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    <title>Fotografia e Reportage</title>
    <description>Il Viaggio, il Week-End all' aperto, gli Eventi e le manifestazioni di Spettacolo si accompagnano spesso al desiderio di portarsi a casa qualche bella immagine fotografica, per documentazione o per semplice ricordo.
Pur senza la pretesa di "insegnare a fotografare", pratica che richiede ben altro che la semplice lettura di qualche post, cercheremo qui di dare qualche consiglio pratico, qualche briciola di tecnica, e tante curiosità legate alla Fotografia. </description>
    <link>http://www.modena-brennero.com/Home/AppuntidiViaggio/tabid/115/BlogId/7/Default.aspx</link>
    <language>it-IT</language>
    <webMaster>admin@127.0.0.1</webMaster>
    <pubDate>Fri, 30 Jul 2010 05:33:23 GMT</pubDate>
    <lastBuildDate>Fri, 30 Jul 2010 05:33:23 GMT</lastBuildDate>
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    <item>
      <title>A PROPOSITO DI CONCORSI FOTOGRAFICI</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a target="_blank" href="http://www.fotografi.org/concorsi/default.htm"&gt;&lt;img height="182" alt="Tau Visual" hspace="5" width="250" align="left" border="1" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/tauvisual.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Caratteristiche di un Concorso Fotografico rispettoso della professione&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;( Da: &lt;/font&gt;&lt;a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.fotografi.org/"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;TAU VISUAL&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;, Associazione Nazionale Fotografi Professionisti )&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Un concorso fotografico puo' essere un modo per confrontarsi con altri in un'operazione esclusivamente culturale ma anche, e molto spesso, puo' essere un sistema utilizzato per raccogliere immagini ed idee in maniera semplice. Affinche' un concorso fotografico possa essere considerato accettabile, occorre che le sue finalita' siano trasparentemente dichiarate e gestite con corretti pesi e valori. &lt;br /&gt;
Per questo motivo, va richiesto che esista proporzione fra l'importanza dei premi conferiti e l'eventuale valore commerciale degli utilizzi che vengono posti in essere delle immagini. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In queste righe (vedi sotto) si analizzano brevemente gli elementi da considerare per valutare la "trasparenza" di un concorso, e viene indicata la procedura guidata per  verificare eventualmente se il concorso soddisfa i requisiti deontologici richiesti dall'Associazione Nazionale Fotografi Professionisti TAU Visual.&lt;br /&gt;
 &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;ELEMENTI da EVITARE&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Ovviamente, sono potenzialmente possibili decine di frodi e operazioni illegali. &lt;br /&gt;
Non intendiamo pero' soffermarci paranoicamente su tutte le eventuali illegalita' che potrebbero essere commesse da organizzatori senza scrupolo, mentre accentriamo l'attenzione su alcuni aspetti molto ricorrenti che - pur essendo spesso inattaccabili sul piano legale - producono un impatto fortemente deleterio sul mercato della fotografia nel suo complesso e, come tali, rendono indesiderabile un concorso dal punto di vista del fotografo professionista. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco i principali punti negativi:&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;a)&lt;/strong&gt;  &lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;Quando l'Organizzatore inserisce come regola del bando la concessione dei diritti di utilizzo di TUTTE le immagini inviate, per impieghi differenti dall'esposizione delle immagini all'interno della manifestazione stessa. &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;In sostanza: e' decisamente inaccettabile il bando di concorso che preveda che chi partecipa al concorso ceda all'Ente organizzatore il diritto di sfruttamento di tutte le immagini inviate, anche per finalita' differenti dall'ovvia e corretta possibilita' di mostrare le immagini partecipanti. &lt;br /&gt;
Questa situazione nasconde nella maggior parte dei casi il maldestro tentativo di recuperare molte immagini in totale cessione a un costo irrisorio, ed ha un ovvio effetto di svilimento del valore dell'immagine fotografica in se'. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;b)&lt;/strong&gt;  &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;Quando l'Organizzatore impone, come norma di partecipazione, la successiva disponibilita' gratuita per il pubblico di tutte le immagini partecipanti e/o selezionate, anche se non vincenti. &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;In questa situazione, anche se non c'e' un diretto intento di lucro dell'organizzazione, l'operazione ha comunque un impatto svilente del settore (un caso tipico, e molto frequente, e' la costituzione di archivi fotografici pubblici da parte delle Aziende di Promozione Turistica o di altri operatori pubblici del territorio). &lt;br /&gt;
Vero e' che ogni singolo autore ha il sacrosanto diritto di regalare le sue immagini, se lo desidera, a chi vuole. Ma quando ad organizzare un sistema capillare di distribuzione di immagine fotografica "svalorizzata" e' un Ente che amministra soldi pubblici per la valorizzazione delle ricchezze locali, e' contestabile l'operazione che mira a favorire alcune attivita' (strutture ricettive) a danno di altre (le attivita' fotografiche). &lt;br /&gt;
Cosa potrebbero dire i gestori di bar di una localita' turistica se l'APT organizzasse - per favorire il turismo - la distribuzione gratuita e permanente, nelle piazze, di caffe', bibite e panini? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;c)  Quando l'Organizzatore utilizza le immagini vincenti per operazioni promozionali (ad esempio: campagna pubblicitaria) il cui valore normale sarebbe sensibilmente superiore al valore equivalente dei premi messi in palio per il vincitore. &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per converso, ecco le &lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;Linee guida che rendono sostenibile e plausibile un concorso fotografico: &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;a)  La trasparenza nell'indicazione della composizione della Giuria,&lt;/strong&gt; che deve essere indicata nominativamente ed individuabile nelle sue funzioni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;b)  La garanzia che le immagini non vincitrici verranno utilizzate e rese pubbliche solo nel contesto della manifestazione in se', e non per altre iniziative, anche se gratuite. &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;Attenzione: eccezioni possono essere previste quando gli impieghi ulteriori sono quelli posti in atto da organizzazioni di utilita' sociale, a sostegno di reali iniziative umanitarie, e comunque in impieghi che non possano essere in concorrenza con le normali dinamiche di mercato. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;c)  La proporzione corretta fra valore dei premi messi in palio e la destinazione d'uso eventualmente prevista per le immagini premiate.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;d)  L'indicazione certa di date e scadenze, delle operazioni di valutazione della giuria, dell'assegnazione dei premi. &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;e)  L'indicazione certa delle modalita' di esposizione/pubblicazione delle immagini, e della durata di cio'. &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;f)  La corretta attribuzione del nome dell'autore alle immagini. &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;g)  L'indicazione chiara, fin dal bando di concorso, delle modalita' di conservazione, uso, eventuale restituzione o eventuale distruzione delle immagini partecipanti e non restituite o restituibili. &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;h)  L'indicazione chiara delle responsabilita' assunte dall'Organizzazione e di quelle che sono a personale carico dei partecipanti&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;
