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    <title>Il Linguaggio delle Immagini </title>
    <description>Fotografia, Immagine, significante e significato, messaggio cosciente e latente, dinamiche della comunicazione non-verbale e pubblicitaria ...   Sono gli argomenti con cui Bruno vi farà due "mappamondi" così ...  Come gli diciamo sempre noi per farlo "arrabbiare".
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    <link>http://www.modena-brennero.com/Home/AppuntidiViaggio/tabid/115/BlogId/5/Default.aspx</link>
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    <pubDate>Fri, 30 Jul 2010 05:31:44 GMT</pubDate>
    <lastBuildDate>Fri, 30 Jul 2010 05:31:44 GMT</lastBuildDate>
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      <title>LA COMUNICAZIONE E' UN' ALTRA COSA !</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;img height="221" alt="" hspace="5" width="250" align="left" border="2" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Punto.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;La "Comunicazione" è un' altra cosa !!!&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Come siamo messi male ... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come SIETE messi male, istituzionali comunicatori di bassa lega, sedicenti esperti e "masterizzati" laureati incompetenti della pur minima dinamica comunicativa, nonchè inossequiosi del più comune buon senso ... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E parliamo della pura e semplice "comunicazione commerciale" di Enti Turistici e Culturali, di Associazioni di Prodotto ... di banale "réclame", insomma ... non di "Informazione". ( Nè questo vuole essere un discorso "sociale", la cui alta trattazione esulerebbe dal contesto puramente pragmatico di questo sito ... ) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
No: parliamo di pura e semplice "&lt;strong&gt;efficacia di linguaggio&lt;/strong&gt;", o di stupidità e intelligenza, se preferite ... attributi impalpabili che ahimè non sono in vendita, non sono scambiabili con un voto, non si accompagnano quasi mai alla pedata nel didietro che introduce nell' ambiente "giusto" il raccomandato di turno ...   non sono appannaggio nè di un ceto nè di un' ideologia, nè si insegnano ( o si imparano ) nei tanto decantati quanto inutili "Master". &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia sono parte integrante dell' Uomo, e se compito della comunicazione è proprio quella di interagire con altri esseri umani beh, è proprio tempo che i sedicenti comunicatori di professione comincino a rispettarne maggiormente l' intelligenza ...   perchè anche la più fedele e innamorata delle mogli finirà inevitabilmente con l' abbandonare il marito che persiste nel comportarsi da idiota. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
...............................&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La domanda viene spontanea: ma "ci fate", o "ci siete" ??? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Analizziamo infatti i vari "Comunicati Stampa" e la "Comunicazione Visuale" di siti istituzionali e newsletter nei quali ci imbattiamo, pur nel piccolissimo àmbito della comunicazione connessa con l' amplificazione offerta da questo portale ... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;COMUNICATI STAMPA&lt;/strong&gt;:  troppo spesso per annunciare una semplice "magnata", magari maldestramente travestita da operazione culturale, si redigono comunicati-stampa interminabili ed annacquati che non fanno che celebrare le lodi degli enti / associazioni / assessori / tabacchini / farmacisti di turno che hanno organizzato o in qualche modo contribuito a mettere in piedi tale prodezza ... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
... Ma cosa vuoi che gliene freghi a chi legge, magari in fretta e furia per scegliere in pochi minuti dove passare la serata, se l' Associazione Tal dei Tali, o la Palestra Pinco Pallino, hanno contribuito ( con maniacale minuzia descrittiva di particolari ) a questo o quell' addobbo, o hanno gentilmente offerto questo o quel premio ??? &lt;br /&gt;
E nella logica contorta e burocratese del lecchino in formato A4 di turno che redige in tal guisa fogli su fogli, queste "notizie" vengono spesso anteposte alla classica Triade Informativa: "Dove, Come, Quando". &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con un ovvio effetto boomerang sull' efficacia della comunicazione stessa, che non farà altro che fracassare inutilmente gli attributi del lettore al quale, soprattutto in questo contesto, non interessa altro che la succitata triade. ( Per lo stesso motivo, nonchè per rispetto dell' intelligenza dei nostri lettori, noi siamo soliti riassumere in quattro battute fondamentali tali "importanti comunicati", preferendo a queste logorroiche sbrodolate l' impatto visivo ed emozionale, nonchè la facilità di reperimento degli Eventi stessi ). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Personalmente rimpiango i bei tempi in cui si preferiva la sintesi estrema: "GRANDE FESTA DELLA BIRRA", in località Tal dei Tali, il giorno xyz: Birra a fiumi e grigliata per tutti. Allieterà la serata il complesso "L' Invidia del Pene". &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Semplice, chiaro, recoaro. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche perchè l' attuale logorroica insulsaggine dei comunicati stampa fa pensare al lettore appena più scaltro che con ben altre entità si stia cercando di comunicare ... entità che si trovano non tanto tra il potenziale pubblico accorrente e plaudente, quanto nell' Empireo profumato del pubblico finanziamento ... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
........................................ &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;COMUNICAZIONE VISUALE&lt;/strong&gt;:  ma veniamo a quella che, essendo argomento di trattazione di questo stesso sito, ci colpisce ancor più per l' infantile ed ingenua sprovvedutezza ( facendo la migliore delle ipotesi ) degli incaricati delegati, leggerezza che comunque finisce per manifestarsi quasi sempre come un preciso e perverso intento autolesionista che non potrà che portare a risultati nefasti: e parliamo della (non) comunicazione visuale, e della non-chalance con cui si soprassiede in tutta spensieratezza alle dinamiche che la regolano: come pretendere di passare sempre col rosso, e sperare che non succeda mai niente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L' immagine a corredo di Eventi grandiosi per i quali si esborsano migliaia di pubblici euri è quasi sempre raffazzonata ed approssimativa, e lo scatto fotografico è quasi sempre affidato al cognato o al messo comunale ( che per l' occasione viene divinamente investito dell' esperienza e competenza di "fotografo" ). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E non è la solita "tirata" in difesa della categoria: anche un "vero fotografo" infatti, ( e a tal proposito va fatta una netta distinzione tra chi "produce immagine" e chi "gestisce un negozio di articoli fotografici" !!! ) scatta e si esprime sempre attraverso un "reportage", una serie di immagini ... ben sapendo quanto sia assurdo ed impossibile pretendere di narrare un accadimento attraverso una sola immagine ...!!! ( Avete mai visto un musicista che si esprima in due sole battute, o un' oratore che dica: Buongiorno, e subito dopo arrivederci ... ??? ) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma appunto per questo, se è ad UNA SOLA immagine che si affida tutto il peso della comunicazione visuale, ( come nel caso, differente, di un' immagine pubblicitaria ) a maggior ragione dovrà essere scattata, selezionata, elaborata e meditata in ogni sua fase e dinamica da persone assolutamente competenti ...  pena il rischio per nulla remoto di incorrere nel classico effetto boomerang ( chi non sa cosa sia si legga &lt;/font&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.modena-brennero.com/Home/AppuntidiViaggio/tabid/115/EntryID/58/Default.aspx"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;questo articolo&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt; in cui ne trattiamo in modo esaustivo; chi volesse invece trarre spunti e giovamento per migliorare il proprio "modus operandi" consulti la categoria "&lt;/font&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.modena-brennero.com/Home/AppuntidiViaggio/tabid/115/BlogID/5/Default.aspx"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Il Linguaggio delle Immagini&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;", che è stata redatta apposta ). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le "Fotografie del Vigile" ( come le chiamo io ) non servono assolutamente a nulla, anzi "tolgono" perchè limitano la fantasia in chi le osserva, riducendo un evento magari grandioso, e per il quale si è speso molto, ad una rappresentazione riduttiva e limitante. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chiaro, limpido, recoaro. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img height="350" alt="Serpe" hspace="5" width="256" align="left" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/serpe.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;
Ma i motivi di una corretta comunicazione visuale vanno cercati ben oltre, e proprio &lt;strong&gt;cominciando a ribaltare la logica del nostro solito buracrate con la testa in formato A4 che considera "l' immagine come accessorio della parola&lt;/strong&gt;" .... e che, ben che vada, vorrà una "bella immagine", ma sempre pensandola come un "accessorio di lusso", una preziosa collana al collo di una bella signora ... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;NOSSIGNORI&lt;/strong&gt;:  non ci siamo, e state ribaltando completamente i pesi e le misure: meglio che al collo della signora a questo punto mettiate una serpe, perchè proprio come una serpe l' immagine si ritorcerà, assumendo "sempre e comunque" il ruolo di protagonista, di dominatrice della scena. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E siccome sono un buono, vi spiego ancora una volta il perchè ( chissà mai che serva a qualcosa ). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Brevemente&lt;/strong&gt;: non solo l' immagine "precede" in senso evolutivo il formarsi della parola e del pensiero razionale ( e possiamo facilmente trovare la classica dimostrazione di ciò nel sogno, dove le immagini parlano esprimendo concetti complessi con una grammatica tutta loro ), ma il lessico "emozionale" dell' immagine e di gran lunga più vasto, completo, preciso, efficace di ogni frase, ed impiega assolutamente meno tempo a comunicarsi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L' esempio più classico di ciò è che quando volete esprimere un' emozione particolare ( sia positiva che negativa ) a qualcuno, troverete istintivo e naturale ricorrere ad una sua "&lt;strong&gt;rappresentazione iconografica&lt;/strong&gt;" per generarne in modo più preciso e netto possibile "l' equivalente emotivo" nell' interlocutore ... così direte per esempio: "sto brancolando nel buio", o "mi sento al settimo cielo", esprimendo iconograficamente un concetto, una sensazione ed uno stato d' animo alla velocità della luce, ed in modo molto più efficace che attraverso tanti giri di parole. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Burocrati, una volta per tutte: l' immagine non deve servire a "documentare" quanto già detto a parole ( cosa ce la mettete a fare, a questo punto ??? Mah ... imperscrutabilità del pensiero in A4 ... ), ma a "&lt;strong&gt;suscitare un' emozione&lt;/strong&gt;" sulla quale veicolare il messaggio logico. &lt;br /&gt;
E' il primo, fondamentale rudimento della comunicazione in pubblicità. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Purtroppo è anche il primo ad essere maldestramente disatteso; purtroppo tutta l' attuale "comunicazione commerciale - turistica" istituzionale di Enti, Aziende, Associazioni ecc non vale una cicca, essendo fallosa e fallimentare sotto molteplici aspetti, di cui ho qui analizzato solo quelli più macroscopici. &lt;br /&gt;
Datevi una registrata quindi: come già detto anche il partner più fedele non tollererà in eterno di essere trattato sempre da imbecille. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Ma c'è dell' altro.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;
Abbiamo detto che un' immagine, per chi sa leggerla, "parla" sempre e comunque: bella o brutta che sia, azzeccata o meno nel contesto in cui è inserita, ci parlerà infatti sempre e comunque della personalità chi l'ha prodotta, di chi l' ha scelta e messa lì. &lt;br /&gt;
Esattamente come avviene nell' interpretazione del sogno, dove un' immagine ci comunica non solo una situazione, una sensazione, problema o stato d' animo, ma ci dirà moltissimo anche della &lt;strong&gt;personalità di chi la produce&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La ricetta dunque sia: diverse immagini narranti ( report ), o una sola ottima immagine ( immagine pubblicitaria "in contesto pubblicitario" !!! ) o NESSUNA immagine: perchè un' immagine misera, scarna e sbagliata non solo limiterà la mia fantasia sulla reale portata dell' Evento che si vuol così raffigurare, ma mi parlerà inevitabilmente della mentalità, della psicologia, della personalità di chi c'è dietro ... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E quando vedo certe immagini messe lì tanto per fare, tanto per "documentare miseramente qualcosa", col risultato finale di impoverirla invece di aggiungerle valore, io mi figuro subito la "testa in A4" che ci sta dietro.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;em&gt;( Mondart, parbleu ! )&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;( &lt;a target="_blank" href="http://www.modena-brennero.com/Home/AppuntidiViaggio/tabid/115/EntryID/6/Default.aspx"&gt;Tutti i Tipi di Fotografi&lt;/a&gt; )&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;.....................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://www.modena-brennero.com/Home/AppuntidiViaggio/tabid/115/EntryID/92/Default.aspx</link>
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      <pubDate>Fri, 12 Jun 2009 14:24:01 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>TOPOS, ICONE E TARGET</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;img height="250" alt="Un sedere che parla" hspace="5" width="250" align="left" border="2" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/culo_che_parla.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;br /&gt;
Come corollario a quanto detto nell' &lt;/font&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.modena-brennero.com/Home/AppuntidiViaggio/tabid/115/EntryID/55/Default.aspx"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;ultimo post&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt; possiamo affermare quindi che le due immagini là raffigurate rappresentano un "luogo topico", &lt;strong&gt;intendendo con ciò il superamento della singolarità dei soggetti rappresentati per divenire a rappresentazione di puro concetto.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;br /&gt;
Lo stesso espediente, ossia la ricerca del topos, ( cioè di un modello iconografico che "superi il Particolare" per poter rappresentare l' Universalità di un determinato concetto ) lo ritroviamo, ancor prima che nell' iconografia, nell' uso quotidiano: l' impiegato di banca, il soldato, il religioso, e via dicendo indossano una "divisa", ossia un abito che &lt;strong&gt;annulla la singolarità del soggetto a favore dell' universalità&lt;/strong&gt; della categoria e dei concetti ad essa immediatamente assimilabili.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;.......................................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Stesso ricorso al medesimo espediente si ha nell' &lt;strong&gt;immagine pubblicitaria&lt;/strong&gt;: tutto, dall' ambientazione ricreata in studio, ai soggetti scelti, ai visi, fino agli oggetti più insignificanti, dovrà dare quest' idea di "&lt;strong&gt;universalità&lt;/strong&gt;": l' arredamento ( o l' ambientazione ) saranno "tipici" di un determinato status sociale; il viso dovrà essere quello "giusto"; le mani di chi presenterà infine il prodotto dovranno essere "le Mani per antonomasia": non troppo pelose nè rugose nè effeminate se si tratta di un uomo; nè lunghe nè corte, nè grasse nè secche, lisce ma non troppo se si tratta di una donna ...  &lt;br /&gt;
Insomma, non delle mani specifiche e riconoscibili, ma il concetto stesso di Mani ...   come di ogni altra parte anatomica, parbleu !!!&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Così come tutto lo stuolo di "&lt;strong&gt;sederi parlanti&lt;/strong&gt;" che apposite persone, beate loro, avranno selezionato per parlarci proprio del "Grande Sedere Universale" ...    un sedere nè grosso nè piccolo, nè troppo tondo nè troppo sfilato, nè troppo bianco nè troppo scuro, ed ovviamente senza la minima smagliatura ...   un sedere che non dovrà imporsi per la sua particolarità ma, al contrario, per la sua "adeguatezza" ...   ossia per la sua conformazione atta a rappresentare un' idea "iperurania" di sedere ( assoluto culturale via-via determinato in base a statistiche di gradimento atte a sondare l' immaginario collettivo di un popolo e di una cultura, in quel determinato periodo storico ).     &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Ironia della sorte&lt;/strong&gt;: tutta la bellezza sfoggiata dalle Modelle serve non tanto alla loro individuazione personale quanto a far da "fionda" verso una pura astrazione iconografica di bellezza.&lt;br /&gt;
