
La Trebbiatura di una Volta
( Volta Mantovana, MN )
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Contrapposta ad eventi che vogliono stupire ricercando in modo sempre più eclatante ( e talvolta del tutto gratuito ) l' eccentricità alla moda e l' ostentazione chic, ecco tutta la semplicità e poetica bellezza di questa rievocazione della “trebbiatura di una volta”, che si tiene a Volta Mantovana ogni inizio di Luglio, condotta con macchine e modi che sembrano usciti da un film di Bertolucci, pur non riportandoci indietro che di qualche decennio.
Poesia e bellezza intrinseca nei modi, nei gesti, nei ritmi, nei tempi semplici di un lavoro e di uno stile di vita ormai andati completamente perduti, ma rivedendo i quali non può non sorgere qualche nostalgia, assieme a qualche legittimo dubbio e perplessità circa il prezzo pagato all' attuale frenetico sviluppo delle cose.
Le imponenti trebbiatrici, come i vecchi trattori, sono lì, ad aspettare fieri e consapevoli del loro fascino antico e della loro saggia autorità la mano che li rimetta in vita, e come vecchie locomotive a vapore guardano con bonaria sufficienza di nonni alle corse sfrenate dei loro odierni, irrequieti nipotini.
Come per incanto, senza che risuoni nell' aria nessun ordine o proclama, all' orario stabilito magicamente si animano, e magicamente prende forma e vita un quadro scandito da scene, ritmi, complicità antica tra Uomo e Macchina ( quale contadino non ha amato la sua “piccola” ??? ) fusi a raggiungere un unico scopo, profondamente sentito e condiviso da entrambi, con la stessa intensità che intercorre tra il musicista ed il suo strumento al momento di prodursi in concerto.
Un concerto fatto di polvere, di sbuffi di fumo e di nafta, di gesti antichi e misurati, di intesa consumata e gregaria di “session man” e perfetta intonazione dei loro strumenti; un concerto da cui scaturirà l' elemento primo del loro sostentamento, e loro stessa ragione di vita.
A fianco della manifestazione una lunga tavolata dove, a offerta libera, viene offerta la “colazione”: che non è né la prima colazione col caffè del risveglio, né il pranzo ( che la cultura contadina non chiamerebbe mai colazione ), ma l' equivalente di quanto i contadini si portavano per rifocillarsi a metà di una mattina lavorativa che iniziava all' alba.
E così lungo il tavolo sono sistemate focacce, frittata, verdure cotte, vino. Evviva.
L' acqua è gratis: “Hai sete ?” mi chiede una donna a cui mi avvicino per capire come “funzioni” il ristoro … certo, l' acqua è gratis, l' acqua è di tutti … e chi avrebbe mai il coraggio di negare un bicchiere d' acqua a chi ha sete ???
Ma anche questo, ahimè, fa sempre più parte del passato.
Torno a ripetere: un evento tanto semplice e bello da essere non solo struggentemente poetico , ma anche altamente istruttivo: da raccomandare in massa alle scolaresche e, perchè no, anche a certi ristoratori, assessori e sedicenti esperti della comunicazione che hanno ormai perso ogni contatto con la realtà. Quella vera.
( Mondart )
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