(ad esempio: l'Organizzazione deve impegnarsi al rispetto della legge sulla privacy, ed alla corretta gestione dei diritti delle immagini, come da bando; il partecipante deve invece manlevare l'Organizzazione dalle responsabilita' collegate a diritti di terzi - ad esempio la pubblicabilita' dei ritratti - assumendondesene direttamente la responsabilita'). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;i)  Le evenutali quote di partecipazione devono essere descritte con regolare ricevuta.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;( &lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.fotografi.org/concorsi/proc_01.htm"&gt;Testa il Concorso&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt; )&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;...................... &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://www.modena-brennero.com/Home/AppuntidiViaggio/tabid/115/EntryID/90/Default.aspx</link>
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      <pubDate>Mon, 08 Jun 2009 08:16:15 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>COME FOTOGRAFARE I FUOCHI ARTIFICIALI</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;img height="250" alt="Fuochi Artificiali" hspace="5" width="250" align="left" border="2" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/fuochi_artificio.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;E visto che siamo in tema con le festività di Capodanno, vediamo anche due consigli pratici su come cimentarsi a fotografare i fuochi d' artificio.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Non è assolutamente difficile, ma oltre alla reflex occorrono per questo tipo di foto anche un treppiede bello stabile ed un cavetto di scatto ( una volta chiamato cavetto coassiale,  costava duemila lire ed era costituito da un cavetto d' acciaio che scorrendo dentro una guida metallica trasmetteva al pulsante di scatto la pressione del nostro dito; oggi sono elettronici, ed hanno nomi e prezzi tanto fantasiosi quanto diabolici ).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;( E questa volta non ci sarà possibile ovviare premendo col dito direttamente il pulsante di scatto, perchè la posa in modalità "Bulb" sarà piuttosto lunga, e trasmetteremmo sicuramente troppe vibrazioni alla macchina con il nostro tocco, per quanto dotati di mani da chirurgo; se possedete una vecchia reflex a pellicola e cavetto manuale, potete eventualmente usare quella )&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;..................................................&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;LOCATION:&lt;/strong&gt;  Scegliete un luogo distante dalla folla e dall' abitato, sia per poter operare tranquillamente senza timore che nessuno vi urti, sia per evitare il più possibile la &lt;strong&gt;luminosità diffusa&lt;/strong&gt; ed altre fonti luminose che potrebbero introdurre riflessi parassiti nello scatto: insomma dovrete trovarvi completamente al buio, e sarà bene portarvi appresso una torcia elettrica.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Dopo aver previsualizzato dove avverrà l' apertura massima dei fuochi, scegliete l' inquadratura ed il tipo di focale idonea; buona cosa sarà introdurre nell' inquadratura anche una sottile linea d' orizzonte, in cui inserire il mare, l' architettura, o il vattelapesca del luogo dove verranno sparati i fuochi.  A questo punto posizionate il vostro treppiede e montateci la macchina.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;ESPOSIZIONE&lt;/strong&gt;   Contrariamente a quanto si pensi, non servirà a nulla aumentare la sensibilità di pellicole o sensore: andrà bene il classico valore di 100 Iso, che permetterà una bella nitidezza delle scie luminose, e ci aiuterà in caso di illuminazione diffusa non registrandola in modo vistoso: impostiamo un diaframma di f/8, il tempo invece sarà ...    quello della durata della cascata pirotecnica, parbleu !!!&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Va da sè, quindi, ( e qui si spiega il perchè della necessità del cavetto ) che &lt;strong&gt;imposteremo la macchina in posa "Bulb",&lt;/strong&gt; ossia quella che permette una durata libera di esposizione: apriremo l' otturatore con la nostra pressione e lo chiuderemo rilasciando il pulsante, senza dover preimpostare un valore preciso in quanto non possiamo prevedere la durata di ogni singolo scoppio, e possiamo avere valori anche molto diversi di tempo tra una esplosione e l' altra.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;DIAFRAMMA:&lt;/strong&gt;   Come regola generale impostare il diaframma su f/8 ( o f/11, consigliabile nel caso di scoppi ripetuti e prolungati ) ...    C' est-tout; scattate cercando di inquadrare al meglio lo scoppio e tenendo premuto sull' otturatore il tempo strettamente necessario a seguirne il singolo sviluppo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;........................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;em&gt;( Bruno )&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Vai a &lt;a target="_blank" href="http://www.modena-brennero.com/LinkClick.aspx?link=82&amp;tabid=115"&gt;Tecniche di Ripresa&lt;/a&gt;&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;</description>
      <link>http://www.modena-brennero.com/Home/AppuntidiViaggio/tabid/115/EntryID/53/Default.aspx</link>
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      <pubDate>Fri, 26 Dec 2008 09:50:27 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>INTRODUZIONE ALLA FOTOGRAFIA DI VIAGGIO E REPORTAGE (Con Photogallery) </title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a target="_blank" href="http://space.graziacreative.com/Space/Gallery/Report/index.html"&gt;&lt;img height="381" alt="Reportage di Viaggio" hspace="5" width="250" align="left" border="1" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Images/Natale01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;La Fotografia di Reportage è il regno dell' "Opportunità" ... ma l' opportunità, si sa, si fa cogliere solo da chi ad essa è già precedentemente preparato ...&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;br /&gt;
Quando in vacanza vi portate la fotocamera, ecco, state facendo del reportage di viaggio, almeno nell' intenzione ... Il problema vero è che questa specialità richiede che ci siamo prima ben appropriati delle tecniche fin qui viste a proposito delle altre categorie: che abbiamo imparato a scegliere d' istinto l' inquadratura e a comporre "automaticamente" la scena praticando il Paesaggio; che abbiamo imparato a scegliere la giusta focale e la giusta luce praticando il Ritratto; che abbiamo imparato a destreggiarci con teleobiettivi e coi tempi di scatto praticando l' Azione; che abbiamo talmente introiettato queste tecniche da saperle applicare ormai automaticamente, senza doverci pensare, e che anzi siano diventate il nostro stesso modo di guardare quanto ci sta attorno. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Perchè ora si tratterà di mescolare assieme tutto quanto precedentemente imparato, ma attenzione ...! &lt;strong&gt;Non avremo assolutamente più il tempo di stare a pensare all' inquadratura, ai tempi e ai diaframmi, ecc ...&lt;/strong&gt; Il Reportage significa saper osservare e cogliere prontamente le situazioni che, statene sicuri, si presenteranno una volta sola ... situazione persa equivale nel Reportage a foto persa ... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ed è talmente importante questo concetto che durante un reportage non sarà la macchina, ma la nostra mente a lavorare continuamente guardandosi attorno e cercando di &lt;strong&gt;prevedere quel che succederà&lt;/strong&gt;, e "come e dove" succederà il fatto saliente ... sia che ci troviamo nel mezzo di un fatto importante di cronaca, che alla festa paesana ... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E poichè non ci sarà tempo di pensare, al momento opportuno dovremo essere già pronti, aver già montato la giusta focale ed impostato le priorità esposimetriche, aver attivato il flash, se serve, nella giusta modalità di automatismo ... e soprattutto, dovremo farci trovare nella posizione migliore al momento dello scatto !!! ( A nulla servirebbe andare a raccontare al nostro pubblico che "dietro quelle teste" si svolgeva il travolgente arrivo in volata di una corsa ciclistica: faremmo solo la figura degli idioti ! ) &lt;br /&gt;
