
Nella gloriosa trasmissione televisiva: "Quelli della Notte" il personaggio di Andy Luotto, interpellato da Renzo Arbore, decretava lapidariamente: "bbuono" oppure "No-bbuono".
Era un perfetto esempio di pensiero, forse un po' primitivo ma efficace e di immediata comprensione, basato su un valore "universale ed assoluto" ( o Tesi ) ed il suo contrario ( o Antitesi ).
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Assoluti e Contrari costituiscono i pilastri sia del pensiero più arcaico che di quello più evoluto.
Esistono assoluti "universali", la cui validità è estensibile a tutto il genere umano, o addirittura a tutto il genere vivente, legati indissolubilmente alla semplice raltà "biologica" dell' Esistenza: i concetti di vita e di morte, di luce e di buio, di sopra e sotto, di maschile e femminile sono gli stessi a qualsiasi latitudine del mondo.
Potremmo chiamarli assoluti "biologici" proprio perchè riconducibili al semplice fatto di vivere, e probabilmente li potremmo trovare anche in tutti gli organismi superiori, se potessimo parlare con loro.
Konrad Lorenz ha dimostrato , in effetti, non solo l' esistenza di leggi comuni quali l' "imprinting", ma anche la possibilità, se non proprio di un dialogo, perlomeno di capire gli animali semplicemente osservandone il comportamento ( K. Lorenz: " L' anello di Re Salomone" ).
Ci sono poi assoluti "culturali": bene e male, giustizia ed ingiustizia, bello e brutto, pur derivando da un' idea assoluta, sono molto influenzati dalla particolare cultura di un determinato popolo, e gli stessi concetti possono riferirsi a realtà molto diverse tra loro.
Lo stesso concetto di Bene e di Male, che sembrerebbe così semplice e così incontrovertibile, in realtà si scontra pesantemente con la struttura culturale, con la religione, con l' ordinamento sociale, e cambia quindi nel tempo, nel luogo, ed anche nel corso della vita della medesima persona.
Niente quindi di più relativo, fermo restando però "il nostro bisogno" di postulare degli assuluti di bene e di male, di giustizia, ecc., anche se siamo continuamente costretti a rivederli.
Quindi possiamo considerarli "assoluti" a tutti gli effetti, calandoli nel loro contesto.
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E' l' Iperuranio platonico, il "mondo delle idee" di cui noi mortali vediamo solo l' ombra gettata sul fondo della caverna, a dimostrazione che, essendo l' assoluto inarrivabile, possiamo percepirne e viverne solo un' ombra, una copia slavata.
L' autore de "Lo Zen e l'Arte della Manutenzione della Motocicletta" arriva a definire la "Qualità" come proprietà delle cose di avvicinarsi all' assoluto: più una vite svolge bene la sua funzione, più si avvicina all' idea assoluta di "Vite", e maggiore sarà la sua qualità.
Ebbene, nell' inconscio non ci sono vie di mezzo: ci troviamo stipati sempre e solo assoluti "totali", costituenti il nostro pensiero più arcaico, i veri e propri "mattoni" del pensiero.
Mattoni che nel linguaggio onirico ( come in quello figurato ) agiscono combinandosi tramite il Simbolismo, la Associazione di Idee, la Condensazione di concetti, l' Allusione, lo Spostamento, ecc, proprio come i colori primari, mescolandosi, danno origine a tutta la tavolozza dei colori.
E attenzione: non si tratta forse degli stessi meccanismi che ritroviamo nel linguaggio poetico e letterario, dove prendono il nome di "figure retoriche" ?
Qui sopra vediamo due immagini che riuniscono tutti questi meccanismi: al tempo stesso esse costituiscono un simbolo, associano l' idea di bene e di male, condensano ognuna più concetti "collaterali", alludono ( per es. al paradiso e all' inferno ), sono corredate di oggetti che rappresentano un tipico "spostamento concettuale", come il bastone pastorale per l' una e le caratteristiche animalesche per l' altra.
Avete ancora dubbi a ritenere l' immagine un linguaggio vero e proprio, e perdipiù molto più veloce ed intuitivo del linguaggio verbale ?
Guardate quante parole, fatica e prolissità ho dovuto impiegare per dire quello che un' immagine comunica alla velocità della luce !
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( Mondart )
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