E se è vero che esistono dei &lt;a target="_blank" href="http://www.modena-brennero.com/Home/AppuntidiViaggio/tabid/115/EntryID/9/Default.aspx"&gt;canoni matematici di bellezza&lt;/a&gt; già studiati e codificati ancora dallo stesso Leonardo da Vinci, è anche vero che il pericolo più evidente insito in questo approccio cognitivo è quello della standardizzazione ...    da cui occorre rifuggire con orrore quando queste stesse tecniche vengano applicate ( come ahimè si verifica fin troppo di frequente ) anche al mondo del pensiero, delle opinioni, delle convinzioni e delle convenzioni ...   ma entriamo in un àmbito che esula dal nostro.&lt;br /&gt;
( Capire tali meccanismi ci aiuterà tuttavia ad esercitare un maggior libero arbitrio in ogni contesto ove vengano applicati ! ) ...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
  &lt;br /&gt;
Tornando a noi, apro, e chiudo subito, una breve parentesi che serva solo come spunto di riflessione: in tutto questo contesto "de-personificato ed idealizzato" sarà poi proprio il prodotto da reclamizzare ad acquisire la massima personalità e singolarità possibili, perchè è proprio "quella specifica marca", che ne so, di automobile ( e non la sua idea astratta ) il messaggio pubblicitario che deve passare.&lt;br /&gt;
Il ricorso a vari espedienti, che vanno dalla illuminazione fino all' "animazione" del prodotto che si muoverà come se fosse vivo, servirà sia rafforzare l' idealizzazione estetica e di perfezione del prodotto stesso, che a completare l' illusione di una sua specifica personalità ...   personalità di cui innamorarsi, ovviamente ...   personalità che diventi complementare, ed al limite estremo sostitutiva, della nostra ...&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Non a caso c'è chi ha definito la pubblicità l' arte di far apparire le persone come cose, e le cose come persone&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;
Una definizione che non solo rende perfettamente l' idea, ma mette al tempo stesso in guardia dai pericoli ( di condizionamento decisionale e culturale ) insiti in un potenziale abuso dei meccanismi pubblicitari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
............................................&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt; &lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;PARTICOLARE ed UNIVERSALE&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt; &lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Ed ecco che abbiamo introdotto altri due valori "assoluti e contrari" che ci riguardano molto da vicino: &lt;strong&gt;i concetti di "Particolare e di Universale".&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Vediamone attraverso un esempio le due diverse applicazioni:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
a) L' Uomo che indossa una divisa rappresenta una "&lt;strong&gt;tendenza all' Universale&lt;/strong&gt;": non ci interessa, quando sfila la Fanfara dei Bersaglieri, la connotazione specifica di quel singolo uomo, chi sia e cosa faccia una volta tolta la divisa: in quel contesto ci interessa piuttosto l' idea di "collettivo", di Armata, ed i valori assoluti ( di Patria, di Obbedienza, ecc ) a cui tale divisa rimanda.&lt;br /&gt;
Dunque "spersonalizziamo" il singolo, il particolare appunto, a favore di un concetto universale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="left"&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;b) In un romanzo che descriva la vita di un medico, e le sue lotte contro il potere padronale per garantire la salute dei minatori, che ne descriva inoltre la vita privata e gli affetti, dovrò connotare al massimo il Personaggio del Medico, sia per renderlo credibile, sia perchè la gente possa identificarvisi, vivendo le stesse emozioni e partecipando alle sue stesse situazioni.&lt;br /&gt;
Ecco che in tale caso sarà il "Particolare" ad interessarmi maggiormente, proprio &lt;strong&gt;quel particolare medico&lt;/strong&gt;, e non l' idea astratta di Medico.&lt;br /&gt;
Dunque lo scrittore userà tutti gli espedienti per "personalizzare" al massimo quel medico, raccontandocene la virtù e le debolezze. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;................................&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align="left"&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;LA CATARSI&lt;/strong&gt;   &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Ed ora veniamo ad illustrare uno strano fenomeno, chiamato col nome difficile di "&lt;strong&gt;Catarsi&lt;/strong&gt;", ma che in realtà è un concetto semplicissimo, che si verifica ogni volta che leggiamo un libro, o che guardiamo un film: &lt;strong&gt;il Particolare che assurge ad Universale&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Mi spiego: man mano che entriamo nella narrazione del Romanzo, ci facciamo coinvolgere sempre più dal personaggio, proprio in virtù della sua caratterizzazione particolare: condividiamo così le sue passioni, le sue speranze e le sue paure. &lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Ed ecco che avviene una cosa strana: in quel personaggio, così ben descritto, si identificano ora i nostri stessi ideali di morale, di giustizia, di lotta contro l' abuso, di amore, di odio, ecc.&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Non più ideali astratti, come potevano essere quelli richiamati dalla vista della bandiera, ma i "nostri" personalissimi ideali e le nostre particolari aspirazioni, che vengono trasfigurati, portati all' Assoluto, innalzati ad Universale proprio attraverso quella figura così "particolare".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ed è esattamente questo il fenomeno della catarsi, dell' opera "poetica", o dell' opera d' arte in genere, dove proprio attraverso il particolare si giunge all' Idea, più alta, di "universalità".&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Così Giulietta e Romeo, Dante e Beatrice, e via dicendo, sono per noi importanti proprio per il loro potere catartico: attraverso la loro personalissima storia riviviamo le nostre storie, attraverso quei personaggi "particolari" noi viviamo il concetto "Universale" di amore.&lt;br /&gt;
( E per questo stesso assunto una pubblicità difficilmente potrà essere "arte" ...   in una pubblicità la catarsi viene indotta in modo subliminale e inconscio, evitando la consapevolezza del processo anzichè trasportarci coscientemente attraverso esso ... )   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tornando a noi, possiamo dunque concludere il discorso affermando in senso lato che abbiamo trovato un' altra caratteristica per determinare la "qualità" di un' opera: &lt;strong&gt;quanto più sarà alta la coincidenza di particolare ed universale, tanto più l' opera avrà valore, "qualità", "funzionalità" e "fruibilità". &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;( E questa stessa caratteristica è quella che tende maggiormente a differenziare l' "Opera d' Arte" dalla pubblicità, o dalla operazione commerciale, insomma dalla "propaganda" ).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;...........................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;( Torno a ribadire: la mia intenzione qui è quella di &lt;strong&gt;analizzare delle dinamiche di funzionamento:&lt;/strong&gt; non mi interessano le gare dove si stabilisce chi lava più bianco, non mi interessa dibattere se Dante sia meglio di Petrarca o del Boccaccio, o l' Inter meglio del Milan ...&lt;br /&gt;
Non mi interessa se qualcuno raggiunge l' orgasmo ascoltando la Nona di beethowen piuttosto che guardando la Gioconda di Leonardo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi interessa molto di più capire le dinamiche che sottostanno alla "creazione" dell' opera, sia dell' uno che dell' altro.&lt;br /&gt;
Tutto il resto non sono che falsi problemi, che hanno a che fare col successo, col riconoscimento sociale, con la moda ecc, ma che esulano da questo contesto, che vuole mantenersi il più possibile "funzionale e scientifico" ).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;em&gt;( Mondart, parbleu ! )&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 22 Jan 2009 09:00:31 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>ASSOLUTI E CONTRARI</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;img height="183" alt="Assoluti e Contrari" hspace="5" width="250" align="left" border="2" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Contrari2.JPG" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;Nella gloriosa trasmissione televisiva: "Quelli della Notte" il personaggio di Andy Luotto, interpellato da Renzo Arbore, decretava lapidariamente: "bbuono" oppure "No-bbuono".&lt;br /&gt;
Era un perfetto esempio di pensiero, forse un po' primitivo ma efficace e di immediata comprensione, basato su un valore "universale ed assoluto" ( o Tesi ) ed il suo contrario ( o Antitesi ).&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;.....................................................&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Assoluti e Contrari costituiscono i pilastri sia del pensiero più arcaico che di quello più evoluto.&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Esistono &lt;strong&gt;assoluti "universali&lt;/strong&gt;", la cui validità è estensibile a tutto il genere umano, o addirittura a tutto il genere vivente, legati indissolubilmente alla semplice raltà "biologica" dell' Esistenza: i concetti di vita e di morte, di luce e di buio, di sopra e sotto, di maschile e femminile sono gli stessi a qualsiasi latitudine del mondo.&lt;br /&gt;
Potremmo chiamarli assoluti "biologici" proprio perchè riconducibili al semplice fatto di vivere, e probabilmente li potremmo trovare anche in tutti gli organismi superiori, se potessimo parlare con loro.&lt;br /&gt;
Konrad Lorenz ha dimostrato , in effetti, non solo l' esistenza di leggi comuni quali l' "imprinting", ma anche la possibilità, se non proprio di un dialogo, perlomeno di capire gli animali semplicemente osservandone il comportamento ( K. Lorenz: " L' anello di Re Salomone" ).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Ci sono poi &lt;strong&gt;assoluti "culturali&lt;/strong&gt;": bene e male, giustizia ed ingiustizia, bello e brutto, pur derivando da un' idea assoluta, sono molto influenzati dalla particolare cultura di un determinato popolo, e gli stessi concetti possono riferirsi a realtà molto diverse tra loro.&lt;br /&gt;
Lo stesso concetto di Bene e di Male, che sembrerebbe così semplice e così incontrovertibile, in realtà si scontra pesantemente con la struttura culturale, con la religione, con l' ordinamento sociale, e cambia quindi nel tempo, nel luogo, ed anche nel corso della vita della medesima persona.&lt;br /&gt;
Niente quindi di più relativo, fermo restando però "&lt;strong&gt;il nostro bisogno" &lt;/strong&gt;di postulare degli assuluti di bene e di male, di giustizia, ecc., anche se siamo continuamente costretti a rivederli.&lt;br /&gt;
Quindi possiamo considerarli "assoluti" a tutti gli effetti, calandoli nel loro contesto.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;------------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;E' l' Iperuranio platonico, il "mondo delle idee" di cui noi mortali vediamo solo l' ombra gettata sul fondo della caverna, a dimostrazione che, essendo l' assoluto inarrivabile, possiamo percepirne e viverne solo un' ombra, una copia slavata.&lt;br /&gt;
L' autore de "Lo Zen e l'Arte della Manutenzione della Motocicletta" arriva a definire la "&lt;strong&gt;Qualità" come proprietà delle cose di avvicinarsi all' assoluto&lt;/strong&gt;: più una vite svolge bene la sua funzione, più si avvicina all' idea assoluta di "Vite", e maggiore sarà la sua qualità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Ebbene, nell' inconscio non ci sono vie di mezzo: ci troviamo stipati sempre e solo assoluti "totali", costituenti il nostro pensiero più arcaico, i veri e propri "mattoni" del pensiero.&lt;br /&gt;
Mattoni che nel linguaggio onirico ( come in quello figurato ) agiscono combinandosi tramite il &lt;strong&gt;Simbolismo, la Associazione di Idee, la Condensazione di concetti, l' Allusione, lo Spostamento&lt;/strong&gt;, ecc, proprio come i colori primari, mescolandosi, danno origine a tutta la tavolozza dei colori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E attenzione: non si tratta forse degli stessi meccanismi che ritroviamo nel linguaggio poetico e letterario, dove prendono il nome di "&lt;strong&gt;figure retoriche&lt;/strong&gt;" ?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Qui sopra vediamo due immagini che riuniscono tutti questi meccanismi: al tempo stesso esse costituiscono un simbolo, associano l' idea di bene e di male, condensano ognuna più concetti "collaterali", alludono ( per es. al paradiso e all' inferno ), sono corredate di oggetti che rappresentano un tipico "spostamento concettuale", come il bastone pastorale per l' una e le caratteristiche animalesche per l' altra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;Avete ancora dubbi a ritenere l' immagine un linguaggio vero e proprio, e perdipiù molto più veloce ed intuitivo del linguaggio verbale ?&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;Guardate quante parole, fatica e prolissità ho dovuto impiegare per dire quello che un' immagine comunica alla velocità della luce ! &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;..................................&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;em&gt;( Mondart )&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;Vai a "&lt;a href="http://www.modena-brennero.com/LinkClick.aspx?link=90&amp;tabid=115"&gt;Il Linguaggio Dimenticato&lt;/a&gt;"&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 21 Jan 2009 05:45:49 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>INTRODUZIONE AL CONCETTO DI QUALITA'</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;img height="188" alt="Estetica" hspace="5" width="250" align="left" border="2" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Images/Estetica.JPG" /&gt;&lt;br /&gt;
Quando la fotografia è "Arte" ?&lt;br /&gt;
E quando possiamo dire, in senso lato, di trovarci di fronte a un' "Opera d' Arte" ??&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Boh ! ( E perchè mai ci dovrebbe minimamente importare ??? )&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Ecco un argomento di dibattito che si propone tante volte, e che secondo chi scrive rappresenta un falso problema, se non addirittura un modo "erroneo" di approcciare sia la fotografia che l' Iconografia nella sua accezione più ampia.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;Argomento che probabilmente interessa molto da vicino galleristi e commercianti d' arte, che devono monetizzare e quindi dare dei criteri di qualificazione alle opere che trattano: si arrangino, e chiuso l' argomento.&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;E' una pura questione di mercato che, come dovrebbe essere a tutti risaputo, viaggia su regole e dinamiche che ben poco hanno di "artistico".&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;...........................................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Ma torniamo a noi: Ogni volta che filosofi, semeiologi, studiosi di estetica, ecc. si sono arrischiati a dare una definizione di Arte si sono inevitabilmente trovati impantanati, dovendo alla fine trattare piuttosto di quel che "non è" Arte, date le innumerevoli eccezioni alle regole che via - via si ponevano.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Personalmente ho sempre ritenuto che la definizione che più si avvicina alla descrizione del concetto di Arte ( ma ecco che già qui ci impantaniamo, in quanto bisogna presupporre un concetto "astratto" di arte che venga prima di qualsiasi "opera" !!! ) sia &lt;strong&gt;quella della miglior coincidenza possibile tra il Significante ( ossia "il mezzo espressivo, il veicolo" ), e il Significato ( ossia il concetto, il messaggio che si intende comunicare );&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;in altri termini la miglior sintesi di forma e contenuto.&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Come dire: siamo in presenza di Arte quando un determinato contenuto è espresso nella sua forma più alta possibile solo ed esclusivamente attraverso quella forma; significato e significante diventano allora un' unica cosa, che può prendere il nome di Poesia, di Architettura, di Romanza, e via dicendo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Una definizione che ben si adatta, per esempio, alla Poesia.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;"Si sta come d' autunno / sugli alberi le foglie"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
sono i celeberrimi versi di Ungaretti che sembrano essere stati scritti apposta per modellarsi sulla nostra definizione: la precarietà della vita dei soldati al fronte è descritta "nel modo più alto possibile" proprio attraverso quelle ben precise parole, quella metrica, quella sintesi estrema, ossia attraverso quel ben determinato "significante".&lt;br /&gt;
Ecco, in questo caso la coincidenza di Significato e Significante è assoluta: difficilmente si sarebbe potuti arrivare alla stessa intensità con altre parole.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Ragion per cui, secondo questa definizione di Arte, un romanzo, o comunque un' opera in prosa, non potranno mai essere considerati Arte, proprio perchè manca l' "univocità del significante": in prosa posso esprimere lo stesso concetto attraverso una miriade di frasi e di sintassi.&lt;br /&gt;