In un certo senso il soggetto dovrà "caderci" proprio dentro la fotocamera, sia che si tratti dell' arrivo di una competizione, che del volto ed espressione particolare da immortalare, che del momento culminante di un' azione, che del taglio della torta nuziale ... &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;...................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Previsualizzare e pianificare il reportage:   &lt;/strong&gt;In effetti il vero lavoro comincia a tavolino, nel momento stesso in cui andiamo a scegliere e stabilire l' argomento e soggetto del nostro reportage: è in questa fase che decideremo quale attrezzatura portare con noi e, poichè sarà essenziale muoversi in fretta e liberi da troppi impedimenti, dovremo pianificare prima di tutto di quali attrezzi avremo veramente bisogno, e quali invece lasciare tranquillamente a casa. Ovviamente tale scelta sarà strettamente subordinata alle situazioni di ripresa che prevediamo di dover affrontare, situazioni che cambiano completamente se, per esempio, ci troveremo in esterni o in interni; se dovremo affrontare riprese a soggetti lontani e in azione o al contrario ci troveremo immersi nel centro dell' avvenimento stesso; se ci troveremo ad operare in pieno giorno o in situazioni di luce scarsa; se dovremo scattare a soggetti statici o in movimento.  Ancora, dovremo prevedere tutte le fasi del nostro "racconto per immagini", in modo da non farci trovare impreparati ad esse: una competizione, per esempio, si svolge di giorno, ma spesso la fase culminante dell' arrivo avviene ormai a luce scarsa, o completamente assente ...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Portarsi addosso il minimo indispensabile&lt;/strong&gt;:   Accantoniamo anche l' idea di poterci muovere agevolmente nel contesto di un reportage con un pesante borsone a tracolla che contenga tutta la nostra attrezzatura: non farà che impedirci i movimenti, e non risulterà di nessuna utilità ...   col pericolo non trascurabile poi, di vedercelo sfilare di mano !&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Personalmente preferisco muovermi indossando un &lt;strong&gt;giubbotto multitasche&lt;/strong&gt;, dove riporre comodamente un paio di ottiche ed altri pochi ed essenziali oggetti, che varieranno secondo la situazione da affrontare, aggiungendosi ad una &lt;strong&gt;situazione base&lt;/strong&gt; composta dalla reflex, da uno zoom 80 - 200 e da un flash sempre montati.  Da portare sempre, inoltre, un &lt;strong&gt;diffusore a calottina&lt;/strong&gt; ( lo monterò sul flash, per esempio, se dovrò "sparare" su volti in situazioni ravvicinate ), un monopiede ( utilissimo in riprese d' azione, o con luce scarsa, a teatro, ai concerti, ai congressi ... insomma in un sacco di situazioni ) ed uno o due &lt;strong&gt;zoom grandangolari&lt;/strong&gt; da associare al medio tele 80 - 200, la cui scelta andrà di pari passo con la situazione da affrontare: grandangolare spinto nel caso di paesaggio e di trovarci immersi dinamicamente nell' azione; zoom normale ( tipo 28 - 70 ) nel caso di documentazione di congressi, cerimonie, foto a persone e gruppi, ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 Inoltre porto sempre con me un luminosissimo 50 f1,4 prezioso per scattare senza flash in condizioni di luce scarsa, come a vetrine, in interni, o con le luci serali in città ... ( è quello che ho usato nella foto d' apertura, per esempio ).&lt;br /&gt;
Lavorando a diaframma quasi, o completamente aperto, e scendendo fino al tempo limite di 1/30 sec a mano libera, si riescono a cogliere tantissime situazioni senza dover ricorrere al flash, a tutto vantaggio della conservazione dell' atmosfera ambiente ...   Flash che invece andrà assolutamente usato in pieno sole, soprattutto scattando alle persone ! )&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;..............................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Impostazioni di base&lt;/strong&gt;:  Prepariamo la reflex per affrontare una situazione generica di reportage, riservandoci poi di variare le impostazioni se ci troveremo a dover affrontare situazioni particolari ...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Poichè, come abbiamo visto, la rapidità d' azione, il colpo d' occhio, l' essere costantemente concentrati sulla scena e sulla composizione migliore assorbiranno tutta la nostra attenzione e decisionalità, impostiamo tranquillamente l' esposimetro sulla modalità "Program": sarà la macchina che fornirà l' esatto rapporto tempo diaframma passando velocemente da una focale tele ad un grandangolo estremo, senza mai farci rischiare di "bucare" il tempo di scatto ( una regoletta empirica suggerisce che, &lt;strong&gt;per evitare il mosso introdotto dalla macchina usata a mano libera&lt;/strong&gt; soprattutto con focali lunghe, il valore reciproco del tempo di scatto deve sempre superare quello della lunghezza focale in uso: ovvero, se sto usando una focale di 300 mm a mano libera, e voglio essere al sicuro dal mosso della macchina, dovrò usare un tempo di scatto di 1/500 sec, dove il valore reciproco di "500" supera quello di "300" della focale in uso.  Con un 28 mm, dunque, basterà un tempo di 1/30 sec, a tutto vantaggio della profondità di campo ).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Dunque se, come prevediamo, nel corso del reportage ci troveremo a dover cambiare continuamente ottica per adeguarci alle situazioni di ripresa, lasciamo che sia l' automatismo della macchina ad impostare tempi e diaframmi, ovviamente finchè una situazione particolare non ci suggerirà di "prendere il timone" ...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Teniamo infine &lt;strong&gt;un flash sempre montato sulla reflex&lt;/strong&gt;, impostato in automatismo TTL di schiarita, da usare sempre in pieno sole quando avremo delle persone davanti all' obiettivo, per i motivi di cui abbiamo già detto parlando delle ombre.  Montiamo lo zoom che pensiamo di utilizzare più spesso, e mettiamo nella tasca del giubbotto un secondo zoom che completi il range delle focali in modo adeguato; su questa impostazione di base andremo poi ad intervenire trovandoci in situazioni particolari, di cui sotto facciamo subito qualche esempio. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;..................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img height="380" alt="Slow Sinc o flash lento" hspace="5" width="250" align="right" border="1" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Slow_Flash.jpg" /&gt;Situazioni particolari:  scattare a luce ambiente&lt;/strong&gt;.   Riservandoci di trattare in un altro post le situazioni legate alla fotografia d' azione, vediamo l' altro tipico caso di situazione che ci spinge a dover "prendere il timone", a pensare bene a come comportarci, quale attrezzatura sia meglio usare, e quali impostazioni andare a settare sulla nostra reflex: è il tipico caso della fotografia a luce ambiente.  &lt;br /&gt;
