando sentite splash e un che di umidiccio vi renderà edotti del raggiungimento della meta.
La costruzione, color verde cimice giovane, è proprio sotto un altissimo traliccio della corrente elettrica della corrente elettrica della corrente elettrica della corrente elettrica (dovrei scriverlo 225 volt, ma mi fermo qui) dove gioiosamente si può fare il pieno di elettrosmog in un luogo deputato a fare il pieno di verde, il pieno d'aria buona, il pieno di marubini, il pieno di Po (talvolta la piena).
Ristotrattosteria di grande semplicità, l'Antenna (0372 57414, lasciatela riposare il mercoledì) vi tenterà con la ruspante cucina della Bassa, quindi polenta e salame, marubini in brodo e testina coi fagioli con salsa verde, tanto per dirne una. Per dirne due, aggiungiamo i tortelli di zucca, un poderoso risotto al lambrusco, le verze "mate" (piatto da masalèer, il becchino del porcello) e un felicissimo ganascino al gutturnio che familiarizzerà con le vostre ganasce in men che non si scriva.
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Felice inserimento extraregionale pro-ve-niente da-lla Sar-de-gna, che si appalesa sotto forma di bottarga, liturgicamente aspersa su pasta rigorosamente fatta in casa, cardi sott'olio fatti in casa e colà frigor-osamente conservati.
D'estate, quando siedete all'aperto, alcuni pesciolini si ritrovano a far bisboccia, nella piccola piscina della friggitrice e fungendo da insegna olfattiva vi dichiareranno la loro presenza in questo modo, essendo discreti di natura e rimanendo muti come pesci e non Muti come Riccardo.
D'inverno, al chiuso, quando l'aulente friggitrice promana colesterolosi effluvi, meglio non esserci, per non portarsi appresso il ricordo della nostra presenza all'Antenna che attrarrà il vostro gatto a sua volta attratto dall'irresistibile parfum "Oil of pèsgatt rustìit".
Mandate sbrigativamente la friggitrice a farsi friggere e a quel paese. Troverà conforto e compagnia in parecchi politici ritrovatisi anche loro mandati lì dopo il mandato revocato.
Altra fauna stanziale, che spesso prende residenza all'Antenna, è data dalla comparsa degli ultimi esemplari di "Om ad Po", pescatori per hobby e cacciatori per vocazione. Ieri bracconieri, oggi bracconoggi.
Emozionante sentir raccontare da loro le storie di Paolino, ultimo pescatore di professione e olimpionico di tiro al bicchiere, dalla sagacia inarrivabile, come quando, dopo una notte di fraterna simbiosi con virulenti doppi litri di rosso e inciampato in ogni ostacolo, sanguinante e tumefatto, al risveglio, da sotto le reti da pesca che aveva scambiato per lenzuola, disse: "Ho malmenato qualcuno ieri sera?"
(Paolino mentre sta salvando il pesce dall' annegamento)
O sentire la storia del bracconiere colto in flagrante dal guardiacaccia e rincorso per ore inutilmente, da quest'ultimo, col fiatone e allo stremo, esortato a fermarsi e al quale risponde: "Fermati tu che non ti rincorre nessuno!"
O il racconto del paese di Brancere, messo a mollo dal Po e con lui andatosene a zonzo in direzione delta, del quale, in certe notti, pare si odano le campane della chiesa sommersa. ( Una approfondita ricerca di questa curiosità o leggenda, mi ha portato alla conclusione che effettivamente è possibile udirne i rintocchi, solo in misura proporzionale ai tappi stappati in notti di nebbia e nebbiolo. Pare che i battacchi scampanino solo tre o quattro tocchi e che solo Paolino riuscisse a sentirne tutti e 12 i melodiosi suoni ).
Lo stilare i punti cardine dello statuto dei bracconieri ha esatto diverse cirrosi. Tra i vari punti, la regola che ogni carniere debba avere il quantitativo necessario a farsi 15 anni di galera per potersi fregiare del ruolo.
In questo, un personaggio da Antenna al quale evito i rigori della legge tacendone il nome, brilla (da brillo) perché una volta dopo essere stato incaricato dal guardiacaccia di recuperare 17 fagiani tornò dalla battuta con 22 pennuti, non essendo la matematica il suo forte. Sa sparare benissimo con la doppietta, ma sparare stupidate gli riesce meglio.
In estate, consiglio di percorrere gli argini che conducono all'Antenna soffermandosi sui vari stagni (siamo a Stagno Lombardo o no?) e notate come, attorno a loro, sia rimasto intatto il bosco che un tempo dall'argine maestro, in un'unica teoria, arrivava fino al Po. E' successo che per rapporti di buon vicinato, il Po abbia ricambiato la cortesia e superati alcuni argini allievi, sia giunto all'argine maestro, facendo sentire a casa sua (del Po) il bosco, sommergendolo di attenzioni non sempre gradite e comunque evitando costosi impianti di irrigazione.
Un frequentatore dell'Antenna, che predilige il reparto osteria (l'avevo detto che è una ristotrattosteria) mi spiegava che, da bambino, quando un fulmine centrava la vegetazione andava col sale in tasca a papparsi le lumache già cotte, dopo il trattamento alla Giovanna d'Arco gioiosamente perpetrato dalla saetta. Un giretto, col sale in tasca, in un luogo esortato a ricevere fulmini come Montecitorio, lo farei volentieri.