Idem in fotografia: la stessa situazione, lo stesso concetto, possono essere comunicati attraverso più di una possibile inquadratura, scelta di luce, ecc.  Anche qui manca l' univocità del significante.&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt; &lt;font face="Verdana" size="2"&gt;................................&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img height="276" alt="Beethowen" hspace="5" width="250" align="right" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/beethowen.jpg" /&gt;Ancora, la definizione di cui sopra si adatta molto bene alla Musica&lt;/strong&gt;: &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;la Nona di Beethowen è "la nona di Beethowen" solo attraverso quelle note ben precise e basta, anzi i musicisti classici si fanno un mazzo tanto per restituirci "intatta" tutta l' atmosfera, l' espressività, il volume, i crescendo ed i calando, ecc. di quella che doveva essere l' opera originaria secondo le indicazioni dell' Autore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche qui vale quindi la regola della massima ed esclusiva coincidenza di significante e significato.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;br /&gt;
Ma attenzione allora:&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Secondo tale definizione un goal di Pelè è esattamente uguale al goal del ragazzino dell' oratorio&lt;/strong&gt;: entrambi sono eventi unici ed irripetibili, come unica ed irripetibile è la successione di dinamiche ( significante ) che in entrambi i casi ha portato al goal ( significato ).&lt;br /&gt;
Sempre secondo tale definizione qualsiasi evento "fisico" sarebbe automaticamente arte : un temporale, un terremoto sarebbero arte pura, mentre "Giulietta e Romeo" un' espressione certo meno alta, perchè la prosa è un significante meno univoco, quindi meno "alto".&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;................................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;IL CONCETTO DI QUALITA'&lt;/strong&gt;   Ed ecco che, di fronte a tali obiezioni, siamo costretti ad introdurre un altro concetto: quello di "&lt;strong&gt;Qualità&lt;/strong&gt;".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La qualità -che ne so- di una vite, per esempio, sarà tanto più alta quanto più quella singola vite svolge bene il compito per cui è stata pensata, ossia "&lt;strong&gt;quanto più la valenza del particolare si avvicina a quella di un ipotetico concetto universale di "vite assoluta"&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;
Secondo questo nuovo concetto il gioco di Pelè avrà quindi una qualità superiore a quella del bambino all' oratorio proprio perchè maggiormente finalizzato, più spettacolare ed insieme più efficace, insomma perchè quel gesto particolare si avvicina maggiormente al nostro concetto assoluto di "bel gioco".&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;In altre parole "il gioco "particolare" di Pelè si avvicina maggiormente all' "idea assoluta" di gioco che in qualche modo "risiede già" nella nostra mente.&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
E' esattamente la stessa dinamica attraverso cui si elegge "Miss Italia". ( e si assegna qualsiasi altra "premiazione" ).&lt;br /&gt;
E' esattamente la stessa dinamica per cui diciamo ( ATTENZIONE ! ) che un linguaggio è più "efficace" di un altro. Perchè comunica meglio e di più, perchè arriva prima ....&lt;br /&gt;
E' esattamente la logica della pubblicità.&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;E' esattamente la dinamica che presiede tutta la comunicazione.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;................................................&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Ed è esattamente qui che si introduce tutto il nostro discorso sulla fotografia, o meglio sull' Immagine : un' immagine sarà tanto più "alta" quanto maggiore sarà il suo potere di penetrazione, e tanto più efficace quanto maggiore il suo potere di comunicare.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Ed ecco che abbiamo tagliato la testa al toro: non ci interessa più ora disquisire se un' immagine sia arte o meno, ma capire se è idonea, &lt;strong&gt;se è efficace&lt;/strong&gt; ( ed in quale grado ) a "far passare" una determinata idea, un determinato concetto; e lo sarà maggiormente quanto più parlerà proprio attraverso quel "linguaggio dimenticato" che conduce agli &lt;strong&gt;assoluti &lt;/strong&gt;( "biologici", ancor prima che "culturali" ), che abbiamo dentro, proprio in quanto razza umana.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Ora occorrerà postulare quegli "Assoluti" universalmente validi per tutto il genere umano: è quanto vedremo nel prossimo Post, dal titolo: "Assoluti e Contrari".&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;E potremo lasciare così ai vari imbonitori d' asta tutte le fumose disquisizioni se un' opera sia più o meno "artistica", ed ai mercanti del tempio il compito peregrino della "quantificazione" dell' arte.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;..........................................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;( Mondart, Parbleu ! )&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Vai a "&lt;/font&gt;&lt;a href="http://www.modena-brennero.com/LinkClick.aspx?link=90&amp;tabid=115"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Il Linguaggio Dimenticato&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;"&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://www.modena-brennero.com/Home/AppuntidiViaggio/tabid/115/EntryID/54/Default.aspx</link>
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      <pubDate>Mon, 19 Jan 2009 15:21:03 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>UN CORRETTO UTILIZZO</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;img height="325" alt="" hspace="5" width="250" align="left" border="2" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Relax.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;E veniamo quindi ad esaminare delle corrette dinamiche di utilizzo&lt;/strong&gt;, prendendo sempre a spunto l' immagine usata per una successiva campagna pubblicitaria della medesima regione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Essendo una Pubblicità in Stampa, la sua efficacia sarà giocata essenzialmente sull'uso dell' Immagine, che è proprio quanto andremo ad indagare. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ed anche se l’ immagine in sè appare semplice (e neanche molto originale), le dinamiche sottostanti sono ben presenti e, questa volta, egregiamente funzionanti ! Dinamiche che sono da ravvisare sostanzialmente in tre felicissimi espedienti: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;1) L’ adozione del bicromatismo come ambiente – colore &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2) L’ aver privilegiato uno spazio anonimo, non “famoso” e non descrittivo &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3) La presenza – assenza della figura umana suggerita dagli scarponi appena in campo.&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;..................................................... &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Andiamo quindi a vedere più nello specifico cosa significano ed a quali meccanismi mentali portano tali scelte, tenendo inoltre ben presente che quello che io dirò analizzandolo per forza di cose punto per punto, in realtà viene percepito come un "&lt;strong&gt;unico pacchetto emozionale&lt;/strong&gt;", come sensazione della durata di un attimo, dove i singoli fattori che andremo ad analizzare si completano e potenziano a vicenda nella percezione dell' osservatore, e non impiegando che pochi millesimi di secondo ... quale testo o discorso è in grado di poter fare altrettanto ??? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
( Tutto questo lavorìo inconscio, insomma, solo perché chi sfoglia distrattamente la rivista per rilassarsi, arrivi a soffermarsi due - tre secondi sulla pagina in questione formulando l’ idea, neanche del tutto conscia, che “Lì si che ci si rilassa, che bel posto, come si starebbe bene lì”, e via dicendo. &lt;br /&gt;
Ecco: cerchiamo di "rallentarne la percezione" per capire bene quale è il discorso che, in quel millisecondo, si forma nella nostra mente ... )&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;................................&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;1) Il giallo ed il blu sono tecnicamente colori “complementari”,&lt;/strong&gt; ( ossia si annullano, o completano che dir si voglia a vicenda nello spettro cromatico ). L’ adozione di due colori complementari, oltre a creare una sensazione cromatica molto forte, individua uno “Spazio Psicologico Perfetto” in cui non può entrare nient’ altro, se non come nota disarmonica. &lt;br /&gt;
La scelta della stessa tonalità ocra per gli scarponi ( guai se fossero stati di colore diverso !!! ) indica la perfetta armonia della figura umana ( che non compare, ma è solo suggerita, per non rovinare la magia di quello spazio ) col suolo prima e poi, per antitesi cromatica, col cielo. Gli scarponi sono dello stesso colore del suolo, sono tutt’ uno col suolo, come chi cammina si identificano totalmente col percorso ( la terra ocra ) e con la meta ( il blu, antitetico ma complementare, del cielo ) in un’ armonia perfetta tra uomo e paesaggio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;2) Il paesaggio è, vivaddio, finalmente “anonimo”, non descrittivo ma puramente emozionale&lt;/strong&gt; ( lo definirei una tipica rappresentazione onirica, nella quale non si sa identificare esattamente il luogo in cui ci si trova, ma ci viene trasmessa, fortissima, “UNA PURA SENSAZIONE EMOTIVA”, vuoi di disagio, vuoi di paura, vuoi, come in questo caso, di tranquillità e benessere, di pace raggiunta, di annullamento delle tensioni: "ah che posto rilassante, come si starebbe bene li ... !!" ) &lt;br /&gt;
Qui chi guarderà l’ immagine non dirà con sicurezza idiota: “Lo riconosco, è il Passo Pinco Pallino”, sentendosi grettamente orgoglioso di “aver capito” quanto gli si voleva comunicare e chiudendo lì il discorso, ma rimarrà dapprima spiazzato e, soffermandosi più a lungo sull’ immagine per cercare di capire “che posto sia”, permetterà ai meccanismi della medesima di funzionare appieno, ed alla fine ne scaturirà un pensiero del tipo: “Però come si starebbe bene lì ! Dov’ è ? Ah, guarda, c’è scritto qui sotto, è in ..... !” Ed avrà anche l’ intimo orgoglio di aver fatto una nuova scoperta. E nella quasi totalità dei casi non arriverà mai a pensare di essere il bersaglio di un ben congegnato messaggio pubblicitario. ( Del resto, il termine comunemente adottato di "Target" non sottintende forse proprio questo preciso iter mentale ? ) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;3) Gli scarponi appena in campo suggeriscono il rimando ad un fortunato, anonimo possessore che tutti noi vorremmo incarnare&lt;/strong&gt;; sono il prolungamento delle nostre stesse gambe; vien voglia di alzarsi su quegli scarponi ocra per andare a rinfrescarci con l’ acqua dell’ anonimo laghetto. Comunque sia, scarichiamo su quella persona che “c’è ma non c’è” le nostre personalissime aspettative e desideri, prefigurandoci la loro realizzazione. ( Dinamica subliminale, o veicolo portante ). &lt;br /&gt;
Un testo, rilanciato esattamente sulla diagonale dallo stesso scarpone, ci indicherà infine una località ben precisa dove ciò potrà avvenire ( Messaggio conscio che si vuole comunicare ). &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;...................................&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;( Mondart )&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;Vai a "&lt;a href="http://www.modena-brennero.com/LinkClick.aspx?link=90&amp;tabid=115"&gt;Il Linguaggio Dimenticato&lt;/a&gt;"&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://www.modena-brennero.com/Home/AppuntidiViaggio/tabid/115/EntryID/61/Default.aspx</link>
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      <guid isPermaLink="true">http://www.modena-brennero.com/Default.aspx?tabid=115&amp;EntryID=61</guid>
      <pubDate>Thu, 15 Jan 2009 21:46:13 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>L' EFFETTO BOOMERANG</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;img height="347" alt="" hspace="5" width="250" align="left" border="2" src="http://www.modena-brennero.comhttp://www.modena-brennero.com/Portals/0/Boomerang.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Per meglio comprendere che quanto detto nell' ultimo articolo a proposito del funzionamento di uno spot pubblicitario &lt;strong&gt;vale&lt;/strong&gt; ( con le stesse identiche dinamiche là analizzate ) &lt;strong&gt;anche nell' apparente staticità di una singola immagine,&lt;/strong&gt; analizziamo di seguito due differenti "Campagne - Stampa" di una regione turistica, affidate a due immagini entrambe tecnicamente ed esteticamente molto semplici, ma che si rivelano diametralmente opposte in quanto alla funzionalità comunicativa del messaggio ad esse affidato.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;La prima generando addirittura un "Boomerang" ( ossia quell' aberrazione per cui sarà la tensione stessa generata a scaricarsi direttamente sul marchio, anzichè essere portata a positiva risoluzione ); la successiva invece, come vedremo nel prossimo post, si rivelerà, pur nella sua apparente semplicità, un perfetto cocktail di dinamiche perfettamente funzionanti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;.............................................&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;L' EFFETTO BOOMERANG&lt;/strong&gt;   è, in gergo pubblicitario, il malfunzionamento di dinamiche portanti, tanto da ottenere un risultato opposto a quello del messaggio che si intendeva far passare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In pratica è quello che abbiamo definito "veicolo" a non funzionare, ritorcendo il messaggio verso chi l' ha lanciato: la tensione inizialmente generata per "richiamare l' attenzione" di chi distrattamente sfogli il giornale o passeggi per strada non viene giustamente risolta in un sopraggiunto senso di benessere, e finirà per scaricarsi al suo posto direttamente sul marchio che si intendeva pubblicizzare.&lt;br /&gt;
Viene qui proposta l' analisi di un boomerang realizzatosi su di una immagine usata per la campagna - stampa di una regione turistica.&lt;br /&gt;
Nella prossima pagina verrà invece analizzato un uso molto efficace dell' immagine, ad opera della stessa regione.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt; &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;
&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;em&gt;"Ho analizzato alcune immagini dell' ultima campagna - stampa apparsa su varie riviste di viaggi e cartellonistica urbana, e vi pregherei di darmi modo di spiegare perchè giungo ad affermare che si tratta di una campagna completamente sbagliata, affetta da un "boomerang" talmente vistoso che potremmo dire essere stata congegnata per incentivare il turismo di regioni concorrenti..."&lt;br /&gt;
&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
Ed attenzione, &lt;strong&gt;non si tratta di personalissime opinioni,&lt;/strong&gt; come forse vi hanno insegnato a credere ( Arte ? Fotografia ? Pubblicità ? Che ne sappiamo noi ? E' tutta questione di gusti personali, perciò ascoltiamo il parere generale, o quello di un blasonato critico, e siamo sicuri di non sbagliare ). &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Si tratta invece di un discorso tanto semplice quanto rigorosamente scientifico,&lt;/strong&gt; che chi opera nel settore dovrebbe essere in grado di fare personalmente, senza il ricorso ad altisonanti recensioni, critiche e discorsi, tanto più fumosi quanto maggiore è il nulla o l' incompetenza che tentano di nascondere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un discorso da ricercare nelle dinamiche inconsce, nel linguaggio onirico ( consiglio a chiunque abbia a che fare con l' immagine la lettura de: "Il linguaggio dimenticato", lo splendido scritto di Fromm sull' interpretazione del sogno, sul saper riconoscere le dinamiche latenti sotto l' immagine manifesta, sul saper individuare i moti di tensione e di quiete, eccetera ) perchè proprio di questo si tratta, in fotografia come in ogni altra espressione ultra - verbale.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt; .............................&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="left"&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Ma veniamo, per maggior comprensione, ad analizzare direttamente la pagina che abbiamo sott' occhio:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;img height="371" alt="" hspace="5" width="267" align="right" border="2" src="http://www.modena-brennero.comhttp://www.modena-brennero.com/Portals/0/Boomerang.jpg" /&gt;Immagine&lt;/strong&gt;: un impiegato scala un muro massiccio, in pesante bugnato, tipico di un palazzo del centro cittadino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Messaggio&lt;/strong&gt;: free climbing in Trentino: qualcosa che ti manca veramente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Boomerang&lt;/strong&gt;: è un messaggio subliminale di tensione e malessere quello che alla fine verrà associato al marchio "Trentino".&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;........................&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Cerco di spiegare&lt;/strong&gt;: l' immagine proposta vuole essere ( in una perfetta logica "burocratizia" ) la &lt;strong&gt;semplice documentazione iconografica del concetto verbale proposto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;Ma ahimè l' immagine vive una propria vita assolutamente indipendente, forte appunto della sua non-verbalità, con la quale comunica molto più, molto di più ...  di quanto chi l' ha messa lì avrebbe voluto farle dire ...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il muro è occlusivo, ansiogeno, non lascia intravvedere nulla se non il senso di tensione e di ansia del povero impiegato aggrappatovi con le scarpe di cuoio. ( Ecco: sarebbero bastate delle scarpe da roccia, o un muro sbrecciato che lasciasse intravvedere una cima, un po' di cielo, un po' di natura insomma; o ancora una "dissolvenza" di un monte sul muro ... per riportare a distensione psicologica piena e verso l' obiettivo voluto la spinta, l' ansia precedentemente generata ).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align="left"&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Avremmo ottenuto un' immagine "comunque distonica" ( intuisco che si sia ricorsi a tale raffigurazione nell' intento di "sorprendere e spiazzare l' osservatore" ), che sarebbe stata altrettanto forte ma anche funzionale, parbleu d' un parbleu !!!&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Ed il Trentino sarebbe diventato, nell' inconscio, la meta agognata, il sinonimo stesso dell' evasione, realizzazione di un sogno, quietamento della tensione, senso di pace finalmente raggiunta. ( Cosa cercare di più ? )&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align="left"&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Così invece la tensione rimane irrisolta come in un coitus interruptus: "Non ci arrivo, non ce la faccio", sembra dire il nostro impotente impiegato aggrappato al muro e vestito di tutto punto ...&lt;br /&gt;