Muniamoci quindi di &lt;strong&gt;un monopiede&lt;/strong&gt; ( è un treppiede con una gamba sola, parbleu !  ... ma assolutamente più comodo da portare in giro ) da usare per evitare il mosso della macchina se scenderemo molto in basso coi tempi di scatto: il monopiede, pur non offrendo l' assoluta stabilità di un treppiede classico, ci sarà di grande aiuto in queste situazioni.&lt;br /&gt;
Infine sblocchiamo i tempi lunghi sulla reflex anche con l' uso del flash ( in genere vengono bloccati per default a 1/60 sec ), in modo da poter usare la tecnica dello &lt;strong&gt;Slow Sinc, o flash sulla seconda tendina&lt;/strong&gt;. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Luce Ambiente con Soggetti statici&lt;/strong&gt;:  chissà quante vetrine tipiche natalizie vi troverete a voler fotografare in questi giorni, recandovi al classico mercatino di Natale !&lt;br /&gt;
( Bolzano, per esempio, è rinomatissima per le sue vetrine sotto i portici ...! )&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come fare ?   In genere la gente pensa bene di spararci sopra col flash ...   ed è la cosa in assoluto più errata poichè, anche ammettendo di riuscire a non provocare riflessi sul vetro, cosa peraltro molto improbabile, avrò rovinato completamente l' atmosfera stessa della vetrina, che ha già ben predisposto le giuste luci con le giuste angolazioni ...   Niente flash, dunque, ma montare un obiettivo luminoso ( almeno f 2,8 ), ed impostare la reflex a "Priorità di Diaframmi".&lt;br /&gt;
Aprire al massimo il diaframma, e ... verificare che tempo di scatto ci restituisce la macchina: se sarà buono per lo scatto ( ossia se saremo in salvo dal rischio del mosso - macchina secondo la formuletta del reciproco esposta sopra, es 1/60 con uno zoom 28-70 ) scattiamo tranquillamente, facendo attenzione a tenere ben ferma la fotocamera, poichè stiamo lavorando al limite consentito a "mano libera" ....&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Ma se il tempo suggerito dall' esposimetro sarà inferiore, dovremo sfuttare, innalzandola, la &lt;strong&gt;sensibilità Iso&lt;/strong&gt;, andando ad impostare Iso 400 o 800 ...   e dovremmo così trovarci tranquillamente in un range utile; ovviamente possiamo sempre impostare una sensibilità Iso superiore, fino a Iso 3600 ( e questa è una gran comodità del digitale, che ci svincola dalla sensibilità della pellicola in uso ...   Per chi fa uso della pellicola, la più versatile per tale tipo di riprese è quella di 800 Iso, molto versatile e con grana ancora contenuta, e che resiste bene anche al "tiraggio" di uno o due stop ).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Luce Ambiente con soggetti in movimento&lt;/strong&gt;:  Entriamo qui in un ambito più tecnico e difficile, se non specialistico.  Tipiche situazioni di questo tipo di ripresa sono quelle che sio propongono se vogliamo scattare foto ad un concerto, a teatro, dove ricorrere al flash sarebbe inopportuno per il disturbo che arreca, o del tutto inutile per la troppa distanza ...   Ma è anche il tipico caso in cui, facendo di necessità virtù, si possono ottenere le foto più belle e ricche d' atmosfera ...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Poniamo infatti di trovarci ad un concerto, dove la distanza ci permetterebbe anche di usare il flash, col quale però rovineremmo l' atmosfera e le luci predisposte sul palco ...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Ecco cosa fare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;1)  Montiamo la macchina sul nostro monopiede, che ci darà un minimo di stabilità, utile a non introdurre il mosso macchina con tempi relativamente lunghi ( da 1/focale a 1/4 sec. circa ) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2)  Montiamo il flash impostandolo ( dalla macchina ) in modalità &lt;strong&gt;TTL Rear&lt;/strong&gt; : automaticamente si sbloccherà anche l' uso dei tempi lunghi col flash, altrimenti impedito: la modalità "Rear" inoltre sta a significare che il lampo del flash partirà un attimo prima ( prego, ragionare "alla velocità della luce" ! ) che si chiuda la seconda tendina, ossia quando la mia scena sarà già stata completamente esposta dal tempo di scatto, andando ad aggiungere solo un pizzico di leggibilità in più sul soggetto, a congelarne il movimento sul finale. Immaginiamo di ritrarre così un chitarrista, che si stia dimenando mentre esegue un assolo: il suo movimento sarà riprodotto dal tempo lungo di scatto, e "congelato" sul finire da quel colpetto di flash ...   con un effetto simile a quello della figura del pellerossa sopra riportata. ( tempo di scatto 1/15 sec ).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3)  Operare facendo diversi scatti, in un range di tempi grossomodo compresi tra 1/30 ed 1/4 di secondo, in modo da avere un movimento parziale del soggetto senza il rischio di introdurre il movimento della fotocamera.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Concludendo&lt;/strong&gt; questa nostra introduzione alla fotografia di reportage: se è vero che occorre prepararsi preventivamente alle situazioni che ci troveremo a dover fronteggiare, è anche vero che in seguito ogni singolo scatto dovrà essere valutato a sè, ed affrontato singolarmente in modo da trarne sempre il massimo in termini di espressività e comunicazione.   Per fare questo occorrono l' esperienza, la visione di diversi modi di fare fotografia, e l' esercitarsi andandosi a cercare determinate situazioni, fuggendo dalle soluzioni troppo semplici e banali.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;..................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;em&gt;( Bruno )&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;( &lt;a target="_blank" href="http://space.graziacreative.com/Space/Gallery/Report/index.html"&gt;Sfoglia la Photogallery&lt;/a&gt; )        ( Vai a "&lt;a href="http://www.modena-brennero.com/LinkClick.aspx?link=82&amp;tabid=115"&gt;Tecniche di ripresa&lt;/a&gt;" )&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt; &lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Mon, 01 Dec 2008 10:49:02 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>INTRODUZIONE ALLA FOTOGRAFIA DI RITRATTO (con Photogallery)</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a target="_blank" href="http://space.graziacreative.com/Space/Gallery/Isabella/index.html"&gt;&lt;img height="357" alt="Fotografia di ritratto" hspace="5" width="250" align="left" border="2" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/34.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Se il Paesaggio è il regno del grandangolo, il Ritratto è il regno del Teleobiettivo: un medio-tele, generalmente uno zoom 80-200, è la focale ottimale per le foto di ritratto.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Non dimentichiamo un flash di schiarita, o un pannello riflettente ... e soprattutto Isabella ! Lasciamo pure la macchina impostata in automatismo d' esposizione, e cerchiamo una buona "location", che si presti anche per qualche immagine di figura ambientata ... &lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Ed ora non ci resta che buttarci !&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;La Fotografia di Ritratto&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Trovare il Soggetto adatto&lt;/strong&gt;: Ecco un tipico settore fotografico dove la buona o cattiva riuscita delle Immagini non va imputata al solo fotografo ! Ferma restando infatti la necessaria preparazione e capacità di quest' ultimo, qui entra in gioco una seconda persona importantissima, e determinante per la buona riuscita delle foto ... il Soggetto stesso del ritratto ! &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Se provate infatti ad andare in giro a scattare foto a figuranti ecc. nell' ambito di qualche evento pubblico ( una delle poche situazioni che non ci costringe a chiedere una "liberatoria" ai soggetti ritratti ) vi renderete subito conto che non è affatto semplice quanto si pensi: le persone "prese di mira"  tenderanno ad irrigidirsi, a prendere pose stereotipate, o addirittura a spiaccicarvi un bel sorriso a 36 denti proprio dentro l' obiettivo ... cose che possono forse andar bene per la classica foto-ricordo, ma che a noi proprio non interessano !!! &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Suggeriamo quindi ai figuranti di ignorarci completamente, di far finta che noi non esistiamo ... e con qualcuno ( pochi ! ) funzionerà ... &lt;br /&gt;