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Una volta -siamo sempre all'Antenna- davanti ad una scodella di fagiolini dell'occhio con le cotiche (che qui, in stagione, si trovano sdoganate dal giorno dei morti quand'è tradizione offrirle gratis) e ad una bottiglia di lambrusco scioglilingua, mi raccontò che durante gli anni in cui il capo del governo risparmiava sulla brillantina (non furono le annate migliori perché il re sapeva di tappo) venne venduta una cascina per un milione, prontamente recuperato vendendo solo la legna del bosco e ritrovandosi "a gratis" terra cascina e bestiame.
La cascina "Zoppa", questo il nome, ha un istruttivo segno sul muro posto a ricordo di quando il Po venne -non invitato- a farle visita; nella mia fantasia da bimbo cresciuto parecchio (in particolar modo sulla bilancia) lo vedo come il livello da raggiungere a forza di palanche, delle quali gli agrari non sono mai paghi. Curiosità singolare (ma si può dire curiosità anche al plurale): sulla chiesetta adiacente c'è un fregio di svastiche, messo lì molto prima che assumessero un significato sinistro. Strano quanto abbia, ora, di sinistro questo segno di destra. Eppure un tempo erano di buon auspicio, figuravano nelle decorazioni natalizie, ma poi arrivò il baffetto e i suoi addobbi uncinati non ebbero un duraturo succeSSo, nonoSStante le SS. Un'operazione mal-destra.
Facetia riempitiva. Autunno 2000, il Po tumultuosamente in piena come non mai: il grande fiume, ma proprio grande, fin troppo (troppa grazia S. Antonio) invase tutte le Società di Canottieri, alcune ritrovo esclusivo della Cremona bene.
La più quotata, ma comunque sommersa (questa la capiscono in pochi) società "Baldesio", sul cancello -completamente travolto dalle acque- aveva questo cartello: "Vietato l'ingresso ai non soci". Pur non essendo iscritto, il Po, entrò ugualmente, forse in qualità di socio (af)fondatore?
Chissà se qualche volontario, carabiniere, vigile del fuoco o della protezione civile, chiamato a intervenire per la Baldesio, si rifiutò di farlo perché non socio. Non avrebbe fatto altro che attenersi al "Vietato l'ingresso ai non soci".
Auspicai un più preciso avviso, tipo " Possono entrare solo i soci (a nuoto) il Po, e i pesci, se soci."
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Carico di storia, se la si vuol vedere, l'andare all'Antenna. Il fatto, ad esempio, che ci si trovi in località Porto Polesine evoca un porto, un traghetto che non c'è più e soprattutto i confini "spostatili" del Padus. Questione di metri e saremmo in zona culatello, questione di metri e i dirimpettai parmigiani di Polesine potrebbero fare il salame all'aglio. Così loro fanno la spalla cotta di là e noi la mangiamo di qua, perché all'Antenna la spalla cotta si trova benissimo sentendo aria di casa. L'aria di casa nostra, invece, vi verrà evocata -a me è successo con successo- con le frittelle fritte(llate) nello strutto (che è l'estrema sintesi del maiale, il suo riass-unto) o col croccante, il torrone dei poveri mestamente e rimestamente fatto con solo zucchero ed arachidi. Fatelo accompagnare, nel suo breve viaggio verso sud affinchè non avvenga in tanta e desolante solitudine, da un bicchiere di introvabile bargnolino home made, liquore malandrino da bracconieri, la cui produzione è limitatissima. Buono così lo trovate solo all'Antenna o, forse, a Lourdes.
Piacevole sorpresa il conto light, in particolar modo se le vos3 finanze, accontentandosi di piccoli numeri, non sono rinfrancate dalla gradevole presenza delle milionate intascate dagli agricoli fluentemente dirimate dalle pingui casse che la UE dispensa generosamente a chi ha molta terra, molti soldi, molta voglia di lasciare incolti i campi ed essere per questo lautamente incentivati.
E' £a pra$$i del "s€t a sid€": per venire in soccorso dei poveri agricoltori ricchi; l'Unione li paga, coi nostri soldi, per non lavorare e mantenere così alti i prezzi che una sovrapproduzione abbasserebbe. Traduzione: abbasso quel che costa poco, viva quel che costa tanto, togliamo i soldi ai contribuenti, facciamone quel che ne abbiam voglia, ma in modo tale che, a questi minchioni, non torni nessun beneficio, anzi facciamolo avere a chi ne ha già.
Tornando a casa, coi denti che ancora applaudono, arrivati all'argine maestro, dopo aver percorso lo stesso tragitto del Po nel 2000 (ma lui si permise alcune scorciatoie a voi non permesse) girate a sinistra per un'ultima curiosità: un'avveniristica, artistica e turistica meridiana chè è un'opera d'arte meritevole di tale deviazione.
Poco lontano il campo sportivo dove, durante la piena del 2000, portarono in salvo tutte le mucche delle cascine golenali. Fu quella l'unica volta che vidi in campo una squadra bianconera tutta femminile, dove il cornuto non era l'arbitro.
( Lilluccio Bartoli )
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