... neanche si è tolto la giacca, come chi sogna l' evasione avrebbe fatto, non fosse altro che per un gesto di simbolica ribellione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;E più che il senso liberatorio dell' evasione, trasmette sul marchio tutta l' ansia di una fuga molto difficile, se non addirittura impossibile ! &lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;.............................&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;( &lt;strong&gt;Siamo di fronte ad una applicazione sbagliata del meccanismo di Tensione - Quiete&lt;/strong&gt;; con linguaggio musicale potremmo dire "&lt;strong&gt;una Settima irrisolta&lt;/strong&gt;": psicologicamente si genera una tensione che non arriva a scaricarsi; e, rimanendo comprressa come una molla, sarà pronta ad esplodere alla prima occasione: e proprio dove si voleva ottenere l' effetto opposto, ossia sullo slogan ).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Dunque la tensione dell' immagine rimane irrisolta proprio perchè manca al suo interno l' elemento figurativo che "riporti a distensione" l' attivazione generata&lt;/strong&gt; ( ricordate invece come funzionava lo spot della Yomo ? ), col risultato che inconsciamente sarà una sensazione di spiacevolezza ed impotenza a scaricarsi alla fine sulla parola "Trentino".&lt;br /&gt;
Qui il fiato rimane sospeso, rimaniamo in ansia per quel povero Cristo attaccato al muro ....   "ah, non ce la puoi fare", viene in mente di commentare ...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Effetto boomerang appunto, e pienamente ottenuto. &lt;br /&gt;
( Ricordate che tra immagine e parola è sempre la prima a vincere, proprio perchè agisce in modo preverbale, in modo inconscio, subdolo potremmo dire, sulla mente dell' osservatore che forse, talmente infastidito dall' oppressione di quel muro, passerà oltre prima di aver letto il messaggio scritto. &lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;( E sarebbe meglio così: meglio nessun risultato di un risultato negativo !!! )&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;C'è un iter ben definito che va rispettato, e soprattutto bisogna cominciare a pensare all' immagine come ad un discorso compiuto ed autonomo, e non, come troppo spesso vien fatto da tanti redattori, come ad un qualcosa di aggiuntivo, un accessorio pleonastico la cui sola funzione sia quella di documentare pedissequamente cio che è già stato scritto !&lt;br /&gt;
( E bene lo avevano intuito già nell' antichità, quando la popolazione analfabeta veniva istruita, richiamata, intimorita, terrorizzata, soggiogata dal Potere semplicemente ricorrendo alle icone e statue di cui i templi erano pieni ) &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;Tornando all' immagine in questione, l' errore è di aver pensato solo in termini di razionalità, non tenendo in nessun conto le dinamiche psicologiche evocate dall' immagine: torno a dire che l' Immagine viene trattata con troppa leggerezza, non riconoscendole la sua forza intrinseca e, di conseguenza, sbagliandone l' uso.&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;
&lt;font face="Verdana"&gt;..............................&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Provate, semplicemente, ad "ascoltarla", a "mettervi in sintonia", proprio come farebbe il musicista con il suo strumento, e vedrete che dopo un po' non serviranno più tanti cerebralismi ....   &lt;br /&gt;
&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;... E del resto il più bravo degli accordatori non saprà interamente spiegarvi a parole il segreto del suo mestiere ... &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;... Dirà semplicemente che in queste cose "&lt;strong&gt;ci vuole orecchio&lt;/strong&gt;".&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;......................................................&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;em&gt;( Mondart, parbleu ! )&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Vai a "&lt;a href="http://www.modena-brennero.com/LinkClick.aspx?link=90&amp;tabid=115"&gt;Il Linguaggio Dimenticato&lt;/a&gt;"&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Fri, 02 Jan 2009 21:13:47 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>TENSIONE &gt; QUIETE: LA DINAMICA PUBBLICITARIA</title>
      <description>&lt;p align="center"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;embed id="VideoPlayback" style="width: 400px; height: 326px" src="http://video.google.it/googleplayer.swf?docid=-7089507808274795606&amp;hl=it&amp;fs=true" scale="ShowAll" loop="loop" menu="menu" wmode="Window" quality="1" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Eccolo qua.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Non si tratta precisamente dello spot che stavo cercando: in quello Grillo guarda direttamente in camera, con gli occhi sgranati da allucinato e senza dire una sola parola per tutta la durata dello spot, generando una tensione ancor più forte nello spettatore, al limite del sostenibile ...   poi alla fine sorride, e sempre senza proferir parola il volto si rilassa, ed annuisce bonario ...   in quel preciso istante, e solo in quel preciso istante, il marchio "Yomo" compare nel filmato.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Quello qui presentato è comunque molto simile, ( un po' meno "ansiogeno" se vogliamo dato che lo sguardo non vi coinvolge direttamente ), ma è comunque &lt;strong&gt;un ottimo esempio per capire il meccanismo fondamentale su cui si basa ogni dinamica pubblicitaria&lt;/strong&gt;, proprio perchè qui la troviamo espressa praticamente "a nudo", e realizzata nella sua forma più semplice, primitiva, e senza veli ...    &lt;br /&gt;
Meccanismo che consiste nel generare una tensione, un' attivazione particolare dell' attenzione, e poi risolverla in un senso di quiete e di pace raggiunta: solo in quel preciso momento infine inserire il messaggio pubblicitario, che arriverà allo spettatore esattamente al massimo delle capacità ricettive cui avremo saputo portarlo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Tensione &gt; Quiete;&lt;/strong&gt;  Settima &gt; Tonica;  Attivazione &gt; Relax;  Problema &gt; Risposta;  Desiderio &gt; Gratificazione ...   possiamo chiamarla in molti modi ma la dinamica fondamentale, semplicissima ed universalmente valida, è sempre la stessa ...   ed è strettamente connaturata in noi, fa parte della nostra stessa dinamica biologica, è il meccanismo stesso della vita ...&lt;br /&gt;
E lo troviamo riproposto ovunque, come dimostra in altro campo la musica, con il suo succedersi di accordi di moto che "risolvono" su accordi di quiete, o come succede nell' orgasmo, esempio classico e certamente familiare a tutti ...    tensione, quiete ...    ( e non è forse ad orgasmo avvenuto che si ha il momento di maggior recettività all' interno di una coppia, il momento migliore per comunicare, e via dicendo ? ) ...   &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Non è forse ad orgasmo avvenuto il momento migliore per dire "ti amo", oppure "aspettiamo un bambino", come anche "Amore, ho ammaccato la macchina", o al limite "Amore, forse è meglio che ci lasciamo" ?&lt;br /&gt;
E perchè è proprio quello il momento migliore ?  Perchè &lt;strong&gt;abbiamo cercato ed ottenuto la complicità del partner, abbiamo attivato positivamente tutti i suoi sensi e tutta la sua attenzione, abbiamo abolito al maggior grado possibile ogni possibile resistenza, ogni aggressività nei nostri confronti ...&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;......................................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Tenetelo ben presente, perchè ogni messaggio pubblicitario ( come anche ogni immagine, sia chiaro ! ) per funzionare ha bisogno di ricreare esattamente questa fondamentale dinamica.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Dinamica che possiamo trovare "vestita" in vario modo, ma che ha, sempre e comunque, un andamento ben preciso ( e funziona in questo esattamente come l' algoritmo di un processore ):&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;- &lt;strong&gt;Attivazione dell' attenzione&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;- &lt;strong&gt;Introduzione di una tensione&lt;/strong&gt; ( che può essere "sintonica" come nel caso dell' orgasmo dove genera un' attesa piacevole, o "distonica" come nello spot di Grillo, dove genera un' attesa di tipo ansiogeno ...   &lt;br /&gt;
Ma questo ha un' importanza secondaria, anzi ai fini pubblicitari la seconda ha, in più, una favorevole componente di "spiazzamento"; infatti crea un piccolo "shock" che, abbassando le difese coscienti, consente una maggior penetrazione del messaggio successivo  ! )&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;- &lt;strong&gt;Portare la tensione a risoluzione&lt;/strong&gt; ( Esempio, Grillo che alla fine sorride schernendosi e rilassando l' espressione del volto )&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;- &lt;strong&gt;Introduzione del messaggio pubblicitario&lt;/strong&gt; ( che va così ad inserirsi nel momento di maggior recettività ed inconscia complicità ottenuta sullo spettatore ).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;..................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;ATTENZIONE !&lt;/strong&gt;   Anche se in questo esempio abbiamo parlato di un filmato, &lt;strong&gt;la stessa identica dinamica sarà ravvisabile anche nella "apparente staticità" di una singola immagine&lt;/strong&gt;, come nel caso di una copertina, o di un qualsiasi altro utilizzo in stampa, sia chiaro !!!&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Quando questa precisa sequenza per vari motivi non si verifica in tutta la sua interezza, avremo tutta una serie di "&lt;strong&gt;errori di comunicazione&lt;/strong&gt;", che vanno da una comunicazione nulla ( "non mi dice niente" ) ad una inappropriata ( "dice, ma non usa le parole giuste" ) al vero e proprio "boomerang", gergo pubblicitario che sta ad indicare il verificarsi di quel preciso fenomeno in cui la "tensione raggiunta", mal risolta o mal convogliata, si ritorce negativamente contro chi l' ha usata, proprio perchè la sua mancata risoluzione finisce col creare un senso di ostilità ( invece che di complicità ) nell' interlocutore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
  ( ... Un po' come quando "fate cilecca", insomma ...!   O come se Grillo avesse mantenuto quell' espressione inquietante ed ambigua fino alla fine, proprio sopra il marchio da reclamizzare !!!   ... Col risultato che, invece di una sensazione di sollievo, sarebbero stati proprio il vostro spiazzamento e la vostra iniziale inquietudine a trasferirsi sul marchio !!! )&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;E' quanto vedremo nel prossimo post, dove analizzeremo un' immagine affetta, per le modalità e il contesto in cui è stata usata, da un classico esempio di "&lt;strong&gt;Effetto Boomerang&lt;/strong&gt;".&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;.................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;em&gt;( Mondart )&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;Vai a "&lt;a href="http://www.modena-brennero.com/LinkClick.aspx?link=88&amp;tabid=115"&gt;Immagini e Media&lt;/a&gt;"            &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://www.modena-brennero.com/Home/AppuntidiViaggio/tabid/115/EntryID/59/Default.aspx</link>
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      <pubDate>Sun, 28 Dec 2008 08:56:55 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>EPPUR SI MUOVE !</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;img height="334" alt="Eppur si muove" hspace="5" width="250" align="left" border="2" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/si_muove01.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;font size="2"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;Cominceremo qui col ricercare gli elementi di "lettura" di un' Immagine, sia essa fotografica o meno, e di individuazione di quelle dinamiche ( manifeste e latenti ) che sottostanno al "funzionamento" della medesima, bella o brutta che sia, perchè proprio di "funzionalità" dell' Immagine si vuol parlare, dei suoi meccanismi perlopiù subliminali ed universali attraverso i quali vengono risvegliate in noi tutti quelle specifiche e ben determinate sensazioni sulle quali viene "veicolato" il messaggio manifesto, sia esso pubblicitario, estetico, o politico. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Significante e significato, messaggio conscio ed inconscio, melodia ed armonia, dinamiche di moto e quiete, accordi di settima e di tonica: ( chi è musicista non faticherà certo ad intuire certi parallelismi con l' universo musicale ! ) &lt;br /&gt;
Si vuol tentare insomma di chiarire un "Linguaggio Dimenticato" sviscerandone le dinamiche d' azione e quelle attraverso le quali viene recepito. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dinamiche che, come succede in ogni linguaggio pre - verbale, sono state dimenticate con l' adozione di linguaggi maggiormente "strutturati", ma non per questo sono meno presenti, potenti ed efficaci, anzi !!! &lt;br /&gt;
Nell' antichità i luoghi del potere civile e religioso venivano affrescati proprio per indurre nel popolo, completamente analfabeta e privo di cultura, sentimenti vuoi di timore e rispetto, vuoi di pace e beatitudine, vuoi di ostentazione di potere, con un operato di tipo squisitamente "pubblicitario !" &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Argomento curioso e sempre attuale dunque, forse difficile ma non impossibile, che ahimè non viene mai preso abbastanza in considerazione probabilmente proprio per mancanza di competenza da parte degli stessi operatori. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Bisogna cominciare ad operare una piccola rivoluzione Copernicana.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;..........................................................&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;strong&gt;Cominciamo dunque con l' affermare che un' Immagine è sempre e comunque dinamica&lt;/strong&gt;, sia essa bella o brutta, centrata o meno, pertinente o meno col contesto nel quale viene inserita, proprio perchè vive di vita propria, secondo inesorabili e scientifiche &lt;strong&gt;dinamiche di ricezione&lt;/strong&gt; che ci arrivano sempre e comunque, e sempre a livello subliminale ( fino a che non vengano sviscerate e coscientizzate ). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo vale sia &lt;strong&gt;a livello compositivo&lt;/strong&gt;, o di dinamica "interna", ( per cui diciamo che un' immagine, indipendentemente da cosa raffiguri, è più o meno "bella" quanto più si avvicina a regole "universali" di composizione ed armonia, così come siamo concordi nel considerare più o meno bella la donna che maggiormente incarni un "ideale universale" di "armoniosa distribuzione di proporzioni" ) sia, in modo molto più sottile e "subdolo", &lt;strong&gt;a livello di lettura&lt;/strong&gt; o di dinamica "esterna", di recepimento della medesima, di comunicazione, che avviene sempre su un duplice piano ( conscio e inconscio ). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio come succede con la canzone di moda, di cui tutti sono in grado di canticchiare il motivo ( livello conscio ) ma che solo chi avrà analizzata e studiata riuscirà anche a riprodurre su uno strumento, suonando anche quella parte "armonica" che i più recepiscono solo a livello inconscio, senza "rendersene conto". &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Affermazione questa tutt'altro che banale per le immense ed immediate conseguenze che possiamo ravvisare, come ben sanno i Pubblicitari che, attraverso un' immagine, devono "far passare" un messaggio prestabilito. &lt;br /&gt;
Guardando bene vedremo che, comunque sia, per "passare" il messaggio ha bisogno di un duplice meccanismo di "&lt;strong&gt;attivazione e rilassamento&lt;/strong&gt;", proprio come il più semplice dei motivi musicali ha bisogno di reggersi su almeno due accordi: la Settima ( che ha funzione di attivazione ) e la Tonica ( che ha funzione di rilassamento ). &lt;br /&gt;
Certo, proprio come succede nell' amplesso, come per la vita stessa. &lt;br /&gt;