Lo stesso problema, anzi qui ancor più rafforzato da tutta una serie di motivazioni psicologiche, si incontra cercando di ritrarre conoscenti, familiari, ecc ... una soluzione da scartare assolutamente, e da relegare alla sola foto di famiglia, anche perchè qui il ruolo di conoscenti giocherà a nostro sfavore, impedendoci qualsiasi atteggiamento professionale ... &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;............................................&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img height="188" alt="" hspace="5" width="250" align="left" border="1" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Images/Estetica.JPG" /&gt;Dunque la maggior difficoltà per scattare buone foto di ritratto non è tanto una difficoltà tecnica, quanto il reperire il soggetto idoneo, con cui arrivare ad instaurare un discreto "feeling" che però non prevalichi nè il nostro lavoro e professionalità, nè il rapporto che si instaurerà, che deve mantenersi su un "amichevole distacco" per permetterci di ottenere il meglio, evitando di cadere nel facile trabocchetto delle situazioni stereotipate, innaturali, o addirittura grottesche ...&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Lasciate dunque perdere a cuor leggero amici, parenti, conoscenti e compagnia bella, coi quali rischieremmo solo di fare una gran fatica, di non poterci concentrare come vorremmo sul lavoro, e di portare a casa dei pessimi risultati ... Come abbiamo detto qui si è in due a determinare la buona riuscita delle foto ! &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Che fare dunque, escludendo il ricorso abbastanza improbabile ad un modello/a professionista ??? &lt;br /&gt;
Semplice: &lt;strong&gt;dobbiamo trovare una persona che, quanto noi, sia interessata alla buona riuscita delle foto !&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sarà questo il nostro modello/a ideale, perchè seguirà le nostre indicazioni senza contestarle, mettendovi il giusto impegno ... a noi invece saperci mantenere su una tipologia di richiesta e di immagini "di vita normale", senza cadere nella tentazione di volere ottenere le immagini patinate e glamour delle riviste: rischieremmo solo il grottesco, perchè anche ammesso ( e non concesso ) che noi come fotografi siamo dei fenomeni, il nostro Soggetto non è un professionista, e non saprà posare con la necessaria spigliatezza e naturalezza, potendo al massimo scimmiottare grottescamente qualcosa visto su qualche copertina ... PER FAVORE, NO ! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Manteniamoci in un ambito di " spontaneità e normalità": già ottenere Immagini fresche e spontanee sarà un grande risultato !!! Ed anche se intendete spingervi un poco nel terreno della seduzione e dell' immagine sexy, ricercate soprattutto situazioni fresche e spontanee: il rischio di cadere nel grottesco è fortissimo ! ( Ricordate che chi per professione produce immagini di questo tipo, non solo ha una grossa esperienza alle spalle, ma soprattutto è attorniato da professionisti, truccatori, tecnici per il posizionamento delle luci, tecnici per il fotoritocco, strutture e mezzi imponenti ... quindi date una bella alzata di spalle, e concentratevi semplicemente su quello che "Voi" volete ottenere e comunicare ... ) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;img height="173" alt="" hspace="5" width="250" align="right" border="1" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Giraffe.jpg" /&gt;Instaurare il giusto "Feeling":&lt;/strong&gt;  Una volta individuato il Soggetto della nostra sessione di Ritratto ( soggetto che potrà essere un' aspirante modella come un muratore o il tipico dirigente aziendale "che non deve chiedere mai" ) dovremo stabilire un incontro colloquiale, assolutamente senza attrezzatura fotografica: questo primo incontro ci servirà per capire cosa si aspetta il Soggetto dalle fotografie, individuare il messaggio principale da trasmettere con le immagini, ed eventualmente dissuadere il Soggetto da aspettative fuori luogo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;( Per esempio, sarà assolutamente fuori luogo proporre in chiave sexy una ragazza che non sia più che bella, o far fare strane acrobazie mentali ed interpretative al rigido dirigente industriale. Cerchiamo di capire innanzitutto "l' elasticità e la psicologia" di chi ci sta di fronte, e la sua disponibilità a mettersi minimamente in gioco; se vediamo che le nostre visioni sono troppo differenti, rinunciamo: faremmo solo una gran fatica, per ottenere un pessimo risultato ). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se invece vediamo che può stabilirsi il giusto feeling, perdiamo un po' di tempo a stabilire preventivamente il tipo di foto e di percorso da seguire, ascoltando il Soggetto ed esponendo le nostre proposte: il Ballerino, L' Artigiano, l' Aspirante Modella, il Business Man avranno delle aspettative completamente diverse dalle immagini, e noi dobbiamo innanzitutto capire "che lingua parlare" ( Non dimenticate mai che la fotografia altro non è che un "linguaggio per Immagini" !!! ) &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;............................................&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;img height="176" alt="" hspace="5" width="250" align="left" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/comment.jpg" /&gt;Finalizzare lo Scatto&lt;/strong&gt;:  come corollario di quanto appena detto va da sè che dopo il primo inconto dovremo pensare un po' a "finalizzare" gli scatti e la sessione fotografica ad un risultato ben preciso: inutile mettersi ai fornelli se non si ha una precisa idea di partenza di quel che i nostri clienti vogliono mangiare ! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In genere la nostra cultura indotta richiede scatti di ritratto che siano estetizzanti, scimmiottando l' esempio di modelli e modelle ... Non è il solo scopo della fotografia, nè il solo modo di realizzare bei ritratti !!! &lt;br /&gt;
Pensate anche in modo diverso ... non era uno scherzo quando più sopra ho parlato di un muratore, ma potrebbe essere anche un becchino ... sì, un seppellitore, insomma ... o un Artigiano che costruisce violini ... o la vita quotidiana del Ragionier Fantozzi ... o il "dietro le quinte" dell' Attore, o della Ballerina ... il Musicista alle prove del Concerto ... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma le occasioni per scattare ottimi ritratti possono essere molteplici, MA ... &lt;strong&gt;occorre sempre, necessariamente, che la controparte sia interessata almeno quanto voi alla buona riuscita di quelle foto&lt;/strong&gt;; solo così sarà in grado di porsi nel giusto modo davanti all' obiettivo, con semplicità e naturalezza, senza imbarazzo e senza cercare di ricalcare falsi stereotipi indotti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, occorre che l' Artigiano faccia semplicemente il suo lavoro senza atteggiarsi, che il ragioniere tenga lo stesso atteggiamento di ogni giorno, che l' Artista non si senta imbarazzato dalla nostra presenza ...&lt;br /&gt;
