
Cominceremo qui col ricercare gli elementi di "lettura" di un' Immagine, sia essa fotografica o meno, e di individuazione di quelle dinamiche ( manifeste e latenti ) che sottostanno al "funzionamento" della medesima, bella o brutta che sia, perchè proprio di "funzionalità" dell' Immagine si vuol parlare, dei suoi meccanismi perlopiù subliminali ed universali attraverso i quali vengono risvegliate in noi tutti quelle specifiche e ben determinate sensazioni sulle quali viene "veicolato" il messaggio manifesto, sia esso pubblicitario, estetico, o politico.
Significante e significato, messaggio conscio ed inconscio, melodia ed armonia, dinamiche di moto e quiete, accordi di settima e di tonica: ( chi è musicista non faticherà certo ad intuire certi parallelismi con l' universo musicale ! )
Si vuol tentare insomma di chiarire un "Linguaggio Dimenticato" sviscerandone le dinamiche d' azione e quelle attraverso le quali viene recepito.
Dinamiche che, come succede in ogni linguaggio pre - verbale, sono state dimenticate con l' adozione di linguaggi maggiormente "strutturati", ma non per questo sono meno presenti, potenti ed efficaci, anzi !!!
Nell' antichità i luoghi del potere civile e religioso venivano affrescati proprio per indurre nel popolo, completamente analfabeta e privo di cultura, sentimenti vuoi di timore e rispetto, vuoi di pace e beatitudine, vuoi di ostentazione di potere, con un operato di tipo squisitamente "pubblicitario !"
Argomento curioso e sempre attuale dunque, forse difficile ma non impossibile, che ahimè non viene mai preso abbastanza in considerazione probabilmente proprio per mancanza di competenza da parte degli stessi operatori.
Bisogna cominciare ad operare una piccola rivoluzione Copernicana.
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Cominciamo dunque con l' affermare che un' Immagine è sempre e comunque dinamica, sia essa bella o brutta, centrata o meno, pertinente o meno col contesto nel quale viene inserita, proprio perchè vive di vita propria, secondo inesorabili e scientifiche dinamiche di ricezione che ci arrivano sempre e comunque, e sempre a livello subliminale ( fino a che non vengano sviscerate e coscientizzate ).
Questo vale sia a livello compositivo, o di dinamica "interna", ( per cui diciamo che un' immagine, indipendentemente da cosa raffiguri, è più o meno "bella" quanto più si avvicina a regole "universali" di composizione ed armonia, così come siamo concordi nel considerare più o meno bella la donna che maggiormente incarni un "ideale universale" di "armoniosa distribuzione di proporzioni" ) sia, in modo molto più sottile e "subdolo", a livello di lettura o di dinamica "esterna", di recepimento della medesima, di comunicazione, che avviene sempre su un duplice piano ( conscio e inconscio ).
Proprio come succede con la canzone di moda, di cui tutti sono in grado di canticchiare il motivo ( livello conscio ) ma che solo chi avrà analizzata e studiata riuscirà anche a riprodurre su uno strumento, suonando anche quella parte "armonica" che i più recepiscono solo a livello inconscio, senza "rendersene conto".
Affermazione questa tutt'altro che banale per le immense ed immediate conseguenze che possiamo ravvisare, come ben sanno i Pubblicitari che, attraverso un' immagine, devono "far passare" un messaggio prestabilito.
Guardando bene vedremo che, comunque sia, per "passare" il messaggio ha bisogno di un duplice meccanismo di "attivazione e rilassamento", proprio come il più semplice dei motivi musicali ha bisogno di reggersi su almeno due accordi: la Settima ( che ha funzione di attivazione ) e la Tonica ( che ha funzione di rilassamento ).
Certo, proprio come succede nell' amplesso, come per la vita stessa.
Guardando ancora oltre potremo dire che il messaggio cosciente ( sia esso di tipo pubblicitario, estetico, o politico ) ha bisogno di un "veicolo" inconscio, costituito da elementi "semplici ed universalmente validi" che hanno lo scopo di risvegliare in noi determinate sensazioni, perlopiù piacevoli.
Affermazioni difficili, sulle quali ritorneremo sviscerando sempre più a fondo le dinamiche del più antico ed immediato linguaggio umano: il linguaggio dell' Immagine.
Pensateci bene: al mattino cosa ricordiamo svegliandoci ? Immagini !
Qual'è la cosa più spontanea che ci viene da fare quando vogliamo comunicare qualcosa a chi non capisce la nostra lingua ? Ideogrammi, disegni, Immagini !!
Qual'è il primo linguaggio usato dall' uomo primitivo per comunicare ? Immagini !!!
Vedremo poi come il riferimento al sogno sia ben più profondo e significativo di quanto qui accennato; nel sogno possiamo rivivere la genesi del linguaggio che, prima di verbalizzarsi, era un linguaggio figurato.
L' immagine è dunque il linguaggio pre-verbale per eccellenza, il linguaggio da cui genera direttamente il pensiero.
Linguaggio quindi che dovrebbe esserci ben noto, ma come succede per altri linguaggi preverbali ( uno per tutti: la gestualità ) viene man mano "dimenticato", surclassato con l' affermarsi dei linguaggi più "strutturati".
Ma non per questo sarà meno denso di significato, meno colto, meno rappresentativo di un concetto, anzi !
Per questo l'adozione del celebre motto di Galileo: per affermare ad oltranza, aldilà di qualsiasi stolta credenza e con tutta la forza del rigore scientifico, un modo di guardare all' Immagine che in certi ambienti potrà sembrare irriverente ed eretico, come potrà sembrare semplice e rivoluzionario agli occhi dei più, ma che costituisce l' unico approccio veramente "scientifico" alla sua lettura e comprensione, nonchè ad un suo conseguente efficace utilizzo editoriale, redazionale e pubblicitario.
Per cercare e riconoscere, oltre la banalizzazione da una parte e fumose sovrastrutture pseudo - culturali dall' altra, che la vera forza ed essenza dell' immagine è da individuare nella sua duplice dinamica, compositiva prima ed inconsciamente interattiva poi, tipica di ogni linguaggio preverbale.
( Mondart, Parbleu ! )