Guardando ancora oltre potremo dire che il messaggio cosciente ( sia esso di tipo pubblicitario, estetico, o politico ) ha bisogno di un "veicolo" inconscio, costituito da elementi "semplici ed universalmente validi" che hanno lo scopo di risvegliare in noi determinate sensazioni, perlopiù piacevoli. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Affermazioni difficili, sulle quali ritorneremo sviscerando sempre più a fondo le dinamiche del più antico ed immediato linguaggio umano: il linguaggio dell' Immagine. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pensateci bene: al mattino cosa ricordiamo svegliandoci ? Immagini ! &lt;br /&gt;
Qual'è la cosa più spontanea che ci viene da fare quando vogliamo comunicare qualcosa a chi non capisce la nostra lingua ? Ideogrammi, disegni, Immagini !! &lt;br /&gt;
Qual'è il primo linguaggio usato dall' uomo primitivo per comunicare ? Immagini !!! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vedremo poi come il riferimento al sogno sia ben più profondo e significativo di quanto qui accennato; &lt;strong&gt;nel sogno possiamo rivivere la genesi del linguaggio&lt;/strong&gt; che, prima di verbalizzarsi, era un linguaggio figurato. &lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;strong&gt;L' immagine è dunque il linguaggio pre-verbale per eccellenza, il linguaggio da cui genera direttamente il pensiero. &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Linguaggio quindi che dovrebbe esserci ben noto, ma come succede per altri linguaggi preverbali ( uno per tutti: la gestualità ) viene man mano "dimenticato", surclassato con l' affermarsi dei linguaggi più "strutturati". &lt;br /&gt;
Ma non per questo sarà meno denso di significato, meno colto, meno rappresentativo di un concetto, anzi ! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo l'adozione del celebre motto di Galileo: per affermare ad oltranza, aldilà di qualsiasi stolta credenza e con tutta la forza del rigore scientifico, un modo di guardare all' Immagine che in certi ambienti potrà sembrare irriverente ed eretico, come potrà sembrare semplice e rivoluzionario agli occhi dei più, ma che costituisce l' unico approccio veramente "scientifico" alla sua lettura e comprensione, nonchè ad un suo conseguente efficace utilizzo editoriale, redazionale e pubblicitario. &lt;br /&gt;
Per cercare e riconoscere, oltre la banalizzazione da una parte e fumose sovrastrutture pseudo - culturali dall' altra, che &lt;strong&gt;la vera forza ed essenza dell' immagine è da individuare nella sua duplice dinamica&lt;/strong&gt;, compositiva prima ed inconsciamente interattiva poi, tipica di ogni linguaggio preverbale.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;em&gt;( Mondart, Parbleu ! )&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 27 Dec 2008 07:37:24 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>NATALE: UNA MADONNA "DIVERSA"</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;img height="380" alt="Natale, maternità" hspace="5" width="250" align="left" border="2" src="http://www.modena-brennero.comhttp://www.modena-brennero.com/Portals/0/Images/Madonnari01.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Ripropongo ad hoc questo articolo, non solo per la stretta attinenza con l' evento del Natale, ma perchè splendidamente rientrante nel filo del discorso che stiamo facendo riguardo l' interpretazione delle immagini, ed il rapporto strettissimo intercorrente tra arte, realtà, raffigurazione del reale e inconscio collettivo.&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Ripropongo la domanda fatta ieri: "Cos'è la "realtà" ???" ...  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attenzione: la domanda pone un problema che è tutt' altro che un trastullo marzulliano ...   &lt;br /&gt;
Come capiremo sempre più analizzando il linguaggio delle immagini infatti, &lt;strong&gt;la realtà non è altro che la traduzione pratica dell' Inconscio collettivo ..   ossia la materializzazione di ciò in cui crede un' intera cultura, e di conseguenza un' intera popolazione.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;( Ragion per cui Marzullo non è poi così folle quando chiede "la realtà è un sogno ?" e le sue domande, inserite in una giusta ottica, sembrano molto meno strampalate ) ...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;........................................&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Siete scettici ???   Prendete un esempio a caso ...   prendiamo un esempio dall' attualità ...   ecco, per comodità cerchiamone uno che sia oggi sulla bocca di tutti ...   l' attualità economica, per esempio, e la cosiddetta "crisi" !    &lt;br /&gt;
Gli attuli fuochi d' artificio di Borse e Banche hanno aperto gli occhi a tutti quanti che il nostro vivere si basa su un' economia talmente virtuale fino al punto di non esistere, se non in termini di un debito talmente astronomico ed ipotetico da poter essere logicamente pensato come "irreale" se rapportato alle concrete capacità produttive ...   eppure ogni nostra azione è dettata dal credo economico ...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E il Natale ???   lo "spirito natalizio" che ci pervade in questi giorni cosa è, se non uno strano miscuglio di reminescenze infantili, speranze finora irrealizzate, frustrazioni più o meno stordite con gli acquisti commerciali, le vacanze, i viaggi, le luci, i colori Bianco e Rosso, magari una messa di mezzanotte e qualche scambio di Auguri ...  chiedete a chiunque cosa sia per lui il Natale, e rimarrete sbalorditi dal fatto che &lt;strong&gt;tutti risponderanno secondo la stessa identica idea stereotipata&lt;/strong&gt;, tanto generalizzata e spersonalizzata quanto inculcata dalla attuale e particolarissima cultura ... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oossia, vi risponderanno proprio portando allo scoperto il pensiero introiettato dell' "Inconscio Collettivo" della nostra epoca, inconscio collettivo che altro non è che la massa di sensazioni e pensieri indotti da una determinata cultura e periodo storico, e che "facciamo nostri" senza rendercene conto, in modo inconscio, appunto ! ...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;....................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;br /&gt;
Marzullo, la vita è un sogno ?   Quien sabe ...    vero è che noi viviamo, sempre, realizzando una realtà virtuale, realizzando un pensiero ...   vero è che &lt;strong&gt;è sempre il pensiero a generare la realtà&lt;/strong&gt; ....    vero è che, proprio come nella dinamica del sogno, sono le Immagini Inconscie e Latenti a generare la "messa in scena" reale che al risveglio chiamiamo "sogno" ...&lt;br /&gt;
   &lt;br /&gt;
( E se poi sia sogno o incubo, questo sarà ognuno di voi a stabilirlo ...    qui ci interessa solo capire di quanta "Virtualità" sia fatta quella che chiamiamo, ingannandoci, "Realtà" ) ... &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Perchè questa lunga introduzione ?&lt;br /&gt;
Per introdurre il &lt;strong&gt;concetto di Arte&lt;/strong&gt;, che secondo chi scrive esiste solo nel momento in cui un' opera risulta essere in sintonia con l' originario significato di &lt;strong&gt;"Ars", = ardere ...&lt;/strong&gt;    ossia mettere in discussione, abbattere barriere e pensieri preconcetti, rinnovare ...&lt;br /&gt;
E l' Arte, quella vera, è sempre caratterizzata da un forte potere iconoclasta, ed ogni nuovo movimento, intellettuale e artistico, poggia sempre sulla demolizione del pensiero precedente, n' est-pas ?  &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Guardiamo quindi questa immagine e domandiamoci "Perchè l' Artista ( sì, qui si tratta di un vero artista, anche se nella semplice veste di "Madonnaro" ) ha dato questa strana rappresentazione della Maternità ...&lt;br /&gt;
Perchè è così diversa dall' iconografia tradizionale ?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E la risposta sarà di una semplicità assordante: proprio perchè, in quanto artista, sta smantellando le nostre convinzioni stereotipe e sta proponendoci un altro punto di vista.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;.......................................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;img height="380" alt="Maternità, Natale" hspace="5" width="250" align="right" border="2" src="http://www.modena-brennero.comhttp://www.modena-brennero.com/Portals/0/Images/Madonnari01.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;In una delle scorse edizioni dei "&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;a href="http://www.modena-brennero.comhttp://www.modena-brennero.com/LinkClick.aspx?link=69&amp;tabid=115"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Madonnari&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;strong&gt;" ( Curtatone MN ), ho avuto modo di scattare una foto di questa interessante "Maternità", che vi propongo a sintesi del discorso su "significante e Significato" di un' opera d' arte, e su come sottili significati possono essere veicolati attraverso la "resa iconica" di un' immagine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;Immagine che qui propone una Madonna molto diversa da quella che generalmente ci mostra l' iconografia tradizionale, un' immagine che qui è usata a valorizzare la "terrenità" della Maternità piuttosto ( o in antitesi ) alla "trascendenza". &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qui infatti è la "fisicità" di una Mamma tutta terrena che si vuol sottolineare, e l' immagine mostra tutta la "singolarità" di quel corpo: corpo che niente ha di metafisico, che non rilancia ad un ideale assoluto, ma anzi viene molto ben descritto nella sua "particolarità e personificazione". &lt;br /&gt;
Corpo in cui qualsiasi donna, e madre, si può ritrovare e rispecchiare pienamente... &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;..................................&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In primo piano sta il ventre, vero topos e soggetto della narrazione. &lt;br /&gt;
Un ventre materno che mostra chiaramente, quasi orgogliosamente, i segni dell' appena passato travaglio: la pelle appare stanca e flaccida, l' ombelico dilatato è un' ulteriore allusione al cordone ombelicale, quindi alla completa "terrenità" della nascita, le mani secche e nervose a simboleggiare il dolore e la fatica del parto... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il seno, turgido, è pesante: tutta la figura tende verso il basso, verso la terra, poichè &lt;strong&gt;trattasi di una figura squisitamente terrena ...&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;
E' ovvio che qui l' autore ha voluto sottolineare la fatica e la felicità, squisitamente umane, del momento del parto, e la condivisione piena della maternità della Madonna, assolutamente simile a quella di ogni altra donna. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;Ed è assolutamente inutile qui mettersi a disquisire se quel bimbo sia un bimbo di colore, questione secondaria e di ben misera importanza dinnanzi alla ben più importante &lt;strong&gt;scelta tecnica e concettuale della complementarità dei colori ...&lt;/strong&gt;   ( e poi, volendo seguire stoltamente questa sola logica, a quale razza apparterrebbe una donna con la pelle blù, Parbleu ??? ) ... &lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;strong&gt;L' utilizzo esclusivo di due colori complementari ( Azzurro della Madre e Marron del Figlio ) genera uno "spazio perfetto" ed assoluto, in cui non può rientrare niente altro, una simbiosi perfetta di "yin e yang", un Assoluto, uno spazio ( fisico ma anche metafisico ) finito, chiuso, in cui non c'è più niente da aggiungere e niente da togliere.&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
E quale miglior definizione della maternità ? &lt;br /&gt;
Quali parole avrebbero saputo descrivere meglio, e con tale immediatezza, l' esclusività del rapporto tra una madre e la sua creatura ?&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;..................................&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;em&gt;( Mondart, Parbleu ! )&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;( Vai al Report: "&lt;/font&gt;&lt;a href="http://www.modena-brennero.comhttp://www.modena-brennero.com/LinkClick.aspx?link=69&amp;tabid=115"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;I Madonnari&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;" )&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://www.modena-brennero.com/Home/AppuntidiViaggio/tabid/115/EntryID/3/Default.aspx</link>
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      <pubDate>Thu, 25 Dec 2008 09:08:12 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>FOTOGRAFIA: TRA DOCUMENTAZIONE, ARTE E COMUNICAZIONE</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;img height="374" alt="Opposti e Complementari" hspace="5" width="250" align="left" border="2" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Rosa03.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;La nebbia fitta che lascia intravvedere ben poco oltre la finestra, mi porta ad iniziare questo post ponendovi una domanda: "Cosa è, secondo voi, la realtà ?" ... &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Posso dire, e non solo da un punto di vista puramente estetico, che quella che vedo oggi dalla finestra è la stessa realtà di ieri, o di un mese fa ?  E ancora: "Esiste una sola e precisa realtà, o non piuttosto tante realtà quanti sono gli esseri viventi ?"&lt;br /&gt;
Calchiamo ancora un po' la mano: "E' la cosiddetta realtà a determinare il pensiero, o non è piuttosto il contrario ?" ...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Sono tutt' altro che domande oziose, e cadono a fagiolo poichè volevo parlare appunto del Reportage Fotografico, ossia della rappresentazione ( o per meglio dire, come vedremo, dell' "interpretazione" ) del reale attraverso il linguaggio fotografico per antonomasia. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;.......................................&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;DOCUMENTAZIONE O INTERPRETAZIONE ?&lt;/strong&gt;   Ho già risposto &lt;/font&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.modena-brennero.com/Home/AppuntidiViaggio/tabid/115/EntryID/11/Default.aspx"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;in un precedente post&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt; a quanti, con la tipica mentalità del vigile urbano, intendono relegare la Fotografia a mero ruolo di "documentazione del reale": niente di più falso poichè, come abbiamo già visto, anche la più banale delle situazioni sarà riportata in tanti modi diversi quanti saranno i fotografi che si accingeranno a riprenderla. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Questo semplicemente per il fatto che ognuno di essi sarà portato a focalizzare la sua attenzione principalmente su un solo singolo aspetto tra i molteplici che la situazione "reale" gli sta proponendo in quel preciso momento, immedesimandosi in questa o quella interpretazione secondo la sua personale cultura, sensibilità, preparazione tecnica, curiosità, e, dulcis in fundo, intenzione e capacità di comunicare.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Eh sì perchè, tra lo scatto del compleanno del figlio e lo scatto più o meno pretestuosamente esposto in formato 6 metri nella galleria alla moda, sembra che troppo spesso la gente si scordi, operatori del settore in testa, che tra l' intendere la fotografia come "fotoricordo" a un estremo, e "arte" all' estremo opposto, ci sta di mezzo l' immenso, e più vero, scopo e utilizzo della Fotografia come "Linguaggio": come linguaggio narrante, comunicante ed interpretante ...   e torniamo ancora una volta al liet-motiv di questo Blog.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;LA FOTOGRAFIA PUBBLICITARIA&lt;/strong&gt;   Se ancora non siete convinti che la fotografia è quanto di più lontano dalla rappresentazione del reale, guardatevi semplicemente attorno su questa stessa pagina: mentre state leggendo probabilmente stanno scorrendo a bordo pagina le immancabili immagini pubblicitarie, oppure pensate alle foto di copertina di una rivista, o alle sue pagine commerciali: ebbene NESSUNA di quelle immagini, oggetti, paesaggi, situazioni che siano è "reale", proprio perchè non è la realtà che si vuole rappresentare ma la sua idealizzazione, il desiderio di una perfezione inesistente.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Vedete forse attorno a voi sempre e solo le donne perfette degli spot e delle riviste ?&lt;br /&gt;
Vedete forse attorno a voi la perfezione formale con cui sono rappresentati oggetti e persone in pubblicità ?&lt;br /&gt;
No di certo, perchè noi viviamo in un mondo soggetto alla legge dell' entropia, dove le cose si consumano e le persone invecchiano, mentre quello che ci viene proposto è il paradiso terrestre del desiderio ...    un mondo dove non esiste la pipì e non esiste la cacca, per dirla alla Mondart ...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;L' ESPRESSIONE DI UN CONCETTO&lt;/strong&gt;   E fin qui penso che siamo tutti d' accordo.&lt;br /&gt;
Ma facciamo un passettino più avanti: il nostro linguaggio parlato si è man mano evoluto dal comprendere solo termini per esprimere cose "reali" fino a comprendere termini per esprimere concetti: così che non diciamo più "pugnale-cuore" per indicare l' odio, o "fiore-cuore" per indicare l' amore, ma diciamo semplicemente "ti odio" o "ti amo", e via dicendo, dove odio e amore indicano un topos, ossia un concetto comune a tutta la nostra cultura, benchè possa avere manifestazioni ed espressioni molto diverse tra loro nell' esperienza singola. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sta di fatto che tutti perlomeno capiamo che con le parole odio e amore si esprimono concetti tra loro antitetici e di valenza opposta.&lt;br /&gt;