occorre stabilire simbiosi e rispetto di entrambe le persone, di entrambi i lavori ... Cosa molto più facile a dirsi che a farsi, mettersi in contatto "senza maschere" con la gente ... &lt;br /&gt;
e se trovate un particolare irrigidimento, resistenza e chiusura in questo senso, il mio consiglio è quello di lasciar perdere fin dall' inizio, e di cercarvi un altro Soggetto ! &lt;br /&gt;
( Per ottenere una semplice, rigida, inespressiva foto in posa può benissimo andar bene anche il Cognato ... ) &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;..........................................&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;img height="211" alt="" hspace="5" width="250" align="right" border="1" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Isa73.jpg" /&gt;La "Solita" Modella&lt;/strong&gt;:  e così, anche se eravamo partiti pieni di buone intenzioni, e con la voglia di realizzare qualcosa di diverso, molto probabilmente alla fine non ci resterà altro che ricorrere alla solita ragazza con aspirazioni di modella, che ben istruita sulle riviste di settore, ci chiederà "un Book" ... &lt;br /&gt;
E va beh ... poco male, quella se non altro sarà molto motivata !&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Stabiliamo preventivamente con Lei il tipo di rapporto che terremo, e quello che entrambi desideriamo ottenere dalle immagini; l' approccio psicologico dovrà essere "amichevole ma distaccato", per salvaguardare la giusta professionalità e rispetto di entrambi, cose indispensabili al nostro fine di ottenere buone immagini ! &lt;br /&gt;
( Per esempio possiamo stabilire di darci reciprocamente del "Tu" e chiamarci per nome, ma questo non deve essere motivo di imposizioni, nè di atteggiamenti in qualche modo invadenti. Il contatto fisico, inoltre, come l' apprezzamento pesante, andranno assolutamente banditi ). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E se la ragazza ci chiederà la realizzazione di immagini anche sexy, manteniamo un atteggiamento amichevole, suggeriamo le giuste pose indicando quelli che riteniamo essere errori o eccessi, ma senza spingerci troppo oltre con la confidenza: è una situazione delicata, ed il fatto che lei non sia una professionista la renderà probabilmente nervosa e impacciata, o al contrario, eccessiva ... Armiamoci di pazienza, e suggeriamole cosa è più consono alla sua figura. Se sarete entrambi intelligenti e motivati alla riuscita delle foto, non tarderà a stabilirsi il giusto feeling che porterà alla realizzazione di scatti validi. Buon lavoro. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;em&gt;( Bruno )&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;( &lt;a target="_blank" href="http://space.graziacreative.com/Space/Gallery/Isabella/index.html"&gt;Sfoglia la Sessione fotografica di Isabella&lt;/a&gt; )&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://www.modena-brennero.com/Home/AppuntidiViaggio/tabid/115/EntryID/45/Default.aspx</link>
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      <pubDate>Thu, 20 Nov 2008 21:19:01 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>INTRODUZIONE ALLA FOTOGRAFIA DI PAESAGGIO ( Con Photogallery )</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a target="_blank" href="http://space.graziacreative.com/Space/Gallery/Trentino/Slide.html"&gt;&lt;img height="169" alt="Diagonali e Quinte" hspace="5" width="250" align="left" border="1" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Lago.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;E passiamo dunque alla pratica ... Impostiamo la nostra reflex ( non ci interessa qui disquisire se digitale o analogica ) in "Priorità di Diaframmi" e rechiamoci sul luogo prescelto per le nostre riprese di Paesaggio. &lt;strong&gt;Perchè iniziare proprio col paesaggio, dite ? Ma per l' ottimo motivo che non si muove, parbleu ! &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infatti introiettare fino a renderle automatiche quelle regole compositive che abbiamo visto nei precedenti articoli non è cosa istintiva, e necessita comunque di un minimo di riflessione, di ricerca dell' inquadratura ... ricerca che se inizialmente richiederà tempo e riflessione, poi diventerà una seconda natura, e sapremo ricavare buone inquadrature anche in situazioni difficili per i limiti di spazio e tempo a disposizione. ( Il genere di Reportage, per esempio, richiede un ottimo allenamento preventivo per saper inquadrare e comporre quanto più in fretta possibile, in situazioni spesso scomode e che di certo non stanno ad aspettare noi ! ) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Inquadratura e Composizione &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Formarsi una "Visione Fotografica": Poi diventa talmente un' abitudine che io stesso, per esempio, non ricordo "in che modo" guardassi prima il mondo ...!!! La composizione, il bilanciamento di pesi e colori diventano una seconda natura. &lt;br /&gt;
La prima cosa con cui combattere è la tentazione di guardare nel mirino come se stessimo puntando un fucile: infatti, più che guardare "attraverso" il mirino, &lt;strong&gt;dobbiamo guardare "il" mirino, considerandolo esattamente come la tela per il pittore&lt;/strong&gt;, quel rettangolo famoso su cui comporre il paesaggio che abbiamo davanti. Inutile dire che questa ricerca comporta anche la necessità di muoversi, spostarsi, chinarsi, inginocchiarsi, per trovare i modi ( non esiste "il modo giusto", ma tanti diversi modi di proporre la stessa scena ) migliori per esprimere quello che avremo deciso di racchiudere nella nostra inquadratura.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Una volta scelto cosa includere e cosa escludere ( scelta fondamentale: "far vedere tutto" equivale a non far vedere niente !!! ) l' occhio dovrà percorrere il perimetro del mirino, per verificare che la composizione rispetti quella Regola dei Terzi di cui abbiamo precedentemente parlato. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Scomporre l' inquadratura in Terzi&lt;/strong&gt;: &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Le prime volte arrivare a pigiare sull' otturatore può richiedere anche un buon quarto d' ora di studio di pesi, quinte, linee di diagonali, punti di forza. &lt;br /&gt;
Per prima cosa rammentiamo sempre di destinare un terzo al terreno e due terzi al cielo, o viceversa, ma MAI dividere il fotogramma in due esatte metà ! &lt;br /&gt;
Altre tendenze contro cui inizialmente dovremo combattere sono la tentazione di mettere il Soggetto al centro dell' inquadratura, e quello di inquadrare in modo troppo diretto: ricordiamoci che trovare delle "&lt;strong&gt;quinte&lt;/strong&gt;" conferirà più profondità alla foto e maggior importanza al nostro soggetto.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Nella foto sopra proposta il Lago di Caldonazzo, soggetto della foto, occupa orizzontalmente il terzo inferiore; la pianta occupa il terzo di sinistra e fa contemporaneamente da quinta al soggetto; il sole si posiziona su un punto di forza, all' incrocio delle linee che idealmente suddividono i terzi destro e superiore, intersecandosi; il terreno "ci porta dentro" la foto attraverso una diagonale del fotogramma, da sinistra a destra, creando un forte senso di moto ed un inconscio impulso a "percorrere" quel tratto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco come un soggetto di per sè banale come un lago d' inverno può diventare interessante, e comunque "dinamico"; il controluce è stato scelto per dare rilievo alle foglie morte sul terreno, e per gettare nell' ombra completa la pianta sulla sinistra, facendone una pura silhouette grafica e scenica. ( L' interesse deve andare al Lago ! ). E proprio come succede in teatro, quando si scelgono diversi soggetti da inserire nell' inquadratura, bisognerà sempre far attenzione che l' Attore Protagonista non venga "impallato" da una comparsa.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