Eppure tali concetti astratti sorgono appunto da concetti più primitivi legati ad immagini reali, ed è attraverso immagini reali che ci apparirebbero in sogno, che non conosce nella sua rapprersentazione filmica parole con cui descrivere concetti ...   è con immagini reali che dovranno essere rappresentati da un pittore sulla sua tela, o da un poeta nella sua poesia.&lt;br /&gt;
Ecco: in questi specifici casi siamo di fronte al linguaggio artistico, ossia quello che si deve e vuole avvalere di immagini preverbali per rappresentare concetti astratti, in modo da suscitare quell' emozione che la pura parola astratta "odio" o "amore" non ha più il potere di evocare ... &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;LA FOTOGRAFIA E' ARTE ?&lt;/strong&gt;   Ed ecco svelato perchè la pubblicità si affida più volentieri alle Immagini che non alle parole: perchè le immagini hanno un maggior potere evocativo di sensazioni più o meno sepolte: tra il dire la parola "freddo" e guardare l' immagine di una landa nevosa, sarà la seconda a trasmettermi più in profondità il concetto, fin quasi a farmi percepire il brivido, cosa a cui la semplice parola "freddo" non può nemmeno lontanamente arrivare !&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Ma come esprimere un concetto, una sensazione in fotografia ?&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;Si può, proprio in virtù del fatto che anche la fotografia, come ogni espressione figurativa, parla "a più livelli", ha il potere di condensare, riassumere, alludere a più sensazioni e concetti nello stesso tempo: per farla breve possiamo dire che una sola immagine può dire quanto, per essere espresso a parole, ha bisogno di un intero discorso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per cui non vale più l' equivalenza: "1 fotogramma = 1 parola", ma piuttosto: "1 fotogramma = un intero e lungo discorso", con il surplus di tutta l' emozionalità che un' immagine può farmi sentire immediatamente, immediatezza che invece scompare automaticamente nel momento stesso in cui cerco di spiegarla a parole ..    Insomma, per dimostrare il vostro amore alla donna che amate, state a farle un lungo discorso o non preferite piuttosto baciarla, parbleu d'un parbleu ?!? &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;LA FOTO D' APERTURA:&lt;/strong&gt;   era un mio scatto per una ditta che estrae porfido.&lt;br /&gt;
L' idea era di far preferire il porfido al cemento per la pavimentazione urbana, in quanto elemento più naturale e duraturo, e più connesso alla natura e alla terra: il porfido si "estrae", il cemento si ottiene con varie mescolanze.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Questo il processo mentale, più o meno conscio, che mi ha condotto alla realizzazione di quella specifica immagine:  "Terra: la terra è vita, dalla terra nascono le cose ...   ecco, un fiore, una rosa che spunta dal porfido, in quanto il porfido è terra ....   una rosa che non potrebbe mai spuntare dal cemento ...   &lt;br /&gt;
"Terra e Vita", due assoluti e complementari ...   da cui l' idea di rappresentarli con quella illuminazione nei colori complementari di blù e rosso ...    Blù è il porfido, che per quanto freddo consente la vita che è rossa e calda ...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;E' ARTE ???   Quien sabe, ma soprattutto: "Chissenefrega !!!"&lt;br /&gt;
L' importante è che sia "Linguaggio", e "Comunicazione", e che quel singolo fotogramma riesca a far percepire, anche solo subliminalmente ma in un solo istante, tutti quei concetti che hanno richiesto tante parole, tempo, fatica e capacità di analisi per poter essere espressi con un discorso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Discorso che alla fine, oltretutto, perde ogni sua primitiva poesia.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;........................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;( Bruno )&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Vai a "&lt;a href="http://www.modena-brennero.com/LinkClick.aspx?link=90&amp;tabid=115"&gt;Il Linguaggio Dimenticato&lt;/a&gt;" &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://www.modena-brennero.com/Home/AppuntidiViaggio/tabid/115/EntryID/52/Default.aspx</link>
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      <pubDate>Wed, 24 Dec 2008 11:19:24 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>SOGNO E DINAMICA DELLE IMMAGINI</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;img height="188" alt="Immagini e Sogno" hspace="5" width="250" align="left" border="1" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/MISTERIUS.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Nel suo libro: "Il Linguaggio Dimenticato", Fromm descrive in modo semplice ed efficace le dinamiche che presiedono alla formazione del sogno, a sua volta distinto in &lt;strong&gt;sogno manifesto&lt;/strong&gt; -ossia le immagini che ricordiamo al risveglio- e &lt;strong&gt;sogno latente&lt;/strong&gt; -ossia i pensieri complessi che hanno generato tali immagini.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Osserviamo bene: se da svegli i pensieri ( o la loro "energia generante" ) prendono immediatamente forma come &lt;strong&gt;linguaggio strutturato e raziocinante&lt;/strong&gt;, una volta che la coscienza superiore è addormentata tale energia prende una diversa direzione, probabilmente l' unica che ci è possibile in tale stato, &lt;strong&gt;trasformandosi in un linguaggio "figurato"&lt;/strong&gt; dove la logica è sostituita dalle regole più arcaiche della condensazione, dello spostamento, dell' associazione, dell' intuizione, del simbolismo e via dicendo, che sono poi i fondamenti del pensiero stesso e che, guardacaso, ritroviamo in ogni espressione che definiamo "artistica" proprio in quanto capace di comunicare attraverso tali meccanismi preverbali, piuttosto che con la prosa tradizionale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorrerà quindi un processo di "decifrazione inversa" per riformulare logicamente quanto trasmessoci in questo modo, come per capire il gesticolare di chi non parla la nostra lingua, o le figure retoriche usate in poesia, o il dipinto del pittore, un brano musicale, ecc. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Senza inoltrarci oltre nel difficile compito della comprensione del sogno, ci basti sapere che le immagini che si formano in questo particolare contesto non sono altro che la "condensazione" figurata, la "rappresentazione filmica" di pensieri più complessi, di "concetti" che la nostra mente addormentata ci mostra nel solo modo che sa: &lt;strong&gt;trasfigurandoli in Immagini&lt;/strong&gt;. ( Ecco perchè diciamo che generalmente una qualsiasi immagine, sia essa figurativa che fotografica o cinematografica, parlerà dunque questo stesso linguaggio, che sta a noi tradurre in una lingua per noi stessi comprensibile ). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Teniamo ben presente inoltre il &lt;strong&gt;duplice significato&lt;/strong&gt; del linguaggio onirico distinguendo il “sogno manifesto” ( ossia le immagini e le sensazioni che ricordiamo di aver sognato ) dal “significato latente” ( ossia il messaggio complesso ed inconscio che sta dietro la rappresentazione, attraverso la quale viene "veicolato" ). Ricercare e distinguere tali dinamiche nell' Immagine sarà proprio quello che qui ci proponiamo di fare: per cercare e riconoscere, oltre la banalizzazione da una parte e fumose sovrastrutture pseudo - culturali dall' altra, che la vera forza ed essenza dell' immagine è da individuare nella sua duplice dinamica, compositiva prima ed inconsciamente interattiva poi, tipica di ogni linguaggio artistico e preverbale.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;.......................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img height="315" alt="Immagine nel Sogno" hspace="5" width="250" align="left" border="2" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/sogno2.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;
Ma perché, infine, è così importante il riferimento al sogno ?&lt;/strong&gt; Per due ottimi motivi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo è che il sogno è come un brano musicale in cui è la parte sottostante e sommersa che non solo conferisce al sogno l' atmosfera generale, ma addirittura lo genera, ossia è “causa” del sogno stesso attraverso il moto del pensiero inconscio, che si manifesta attraverso altri canali essendo impedito quello più razionalmente strutturato.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Il secondo è che lo fa proprio "&lt;strong&gt;generando immagini&lt;/strong&gt;" (e qui ci riallacciamo al discorso più prettamente iconografico): al risveglio, guardacaso, noi ricordiamo immagini, non discorsi, né musica, né tantomeno formule matematiche. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Il che dimostra nel modo più lapalissiano che il linguaggio delle immagini è appunto &lt;strong&gt;il più antico e connaturato che conosciamo&lt;/strong&gt;, il più semplice ed accessibile, anche se, per noi, si tratta ormai di un “linguaggio dimenticato”; un linguaggio di cui, con l’ uso della parola, abbiamo perso la pratica e la confidenza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi ora dobbiamo faticare un po' per ritrovarle: tutto qui.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;em&gt;( Bruno )&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;( Vai a "&lt;a href="http://www.modena-brennero.com/LinkClick.aspx?link=90&amp;tabid=115"&gt;Il Linguaggio Dimenticato&lt;/a&gt;" )&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://www.modena-brennero.com/Home/AppuntidiViaggio/tabid/115/EntryID/42/Default.aspx</link>
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      <pubDate>Wed, 26 Nov 2008 07:47:42 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>LA SEQUENZA DI FIBONACCI ( Con Photogallery )</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a target="_blank" href="http://space.graziacreative.com/Space/Gallery/Terzi/index.html"&gt;&lt;img height="343" alt="L' Uomo di Vitruvio" hspace="5" width="250" align="left" border="1" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Vitruvian.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Riprendiamo dunque il discorso cominciato con un &lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.modena-brennero.com/Home/AppuntidiViaggio/tabid/115/EntryID/9/Default.aspx"&gt;precedente post&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;, tendente a dimostrare le relazioni esistenti tra "Armonia", "Bellezza" e "Matematica", ossia, nel nostro particolare caso, a dimostrare l' interdisciplinarità di quella che è stata definita "&lt;strong&gt;Sezione Aurea&lt;/strong&gt;", o "Rapporto Aureo", nota anche come "Regola dei Terzi",  "&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Numero Phi&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;", o "&lt;/font&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.liceoberchet.it/ricerche/sezioneaurea/sez2.htm#BIOGRAFIA"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Sequenza di Fibonacci&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;" ...&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;br /&gt;
... Sono infatti tutte espressioni equivalenti, ad indicare quella che i Greci per primi postularono essere la "&lt;/font&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.sectioaurea.com/sectioaurea/sectio_aurea2.htm"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;REGOLA AUREA&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;" della perfezione armonica delle forme, applicandola fino alla nausea alla costruzione dello "Spazio Perfetto" dei loro Templi ...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Possiamo riassumerla così:&lt;br /&gt;
Servendosi di riga e compasso, i geometri greci erano in grado di dividere qualsiasi linea data in due segmenti, in modo che il rapporto fra il segmento più lungo A, e quello più corto B, fosse identico al rapporto tra l' intera linea e il segmento più lungo.&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;img height="88" alt="Il Segmento Aureo" hspace="5" width="250" align="left" src="http://www.modena-brennero.comhttp://www.modena-brennero.com/Portals/0/segmento_aureo.gif" /&gt;(  Possiamo riassumere tale concetto con la formula   1 : A  =  A : B  ) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si scoprì così che tali segmenti stanno sempre tra loro nel rapporto "magico" di 1,618 ( ossia: l' intera linea era 1,618 volte il segmento A, che a sua volta era 1,618 volte il segmento B ... ) &lt;br /&gt;
Per tali proprietà tale sezione venne detta "Sezione Aurea", e "Phi" indica il rapporto costante di 1,618  considerato "divino" per la sua perfezione ...&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Puro calcolo matematico o Divina Ispirazione ?&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Assioma matematico o immensa scoperta di una delle maggiori leggi del Creato&lt;/strong&gt; ???&lt;br /&gt;
Già, perchè il bello sta nel fatto che, come dimostrarono nel Rinascimento molti studiosi, a partire dallo stesso Leonardo coi suoi studi di anatomia, troviamo lo stesso rapporto "Phi" non solo a governare le dimensioni dello scheletro del corpo umano, ma in una serie innumerevole di "applicazioni" in Natura, dalla disposizione dei petali dei fiori, alla forma tipica dell' ammonite, al numero di maschi e femmine nella popolazione dell' alveare .... &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Numero "magico" che trova ulteriori conferme anche nella matematica dei numeri arabi ...&lt;br /&gt;
Quei numeri su cui aveva studiato un altro Leonardo, detto Fibonacci, che nel 1202 presentò una sequenza numerica destinata a diventare famosissima:&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144, 233, 377, ecc...&lt;/strong&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;avente la singolare caratteristica non solo che ogni numero della serie è costituito dalla somma dei due che lo precedono, ma che il rapporto tra un numero ed il suo precedente è tendente, con sempre maggior precisione decimale, appunto a 1,618 ...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;...................................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;SEQUENZA DI FIBONACCI E SPETTRO ARMONICO&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;img height="167" alt="Melodia e Armonia" hspace="5" width="250" align="left" src="http://www.modena-brennero.comhttp://www.modena-brennero.com/Portals/0/musica_2.jpg" /&gt; Ora ci interessa verificare se quella che è una legge fondamentale della Composizione applicata alle Arti Figurative si applichi anche a forme più astratte di Arte, come la Musica per esempio, e se quanto sembra vigere in buona parte nel mondo "concreto" relativamente al numero Phi, valga anche nel mondo più prettamente appartenente al "sentire", o al pensiero, o all' anima ... &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;E guardacaso proprio nel Rinascimento, con Bach, si cominciano a porre le basi per la sovrapposizione simultanea dei suoni, o "Armonia", scienza che si occupa della "giusta" sovrapposizione dei suoni in modo che risultino piacevoli all' ascolto, ed in modo che diano a tutto il brano quel "flusso armonico" che lo fa "scorrere" con un senso di moto ....&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Tutte cose fino ad allora ignote, allorchè la musica "sacra", ossia quella ufficialmente riconosciuta, si limitava alla monofonia ...&lt;br /&gt;
E fu studiando l' architettura dapprima dell' ingresso " A Canone" ( Es per intenderci: "Fra Martino Campanaro", contraddistinta da una seconda voce iterativa che entra sfalsata rispetto alla prima ), poi del "Corale" ( Es: La sigla di Quark, caratterizzata da un tema cui si contrappone un "basso continuo" come seconda voce, ed una tessitura intermedia "a imitazione" ), ed infine con la maestria delle sue celeberrime "Fughe" ( 4 voci diverse e completamente indipendenti che si rincorrono, si contrappongono, si ritrovano ... ) che Bach pose le basi dell' Armonia quale noi conosciamo, dividendo lo spettro armonico in intervalli ben precisi, governati da regole ferree...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;.............................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;img height="308" alt="" hspace="5" width="250" align="left" src="http://www.modena-brennero.comhttp://www.modena-brennero.com/Portals/0/bach.jpg" /&gt;  E la domanda viene spontanea:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fibonacci visse molto prima di Bach ...   e Bach sicuramente, essendo anche studioso, pittore e filosofo ancor prima che musicista, ne conosceva gli studi e le varie applicazioni "figurative" che avevano riscoperto la Regola Aurea dei Greci ...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Ed altrettanto sicuramente applicò un modello matematico per suddividere e sovrapporre i suoni ...&lt;br /&gt;
Ma lo scopo principale ...   erano due:&lt;br /&gt;
1)  La sovrapposizione doveva risultare "gradevole"&lt;br /&gt;
2)  Il tutto doveva dare un senso fluido di "Moto" ...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
... Considerazioni che ci fanno pensare che la sua ricerca sia stata innanzitutto di natura "empirica" ...&lt;br /&gt;