( Ed ecco perchè più cose si tendono ad inserire è più sarà difficile individuare e dare il giusto peso al soggetto della foto; dal lato opposto, se io avessi inquadrato solo il lago, avrei impoverito troppo il soggetto, togliendogli paradossalmente contesto paesaggistico e quindi importanza ). &lt;br /&gt;
Tornando al gergo teatrale, possiamo affermare che il contesto, ossia "la spalla", deve servire a rafforzare la figura del Protagonista, senza però sovrastarlo. &lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img height="335" alt="Diagonali" hspace="5" width="250" align="right" border="1" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/louis_armstrong.jpg" /&gt;Sfruttare le Diagonali&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Disporre la nostra composizione cercando di sfruttare le diagonali conferisce vivacità e dinamismo alla scena, e può essere un ottimo espediente cui ricorrere per vivacizzare e rendere nuova e diversa una tipologia di immagine altrimenti troppo statica.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Questa tecnica, la cui applicazione risulta estremamente naturale e spontanea nella fotografia di paesaggio dove si seguono diagonali suggerite dagli elementi stessi, darà risultati "piacevolmente strani e diversi" se sapremo riversarla in altri settori fotografici quali, per esempio, il ritratto, come ben dimostra questa dinamicissima inquadratura di Luois Armstrong.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Togliere il superfluo&lt;/strong&gt;: &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Generalmente sbaglia chi, volendo documentare una scena particolare, tende ad "inserire tutto" nell' inquadratura: "Far vedere tutto" infatti equivale a non mettere niente nel giusto risalto, col risultato che Soggetto e Messaggio dell' immagine saranno ambigui e confusi, e sostanzialmente non funzionali ad una comunicazione immadiata e precisa, che deve sempre essere l' obiettivo ultimo della nostra immagine.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Ma spesso vediamo nelle comuni fotografie errori ben più grossolani, quasi sempre frutto di pigrizia mentale ... ed anche fisica: abbiamo tutti presente le foto generalmente "sporche" prodotte dai dilettanti: il più grande errore che in genere viene commesso è quello di non togliere dall' inquadratura quel palo, quella gamba, quel cartello che proprio non c' azzeccano ... !&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Questo per due sostanziali motivi: Uno è dato, appunto, dall' abitudine a guardare "attraverso" il mirino e non "nel contorno" del mirino; probabilmente, al momento dello scatto, il fotografo neanche s'è accorto dell' elemento di disturbo, concentrato com' era a "mettere bene in mezzo" il Soggetto ! &lt;br /&gt;
Come abbiamo detto, l' occhio deve percorrere il contorno del mirino, e non considerarlo alla stregua di un fucile ! &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;L' altro motivo è da ricercare spesso e volentieri ... nella semplice pigrizia di non volere fare un passo in là, o chinarsi, o trovare un altro punto di ripresa che escluda dall' inquadratura gli elementi di disturbo. &lt;br /&gt;
Tanto "basta che l' osservatore non li guardi" quando guarderà la foto, vi diranno ... Seguendone la logica di queste persone, se io fossi lo chef di un ristorante dovrei servire il pollo con tutte le interiora, parbleu ...!&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;L' occhio fotografico&lt;/strong&gt;: &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Fotografare il Paesaggio costituisce dunque il miglior esercizio per formare quell' occhio fotografico, ossia quella abitudine ad inquadrare, che sarà indispensabile avere ben acquisito quando ci troveremo a dover fronteggiare situazioni come l' azione e il reportage che richiedono una grande prontezza di inquadratura e decisione. Pian piano vi accorgerete che tenderete ad assumere questo modo di vedere come un' abitudine, ed andando semplicemente per la strada tenderete a "sezionare lo spazio" secondo inquadrature che rispettino le norme viste sopra; anche perchè in questo modo non state facendo altro che "riscoprire" quello che Architetti, Designer ecc, hanno già a loro volta fatto e predisposto: l' unica differenza è che ora ne state diventando consapevoli.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;em&gt;( Bruno )&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;( &lt;a target="_blank" href="http://space.graziacreative.com/Space/Gallery/Trentino/Slide.html"&gt;Photogallery&lt;/a&gt; )     ( Vai a "&lt;a href="http://www.modena-brennero.com/LinkClick.aspx?link=82&amp;tabid=115"&gt;Tecniche di ripresa&lt;/a&gt;" )&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 15 Nov 2008 16:33:58 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>COMPOSIZIONE E REGOLA DEI TERZI ( Con Photogallery )</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a target="_blank" href="http://space.graziacreative.com/Space/Gallery/Terzi/index.html"&gt;&lt;img height="168" alt="Composizione e Regola Aurea" hspace="5" width="250" align="left" border="1" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Baita.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;In qualsiasi forma di composizione visuale è la norma per cui lo spazio “da riempire” ( tela, inquadratura, pagina, ecc. ) è idealmente suddiviso sia orizzontalmente che verticalmente in tre terzi o settori&lt;/strong&gt;; &lt;strong&gt;l’ intersezione di queste linee ideali darà dei “punti di forza” secondo cui disporre gli oggetti della composizione. &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In sostanza è quanto esprimevano i Greci nella cosiddetta “Regola Aurea”, secondo la quale il rettangolo era da considerarsi la forma perfetta. E non un rettangolo qualsiasi, ma quello in cui base ed altezza stanno tra loro nel rapporto di 3 a 2 ( che è esattamente il formato fotografico classico, ma anche quello dei fogli su cui scriviamo, della maggior parte delle cornici, dei quadri, dei tavoli, dello spazio architettonico in genere ). I templi greci costituivano l’ apoteosi di tale regola: pianta, colonnato, timpano, tutto era rigorosamente progettato tenendo conto di tale relazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Osserviamo l’ immagine qui sopra: il terreno occupa i 2/3 della composizione, il cielo e gli alberi il restante terzo. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Verticalmente il terzo di sinistra costituisce una "quinta” ( il nome, e la funzione, sono esattamente gli stessi del gergo teatrale ) per i restanti 2/3 che contengono il soggetto vero e proprio, ossia la baita di montagna, aumentando l' impressione di profondità della scena. Le panche sulla parte inferiore destra, poste su un “punto di forza”, danno un fortissimo senso di stabilità e di quiete, e costituiscono un’ ulteriore quinta al soggetto. Il fiore sulla sinistra, posto sulla diagonale della composizione, dà invece un forte senso di moto verso la Baita, accentuato dalla fuga prospettica. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Il ricorso in ripresa ad un forte grandangolo “accelera” ulteriormente questo moto verso la Baita, posta al centro della composizione, al punto di equilibrio e di convergenza di ogni moto o “tensione” dell’ immagine. Ecco: è esattamente il &lt;strong&gt;susseguirsi di tensione e quiete&lt;/strong&gt; a dare senso, dinamismo ed equilibrio a questa composizione degli elementi, proprio come in un brano musicale è il susseguirsi di accordi di settima e di tonica a dare vita e ritmo alla melodia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img height="169" alt="Terzi e Diagonali" hspace="5" width="250" align="right" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Torbole.jpg" /&gt;Stesso discorso per la foto a fianco, dove l' elemento "grafico" costituito dal balcone sulla destra fa da quinta prospettica al Lago, soggetto della foto, che occupa orizzontalmente il terzo inferiore, mentre i restanti 2/3 sono occupati dal cielo.