E probabilmente la verità sta nel mezzo: le Fughe di Bach sono certamente riconducibili a schemi matematici, ma solo una grande sensibilità d' Artista, e la curiosità dell' uomo di Scienza, potevano indurlo a "scoprire" quelle &lt;strong&gt;leggi probabilmente già scritte nella natura stessa della fisica del suono ...&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Fatto sta che tutt' oggi usiamo l' Armonia quale sostanzialmente fu formulata da Bach, e che vari tentativi di ricercare nuove e cervellotiche formulazioni armoniche ( Vedi la Dodecafonia di Schoensberg ) si sono rivelate tutto sommato deludenti da un punto di vista di "puro godimento estetico" ...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;...............................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Ma vediamo, senza la pretesa di scendere in particolari troppo tecnici, la sostanziale suddivisione odierna dello "Spettro Armonico", e le eventuali corrispondenze con la Serie di Fibonacci ...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;u&gt;L' OTTAVA&lt;/u&gt;   Lo spettro armonico viene dunque suddiviso in "ottave" dove, in corrispondenza del primo e ultimo suono, la frequenza raddoppia ( Es: Troviamo il "La" a 220, 440, 880, ecc Hertz ... )&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L' ottava è suddivisa a sua volta in 8 suoni interi più 5 semitoni, per un totale di 13 semitoni ...&lt;br /&gt;
( e  5, 8, 13  costituiscono una serie di Fibonacci ... )  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutta la teoria dell' Armonia si basa sul suonare in sovrapposizione, esplicitandole, "le onde armoniche non udibili", ossia i suoni, le note generate da un suono di base  ( Es: sulla fondamentale DO vengono suonate le armoniche superiori  MI, SOL, DO Acuto,  ossia  i numeri 3, 5, 8  della scala ...   &lt;br /&gt;
Agli stessi numeri, esplorando verso il basso, corrispondono le armoniche inferiori di  LAb, FA, DO Grave ...   e abbiamo così rappresentati, per ogni nota, sia il modo minore che il Maggiore, ossia la fondamentale distinzione dell' Armonia ... )&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;... Ma fermiamoci qui, con l' intento di voler soltanto mettere la classica "pulce all' orecchio" del lettore; chi volesse approfondire può trovare &lt;/font&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.sectioaurea.com/sectioaurea/sectio_aurea2.htm"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;qui&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt; una trattazione più completa ...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;.....................................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;img height="399" alt="" hspace="5" width="250" align="right" src="http://www.modena-brennero.comhttp://www.modena-brennero.com/Portals/0/stradivari2.jpg" /&gt; &lt;br /&gt;
Infine solo una menzione, di sfuggita, alla struttura fisica dell' orecchio, e a quella degli strumenti musicali:&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;L' Organo del Corti, che presiede nel nostro orecchio al recepimento delle diverse frequenze, è strutturato a "chiocciola elicoidale" ....&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Se misuriamo lo Stradivari rappresentato a fianco, vediamo che esso è contenibile entro quattro pentagoni regolari i cui lati fungono da tangenti ...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Anche se noi, per semplificarci la vita, preferiamo dire che la sua forma ricorda in modo inequivocabile e magicamente simbolico le forme e proporzioni tipiche di una bella donna ...  60, 90 ...   ossia ancora il fatidico rapporto di 3:2 !&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;..........................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt; &lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;em&gt;Bruno&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;( &lt;a target="_blank" href="http://space.graziacreative.com/Space/Gallery/Terzi/index.html"&gt;Photogallery&lt;/a&gt; )     ( Vai a "&lt;a href="http://www.modena-brennero.com/LinkClick.aspx?link=77&amp;tabid=115"&gt;L' Eterno Femminino&lt;/a&gt;" )&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://www.modena-brennero.com/Home/AppuntidiViaggio/tabid/115/EntryID/44/Default.aspx</link>
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      <pubDate>Wed, 19 Nov 2008 07:15:51 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>IL TENERO MONDO DI CAROSELLO</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;img height="160" alt="Carosello" hspace="5" width="250" align="left" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Media.jpg" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Osannato e criticato, Carosello ha costituito per oltre vent' anni consecutivi una ( secondo chi scrive positiva ) pietra miliare nella storia della pubblicità e della televisione italiana: cerchiamo di analizzare i motivi di un successo tanto popolare, e di capire perchè non si riesce oggi a "bissare" una tale, fortunatissima formula ... &lt;/strong&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;E' difficile trovare qualcuno che non rimpianga i personaggi e le tenere storie di Carosello, come è altrettanto difficile trovare un pubblicitario che non l' abbia ferocemente criticato .....   Probabilmente per lo stesso motivo: aveva "un' Anima", aveva qualcosa che trascendeva il puro e semplice tornaconto pubblicitario, ed i personaggi stessi utilizzati nei suoi siparietti hanno finito per diventare più celebri e più importanti del Prodotto cui erano legati ....  Così che tutti ricordano Calimero, Papalla, Il Californiano, ecc; ma faranno molta più fatica a ricordare quale esatto prodotto reclamizzassero .....   Un "boomerang", dunque, parlando in termini di stretto tornaconto pubblicitario; eppure un fenomeno di costume amato e rimpianto dai più. Vediamo di capire perchè. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Carosello nasce nel 1957 da una serie di motivazioni e di compromessi che, nelle loro intenzioni, ben poco avevano di etico; ma saranno proprio le "parti erronee" intrinseche nel postulato a far si che il prodotto superi poi in qualità le aspettative stesse. Nasce infatti dall' esigenza di introdurre la "Reclame" in Televisione; ciò creava un conflitto, perlomeno "morale", nei Funzionari che già esigevano un Canone di Abbonamento, ed inoltre si sarebbe presentata la necessità di difendersi dai molto probabili attacchi degli editori di Stampa : occorreva dunque trovare uno stratagemma che rendesse "eticamente accettabile" l' introduzione della Pubblicità. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tale stratagemma fu individuato nel "Format" particolarissimo di Carosello: gli spot duravano oltre 2 minuti, ed erano suddivisi in una prima parte "filmica" mentre la pubblicità vera e propria doveva essere rigorosamente concentrata nei 35 secondi terminali ( codino pubblicitario ). &lt;br /&gt;
( Va da sè che anche la decisione di assegnare la prima parte ad un filmato rispondeva all' "eticissimo" bisogno di favorire in questo modo la "lobby" dei produtori cinematografici ....  Decisione sulla quale si fece poi dietro-front, ma per il semplicissimo motivo che diventava impossibile produrre tutti quei mini - filmati al ritmo della richiesta di tutti i potenziali inserzionisti ....  Via libera, dunque, ai Cartoni, ed a tutti quegli espedienti creativi che da una parte erano la disperazione delle Agenzie, e dall' altra hanno fatto la nostra felicità di bambini .... ) &lt;br /&gt;
Già, perchè se le regole "scritte" erano pochissime ( Il Layout degli scketc veniva presentato in poche righe al "Ministero del Turismo e Pubblicità" !!! ) quelle "non scritte" erano tantissime, e via - via sempre nuove, per cui la contrattazione di uno Spot diventava un vero e proprio funambolismo. &lt;br /&gt;
Altro motivo dell' odio dei pubblicitari è da ricercarsi nel fatto che, essendo Carosello un format escusivamente Italiano, si dovevano inventare e scrivere gli Spot espressamente per quell' unico scopo, facendo investire molto denaro al Cliente senza la possibilità di poter riutilizzare all' Estero quanto già prodotto. &lt;br /&gt;
Senza parlare poi del vero e più grave motivo : il Personaggio, la Storia, finivano col prevalicare il Prodotto ( a che marca erano legati gli abitanti del Pianeta Papalla ? uno, due, tre ... Tempo scaduto ! ) .... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fin qui, dunque, guardando dalla prospettiva di chi i "Caroselli" doveva farli e sponsorizzarli; ma guardiamolo ora dalla prospettiva dello Spettatore. &lt;br /&gt;
Perchè lo ricordiamo con tanto piacere ? &lt;br /&gt;
Perchè le sue "storie", i suoi personaggi sono dei "sempreverdi", ossia hanno una "caratterizzazione specifica" e trattano dei contenuti "universalmente validi" in una forma che, se non è poesia, ci va molto vicino .... &lt;br /&gt;
Proprio come succedeva per le canzoni di Battisti .... &lt;br /&gt;
Insomma, avevano "Qualità" !!! &lt;br /&gt;
Qualità che venne, probabilmente in modo automatico, e non volutamente ricercato, dalla sinergia di tre fattori:&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
- &lt;strong&gt;L' ITERAZIONE&lt;/strong&gt;: è lo stesso concetto-base che fa la fortuna di ogni "Serial" televisivo: sappiamo benissimo come finirà la storia, ma ogni volta la riviviamo in modo sempre diverso, e siamo curiosi di vedere volta per volta come ci verrà proposto lo stesso argomento ...  E psicologicamente vivere nell' immaginario una tensione che sappiamo già andrà a risolversi positivamente è un fattore di fortissimo appagamento, ed è il vero motivo della fortuna di ogni "finzione", sia filmica che letteraria ...   una cosa vecchia come il mondo insomma, che poggia le sue fondamenta nella nascita della tragedia greca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- &lt;strong&gt;L' INTENTO EDUCATIVO&lt;/strong&gt;, demagogico, cui era tesa tutta la prima produzione televisiva della Rai: anche le "storie" di Carosello dovevano rispondere a tali criteri, dovevano "avere una morale positiva", e possibilmente "educare". Il messaggio pubblicitario era introdotto solo alla fine, a volte attraverso veri e propri funambolismi.  Tuttavia le storielle avevano ( e qui era la bravura dei pubblicitari ) sempre una loro freschezza ed una forte individuazione nella caratterialità dei soggetti proposti, riuscendo a porre temi e valori universalmente validi senza cadere nel facile pericolo del bigottismo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- &lt;strong&gt;UNA VERA CONCORRENZA&lt;/strong&gt; condotta sulla qualità e sull' inventiva: sarà questo l' elemento predominante, il vero "caratterizzante" di Carosello, elemento resosi "necessario ed indispensabile" proprio per poter al tempo stesso "soddisfare e superare" le due condizioni ( tecnicamente molto limitanti ) poste sopra. Ecco perchè parlo di successo "involontario, non ricercato": perchè viene come necessario superamento di due premesse di per sè limitanti !!! &lt;br /&gt;
Così Carosello diventò una vera e propria palestra, una sfida continua per i creativi dell' epoca, una fucina di sempre nuove idee, personaggi, situazioni ....   E, checchè se ne dica, io lo preferisco di gran lunga alla sterile "sovraesposizione", a tutto l' assordante "vociare" degli Spot attuali: forse più "finalizzati" ( o soltanto maldestramente spregiudicati ? ), certamente strabilianti sul piano puramente tecnico, ma certamente molto, molto meno "poetici". &lt;br /&gt;
Come sempre inevitabilmente accade quando unico obiettivo è il "business", e quando, più prosaicamente, non c'è dietro nessuna anima ...   &lt;br /&gt;
( E sono cose che si avvertono, cari i miei pubblicitari, nonostante i vostri salti mortali: ecco perchè guardare i vostri attuali prodotti è come veder recitare un attore tecnicamente bravissimo, ma che non "sente" la parte ). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E poi quello, contrariamente a quanto succede oggi, era ancora un business dal volto umano, e "Carosello" ne era l' esatta trasposizione nell' inconscio collettivo ...   qualcosa a cui guardare ancora positivamente, come ad un burbero e ripetitivo zio, o ad un predicatore a cui non prestare attenzione più di tanto ...   un po' come al prete in chiesa, ecco, che poi non disdegnava di tirare con noi due calci a pallone.&lt;br /&gt;
Oggi la pubblicità invece deve travestirsi, essere camaleontica ed artefatta, cercare mille forme, mille tecniche, mille espedienti, solo per riuscire a nascondere un poco le grandi mascelle che traspaiono dietro le false spoglie della nonnina.  &lt;br /&gt;
Ma il nostro inconscio le intravvede ... "Nonna, che bocca grande che hai ..."   "Per mangiarti meglio, Cappuccetto Rosso !" ...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;em&gt;( Bruno )&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;(Leggi: "&lt;a target="_blank" href="http://anni70.cielilimpidi.com/?p=84"&gt;Carosello e il Supercapitalismo&lt;/a&gt;")   (Vai a "&lt;a href="http://www.modena-brennero.com/FotoeDintorni/ImmaginieMedia/tabid/88/Default.aspx"&gt;Spot, Immagini e Media&lt;/a&gt;")  &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Tue, 04 Nov 2008 09:21:59 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>L' USO DELLA LUCE</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;img height="375" alt="Luce e Controluce" hspace="5" width="250" align="left" border="1" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Controluce.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Come corollario a quanto affermato a proposito dei &lt;a href="http://www.modena-brennero.com/Home/AppuntidiViaggio/tabid/115/EntryID/26/Default.aspx"&gt;colori complementari&lt;/a&gt;,  possiamo debitamente affermare che anche il binomio luce - buio costituisce un "Universale / Contrario" che da sempre, e per ogni cultura, viene abbinato sia a sensazioni di positiva complementarità ( attività e riposo, veglia e sonno ) che a sensazioni di netta e negativa opposizione ( sicurezza o paura, certezza o dubbio, vita o morte ).&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
E poichè si può controllare quel che si vede ma non quel che non si vede, il buio, la tenebra, l' assenza di luce si accompagnano da sempre anche ad una sensazione di timore, così che in senso lato la luce significa sempre verità e chiarezza, mentre il buio ( o l' ombra ) può rappresentare via - via l' intimità, la riflessione e la consapevolezza come anche il dubbio, il dolore, l' angoscia, la morte; al contrario il paradiso nell' immaginario è fatto sempre di luce, come con la luce sono sempre rappresentati i santi, gli angeli, e le certezze dei presentatori televisivi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così una sapiente mescolanza di questi due elementi antitetici induce inconsciamente nell' osservatore sensazioni che possono "far gioco" al messaggio che si intende trasmettere: luce ed ombra, pur essendo opposti, finiranno sempre per convivere nella rappresentazione figurativa così come nella vita reale, e la loro mescolanza, e la prevalenza dell' uno o dell' altra come dell' alto o basso contrasto generato, daranno alla scena quel particolare sapore che ci immetterà immediatamente nell' atmosfera psicologica ricercata e voluta, ancor prima che riusciamo coscientemente a coglierne tutti i soggetti, i significati ed i particolari specifici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
................................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;IL CONTROLUCE:&lt;/strong&gt;  l' uso del controluce, per esempio, ha sempre un forte valore estetizzante e di "trasposizione verso l' alto", di trasfigurazione, di spiritualità, di "assenza di massa corporea".  E' molto usato quindi nella ritrattistica estetizzante femminile, ed usatissimo in quella di matrimonio,  classici esempi di situazioni in cui la trasfigurazione e l' idealizzazione dei concetti di femminilità e amore vengono quasi di prassi affidati all' uso del controluce. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Usare il controluce significa quindi, genericamente parlando, una volontà di "estetizzare" la scena o il personaggio, di renderlo gradevole ed importante, di trasfigurarlo ad un livello spirituale superiore togliendogli il peso stesso della massa corporea.  &lt;br /&gt;
( Osservate come anche nel più semplice notiziario televisivo il conduttore sia sempre sottolineato e "staccato dal fondo" attraverso una sottile linea di controluce ...   E come col controluce è sempre rappresentata la manifestazione della divinità, in ogni cultura ed in ogni raffigurazione pittorica ). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E così via fino ad arrivare al punto dell' estremo controluce, ossia al tipo di raffigurazione comunemente conosciuta col nome di "&lt;strong&gt;silhouette&lt;/strong&gt;", dove il soggetto viene fatto cadere completamente nell' ombra contro il fondo luminoso, e ridotto a puro contorno grafico.&lt;br /&gt;
Concettualmente ed inconsciamente cosa significa una tale raffigurazione ?&lt;br /&gt;
Che si intende cancellare completamente "l' individualità e la particolarità" di quello specifico soggetto per farlo assurgere a &lt;strong&gt;pura idea, a puro concetto astratto ed universale, &lt;/strong&gt;oltre e aldilà di ogni caratterizzazione soggettiva. ( Ed infatti ci sarà impossibile scorgere in tale raffigurazione il benchè minimo particolare che ci informi riguardo la specificità dell' elemento ritratto: un uomo, o un albero raffigurati in silhouette non sono più "quell' uomo e quell' albero specifici", ma l' Uomo e l' Albero per antonomasia ). &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Allo stesso modo, quando un controluce diventa, per errore o per scelta cosciente, di difficile interpretazione e di fastidiosa lettura perchè non bilanciato dall' illuminazione principale, si creerà in noi osservatori un "fastidio visivo" dato dalla difficoltà e dal maggior sforzo visuale richiesto per capire ed interpretare la scena, esattamente come quando cerchiamo di guardare qualcosa avendo "il sole negli occhi". Ed ecco che anche un potenziale errore può trasformarsi in un espediente tecnico adattissimo a rappresentare una situazione spiacevole o confusa, un' interpretazione difficile o ambigua, un crescente disagio, o semplicemente la volontà di mettere qualcuno o qualcosa in "cattiva luce" ai nostri occhi, come del resto ben recita l' espressione popolare, dimostrando una grande sapienza nel saper interpretare e capire benissimo concetti che sembrerebbero tanto difficili da spiegare a parole ! &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;....................................&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;img height="316" alt="Luce Rembrandt" hspace="5" width="250" align="right" border="1" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Images/Rembrandt.jpg" /&gt;IL PESO DELLE OMBRE&lt;/strong&gt;  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L' inserimento di ombre nella scena serve generalmente a dare corporeità, fisicità e peso all' immagine: non a caso un disegno infantile è piatto, senza ombre ...  come se l' ombra stessa fosse una conquista prima della mente, e poi figurativa, che va di pari passo con la coscienza e la consapevolezza di sè.  &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;L' ombra rappresenta quindi, in generale, sia valori positivi nella loro fisicità, concretezza, consapevolezza, come anche l' esasperazione di tali aspetti, per cui il "terreno" si contrappone al "divino", la consapevolezza scivola nel dubbio, nel timore, nella paura, nell' inazione, nella morte.   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Concetti e percezioni che non a caso i grandi &lt;strong&gt;pittori rinascimentali fiamminghi&lt;/strong&gt; hanno saputo rendere tanto bene nella loro iconografia che ha fatto storia, con l' uso preponderante delle ombre modellate da tagli angolatissimi di luce a descrivere il carattere vuoi di saggio potere ed auterevolezza, come di meschinità e miseria dei loro personaggi: in ogni caso era il trionfo della massa corporea, del fisico, del terreno contrapposto all' incorporeità tipica della ritrattistica medievale.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;( &lt;a target="_blank" href="http://space.graziacreative.com/Space/Gallery/Rembrandt/index.html"&gt;Apri Photogallery Rembrandt&lt;/a&gt; )&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Ombre che inducono all' intimità, alla riflessione, come anche al dubbio, o alla perplessità, o alla paura, man mano che l' ombra prende il sopravvento sulla luce.  Così se un' illuminazione "&lt;strong&gt;&lt;a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rembrandt_Harmenszoon_van_Rijn"&gt;Rembrandt&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;" ( dal nome del noto pittore fiammingo ) conferisce peso e struttura al personaggio ( è quel tipo di illuminazione che rappresenta con l' ombra circa i tre quarti della scena attraversata solo da una lama di luce fortemente angolata, ampiamente usata nel Rinascimento per ritrarre sia uomini di pensiero che uomini di potere, che l' uomo in genere in antitesi al femminile ), un eccesso di ombra, ma soprattutto un' ombra "mal collocata" ( classico esempio degli occhi completamente in ombra ) genera istintivamente in chi guarda una sensazione di perplessità o paura. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;......................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;E veniamo finalmente a &lt;strong&gt;qualche consiglio spicciolo per le nostre fotografie ...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Attenzione soprattutto a scattare ritratti in pieno sole: si generano sempre ombre nette ed antiestetiche, in particolar modo sotto il naso, il mento, e le arcate sopraciliari, che risulteranno istintivamente inquietanti anche sul più angelico dei volti !&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;L' ombra è "peso" opposto alla leggerezza ed incorporeità della luce: le ombre andranno quindi distribuite molto attentamente nella composizione, ed ogni fotografo sa benissimo di dover usare le sorgenti luminose soprattutto per creare e controllare le ombre ...   che andranno sempre collocate a sottolineare una profondità spaziale e una fisicità corporea, ma mai poste sugli elementi espressivi, soprattutto nel caso del ritratto: gli occhi in ombra, ripeto, sono assolutamente inquietanti ...   e del tutto inadatti ad un ritratto, soprattutto se femminile !&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Va da sè che nel ritratto, pur ricorrendo a luci di schiarita che ammorbidiscono le ombre, queste andranno sempre attentamente studiate nel loro andamento, soprattutto sul viso ...   non c'è schiarita infatti che possa correggere un naso ingigantito, un mento reso troppo possente, uno sguardo reso cupo da un' ombra mal collocata: il viso andrà illuminato pur in un contesto di penombra generale.&lt;br /&gt;
E la luce principale dovrà risultare piacevole già da sola; le secondarie serviranno a plasmare ulteriormente ciò che deve già essere valido.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;E' per questo sostanziale motivo che in esterni e col sole non bisogna mai ritrarre un volto in luce diretta, ma preferibilmente in controluce: le ombre risulterebbero sempre marcate ed antiestetiche anche rischiarandole con un flash ... (e poi, un viso col sole negli occhi non potrà certo essere rilassato !).&lt;br /&gt;
Nel caso di figura ambientata invece ( come nel classico ritratto con panorama ) ricorrete sempre all' ausilio forzato del flash, anche in pieno sole: l' automatismo TTL illuminerà il soggetto ( che dovrà essere a poca distanza dalla macchina, ovvio ! ) quanto basta ad ammorbidire le ombre, pur mantenendo il senso di profondità.&lt;br /&gt;
 ( In genere la potenza emessa dal flash in questi casi corrisponde a circa un diaframma e mezzo meno della luminosità generale della scena: ossia, se la scena poniamo è correttamente esposta con diaframma f11, il flash "sparerà" una potenza tra f5,6 e f8 ...   per cui, anche non disponendo di un flash in TTL, sapete come regolarvi ).   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi, chiarendo che ovviamente ogni contesto fa caso a sè ( per esempio in un reportage che documenti il lavoro dei campi il volto di un contadino in pieno sole e con ombre durissime sarebbe perfetto ! ), se l' intento è quello di fare un bel primo piano alla vostra ragazza ponetela sempre in controluce ...&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Poi, facendo ben attenzione che sulla lente frontale non cadano fastidiosi riflessi ( è proprio per questo che mettono i paraluce nella confezione assieme agli obiettivi ), riportate luminosità sul volto della di lei grazia con quello che più vi aggrada: un flash ( meglio se "ammorbidito" da un diffusore opalino ), o un pannello diffusore bianco o dorato ( e allora siete dei professionisti ! ) ...   O più semplicemente, vi sorprenderà scoprire in tali occasioni quanta luce sia in grado di riflettere una semplice maglietta bianca, rivolgendola ad hoc verso il soggetto da ritrarre. &lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;br /&gt;
.....................................&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma torneremo sulle tecniche specifiche nelle varie sezioni; &lt;strong&gt;quello che qui ci interessa comprendere a fondo è che "sempre e comunque" un' immagine parla innanzitutto alla nostra percezione più emotiva, profonda e meno cosciente ...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
... bella o brutta che sia, giusta o sbagliata che sia ...  e come il nostro inconscio sia pronto a recepire tutti questi messaggi subliminali da essa trasmessi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
( Attenzione dunque, perchè anche la più bella ed eterea modella può trasformarsi, pur mantenendo la sua bellezza "documentaria" nell' immagine, in qualcosa di assolutamente fastidioso, stonato e sgradito per la nostra percezione più profonda ... quella che, appunto, "legge" per emozioni, e non sa leggere altro ).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;em&gt;( Bruno )&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Vai a "&lt;a href="http://www.modena-brennero.com/LinkClick.aspx?link=82&amp;tabid=115"&gt;Tecniche di Ripresa&lt;/a&gt;"&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://www.modena-brennero.com/Home/AppuntidiViaggio/tabid/115/EntryID/38/Default.aspx</link>
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      <pubDate>Mon, 03 Nov 2008 20:51:42 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>QUELLE INCREDIBILI ATMOSFERE</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;img height="231" alt="Pubblicità e Spot" hspace="5" width="250" align="left" border="2" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Images/pubblicita.JPG" /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Riprendiamo il discorso interrotto sul funzionamento di uno Spot Pubblicitario&lt;/strong&gt;: ne abbiamo visto la nascita con "Carosello", e la successiva evoluzione verso una forma di veicolazione più subliminale e meno filtrabile dalla ragione cosciente del messaggio commerciale.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Abbiamo poi fatto un parallelismo con il linguaggio musicale, dove la suddivisione tra la parte melodica ( o cosciente ) e la parte armonica ( che si recepisce solo a livello inconscio ) ci aiuta a meglio comprendere tali dinamiche.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Infine abbiamo visto quali espedienti vengano generalmente usati quali "veicoli" del messaggio pubblicitario, e come facciano leva sui nostri desideri e bisogni profondi ed universali, e come siano funzionali a tale scopo l' uso della luce, del colore, e di una ambientazione rassicurante ...   Ecco, soffermiamoci un attimo su quest' ultimo aspetto.  &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;...............................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Facciamo subito un esempio pratico&lt;/strong&gt;: io abito nelle vicinanze di Parma, sede di una famigerata azienda alimentare che produce pasta e prodotti da forno, di cui tutti avrete ben presente gli spot televisivi. &lt;br /&gt;
Ebbene, vi assicuro al limone che qui non solo non ci sono scogliere in riva al mare ( siamo nel mezzo della pianura padana ! ), ma tantomeno quei colori caldi, quei tramonti, quel sole "filtrante", insomma, quell' atmosfera "Rembrandt", calda ed accogliente, e sapientemente costruita dal regista, che caratterizza sempre i marchi della ditta medesima. ( Quando va bene, qui siamo fuori dalla nebbia ). &lt;br /&gt;
Ecco il meccanismo: senza voler nulla togliere alla qualità dei marchi citati, &lt;strong&gt;sarà innanzitutto quella particolare atmosfera a "far breccia" in noi&lt;/strong&gt;, osservatori distratti dello schermo televisivo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Probabilmente non ce ne accorgiamo nemmeno ( coscientemente ), ma il nostro spirito sta già "godendo" di quell' ambientazione, tanto più se siamo stressati, tanto più se abbiamo avuto una giornata difficile. &lt;br /&gt;
E' fatta: il "troyan" è già passato: ha catturato il nostro livello di attenzione subliminale; ora sarà sempre compito di un' abile regia far si che l' attenzione appena ricevuta non svanisca, ma si "finalizzi" sul bersaglio, sul prodotto da vendere. Ricordate il parallelismo con le Dinamiche che in musica reggono il flusso Armonico? Tensione e Qiete, Dominante e Tonica; Attivazione e Rilassamento .... &lt;br /&gt;
Ebbene, &lt;strong&gt;a questo punto l' accordo di Settima di Dominante è stato suonato&lt;/strong&gt;: ora dovrà "inevitabilmente" risolversi, come un sasso lanciato per aria deve inevitabilmente tornare al suolo. &lt;br /&gt;
Uno slogan introdotto nel momento di "maggior attenzione raggiunta" indicherà al nostro desiderio inconsciamente suscitato come e dove potersi risolvere. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vediamo dunque - e qui siamo costretti a farlo in modo molto sommario - come viene condotta l' architettura dello spot: In sequenza viene dapprima introdotto l' elemento "umano", sotto la forma di un "Topos" di famigliola , ossia "modello desiderabile ai più, da imitare e conseguire". &lt;br /&gt;
Anche le persone della nostra famigliola saranno dei "Topos", degli assoluti, dei modelli astratti, ed il regista starà ben attento a non introdurre nessun elemento di caratterizzazione specifica in tali persone: non una barba, non una testa pelata, non un naso grosso, ma neanche persone eccessivamente belle, o donne particolarmente avvenenti. Perchè è l' idea di "ideale normalità" che si sta proponendo, un modello "desiderabile, ma non utopicamente impossibile" .... &lt;br /&gt;
( E caratterizzare un modello significherebbe personificarlo, farlo "scadere" dalla categoria di "assoluto" per renderlo una persona comune ... Chi di noi infatti vorrebbe identificarsi nel nostro vicino di casa ? &lt;br /&gt;
Non siamo piuttosto sempre propensi a scorgere ogni suo possibile difetto ? ) ... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E' fatta: &lt;strong&gt;tutta la "personalità", l' individualità che in qualche modo è stata tolta alle vere persone, andrà alla fine riversata sul prodotto&lt;/strong&gt;: perchè è proprio QUEL determinato marchio di biscotti, o di pasta che si vuol proporre, e non l' idea astratta di uno "spaghetto universale" !!! &lt;br /&gt;
Ossia: al committente interessa che rimanga ben in testa allo spettatore proprio il SUO marchio, non l' idea di una pasta qualsiasi ... Quindi ecco che il prodotto andrà caratterizzato e "personificato" al massimo delle possibilità: dall' uso sapiente dell' illuminazione, ai colori della confezione, all' animazione del prodotto: così abbiamo biscotti che saltano da soli nella scodella, sofficini che parlano, panni stesi che ballano, occhi grandi e sorrisi un po' dovunque ... &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Tutti espedienti per "&lt;strong&gt;umanizzare il prodotto&lt;/strong&gt;": si fa leva infatti sulla nostra potenzialità profonda di riversare affetto su qualsiasi cosa si mostri in una forma "cucciola": ecco il perchè di quegli occhi grandi, ecco il perchè di quelle movenze infantili !  &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Insomma, una volta destato un desiderio di affetto e calore familiare attraverso atmosfere calde ed una situazione familiare molto accogliente, lo si "riversa" sul prodotto da vendere, facendoci "amare" inconsciamente proprio quell' esatto marchio rappresentato&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;
Ecco che così una volta che lo incontreremo sullo scaffale del Supermercato, ci sembrerà ( alla nostra parte affettiva inconscia ) un caro parente, un amico, uno di cui "fidarsi", insomma ... &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Ora il gioco è completato; ripercorriamone le fasi, e, usando una terminologia molto più prosaica, vediamo come ci parla lo Spot: &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;1 ( Risveglio inconscio del desiderio ):&lt;/strong&gt; "Ehi tu, che sei appena tornato dal lavoro col traffico all' inverosimile, che stai sempre chiuso tra quattro mura, guarda come si sta bene qui, guarda che ambientino rilassante ... &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;2 ( Il desiderio non è poi così irraggiungibile ! ):&lt;/strong&gt; "Ma guarda qui, c'è una famigliola esattamente come la tua, una famiglia normale, guarda come sono felici, come stanno bene, come sono rilassati, ecc.... &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;3 ( Ecco come realizzarlo "immadiatamente" ! ):&lt;/strong&gt; "Traslocare in riva al mare ? Cambiare moglie ? Vivere in una casa costruita apposta da Renzo Piano ? No, il "Troyan" sarà anche troyan ma non è stupido: sa benissimo che queste cose non sono facilmente raggiungibili, non fosse altro che per la fatica e la progettualità che implicano..... &lt;br /&gt;
Quindi ci propone l' unica scarica "IMMEDIATA e POSSIBILE" del desiderio appena generato: una bella scatola di pasta.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Ed attenzione: non è che siamo tutti tanto stupidi da berci qualsiasi idiozia ci venga detta, è che il nostro inconscio assimila il messaggio "&lt;strong&gt;perchè a questo punto non può far altro&lt;/strong&gt;", perchè è stato, suo malgrado, condotto a tale conclusione, perchè è "questo" l' accordo di tonica che viene proposto come risoluzione della Dominante, ed il tutto in modo subliminale, in modo talmente ineluttabile e "privo di difese coscienti" da non lasciarci praticamente scelta ... &lt;br /&gt;
Creare una TENSIONE, riportarla a QUIETE, ed introdurre l' oggetto da pubblicizzare, come dicevamo ... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E c'è ancora da dire che la mia è stata un' analisi molto superficiale, poichè le dinamiche che entrano in gioco in quei "fatidici 30 secondi" di Spot sono molto più complesse, ed agiscono "simultaneamente", rafforzandosi, ed in modo del tutto indipendente dal nostro pensiero superiore ...  Non c'è praticamente difesa. &lt;br /&gt;
( Ed ora provate a riportare le stesse dinamiche viste sopra e relative a soli 30 secondi di Spot, ad una vita intera di simile e continuo "bombardamento" culturale ....    Gli aspetti culturalmente e socialmente nefasti di un esasperato e perverso indottrinamento mediatico sono ormai sotto gli occhi di tutti, e coinvolgono aspetti della vita ben più importanti della scelta di una marca di pasta; ma questo è un discorso che spetterebbe fare ai Sociologi ) ... &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;em&gt;( Bruno )&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 11 Oct 2008 08:52:57 GMT</pubDate>
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