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Anche qui la disposizione di punti di forza e diagonali dinamiche ( il lampione per esempio, posto sul punto di forza in alto a destra, cui si contrappone dinamicamente la spinta prospettica data dal lungolago posto sulla diagonale a sinistra ) generano quell' insieme di "tensione e quiete", di "stasi e moto" attraverso i quali l' immagine "vive" ed entra nella nostra percezione. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Per questo fondamentale motivo diciamo che un' immagine, comunque sia, "si muove", e non è mai statica: la nostra percezione profonda dell' immagine segue l' andamento dato da queste linee di forza; la nostra psiche si sposta all' interno di essa seguendo esattamente le direttive di "stop and go" date da tali punti di forza e dinamiche compositive. &lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;................................................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Facciamo quindi un ulteriore, decisivo passo nella comprensione più profonda del funzionamento di tali dinamiche: stiamo infatti parlando non più di semplici regole teoriche e compositive, ma di regole dell’ anima, di regole “del sentire”, che ci ritroviamo proposte in ogni disciplina compositiva: &lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Dante scriveva in ritmo ternario ( la celeberrima terzina dantesca ), Bach ha suddiviso lo spettro armonico in sovrapposizione di “Terze”, componenti primarie degli accordi musicali; Pitagora ed Euclide ne hanno fatto la base della Geometria; lo spazio architettonico “perfetto” di chiese, campanili, templi, piramidi, ecc. rispecchia sempre questa regola dei terzi.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Ebbene il discorso diventa inquietante ed interessante perché tutte queste conferme portano ad escludere una casualità: questa benedetta “Regola dei Terzi” non è solo un’ astrazione stabilita a tavolino, non è solo una regola compositiva per inquadrare meglio, ma è una conseguenza diretta del nostro stesso modo di sentire, è l’ espressione del nostro pensare e sentire più profondi, di cui non siamo coscienti ma che riproponiamo inevitabilmente in ogni nostra espressione ultra-verbale, artistica ed estetica. &lt;br /&gt;
Dalla musica alla geometria, alle arti visive, alla metrica, alla pittura, all' architettura, alla forma "canonica" della Tragedia greca, nonchè di templi, statue, colonnati, fino alla forma tipicamente "rettangolare" di ogni suppellettile che arreda lo spazio che viviamo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se si trattasse solo di casualità sarebbe cosa ben strana ! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;FORMAZIONE DEL PROCESSO VISIVO E IMPRINTING&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Konrad Lorenz&lt;/strong&gt;, e la sua ochetta "Martina" che si credeva un umano, hanno per primi avuto il merito di scoprire e spiegare l' assoluta importanza del processo di "Imprinting" nella personificazione e determinazione dell' individuo, in altri termini nella coscienza di sè e della propria identità. &lt;br /&gt;
Tutti sanno che i cuccioli delle specie superiori nascono con una vista imperfetta, se non completamente ciechi. In particolare il meccanismo visivo del bambino impiega mesi prima di essere messo a punto "meccanicamente"; il processo di "visione" vera e propria poi, ossia quello che include la parte cognitiva e mentale di "riconoscimento ed interpretazione" di quanto vede l' occhio, non si completa che verso il terzo anno di età !!!&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Si tratta di una vera e propria strategia adottata dalla Natura affinchè il cucciolo progressivamente sviluppi l' imprinting ( ossia l' identificazione di sè sulla base del modello che gli si propone ) sulle persone che gli stanno più vicine, escludendo dall' universo visivo e sensoriale qualsiasi altro stimolo.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
( Istruttiva a tale proposito la lettura de: "L' Anello di Re Salomone" di Lorenz, come anche l' esperienza pratica di quegli ornitologi che si preoccupano di far migrare cuccioli orfani di uccelli migratori: durante la fase di addestramento devono "travestirsi", affinchè i cuccioli non sviluppino un erroneo imprinting verso gli umani, cosa che sarebbe loro deleteria una volta reimmessi nel loro habitat naturale ). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma torniamo al nostro cucciolo di Uomo: le prime sensazioni rassicuranti con il suo mondo esterno sono quelle "tattili", date dal contatto con il corpo della madre e "orali" date dalla suzione del latte dal capezzolo. &lt;br /&gt;
Non a caso la vista è l' ultimo carattere sensoriale a svilupparsi: dapprima il bambino percepisce solo indistintamente, poi sempre più chiaramente, il volto che gli sta più vicino: quello della madre. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;La Natura "vuole" che gli stimoli esterni siano esclusi, e che l' attenzione del bambino sia focalizzata solo sul vicino più prossimo, per garantire un corretto imprinting. Solo dopo diverse settimane il bambino ci riconosce, ma attenzione: solo se ci avviciniamo molto a lui col volto: tutto ciò che è esterno deve ancora rimanere escluso, proprio per consentire il formarsi dell' Imprinting del bambino solo sulle figure che gli stanno vicine.  Oltre una certa distanza infatti non riceveremo più nessuna attenzione ! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutto quanto è stato detto fin qui era per introdurre una riflessione tanto semplice quanto la più importante e determinante ai fini del nostro discorso, ossia per portarci ad osservare che &lt;strong&gt;le parti "comunicative" del volto materno&lt;/strong&gt; che si avvicina al piccolo, ossia gli occhi e la bocca, &lt;strong&gt;sono esattamente disposti sulle linee del terzo superiore e del terzo inferiore di un ipotetico rettangolo in cui inscrivere il volto.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img height="341" alt="Magritte" hspace="5" width="250" align="right" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Magritte.jpg" /&gt;Quel particolarissimo "rettangolo" che verrà caricato dal bambino delle più alte valenze affettive, comunicative, di rapporto; quel particolarissimo rettangolo che rappresenta per il bimbo la sopravvivenza stessa; quel particolarissimo rettangolo sul quale si svilupperà l' Imprinting del piccolo uomo; quel particolarissimo rettangolo che, guarda caso, ci ritroviamo riproposto come "l' Assoluto" in ogni disciplina compositiva.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Quel rettangolo che, come ha perfettamente intuito Magritte in questa sua opera, riassume sia le dimensioni del volto che quelle dello stesso corpo umano, e le cui proporzioni, riassunte dal rapporto aureo "Phi", ritroviamo ovunque in natura ( Vedi: &lt;a href="http://www.modena-brennero.com/LinkClick.aspx?link=77&amp;tabid=115"&gt;L' Eterno Femminino&lt;/a&gt; )&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;br /&gt;
Ed ecco chiudersi il cerchio: La presenza interdisciplinare della Regola dei Terzi non è altro che l' assumere a "Forma Perfetta" quella che fu la forma perfetta su cui si è forgiato il nostro stesso "essere": ossia la forma del volto materno. Forma perfetta per antonomasia perchè atavicamente e profondamente associata al senso non solo di materna sicurezza, ma, come Lorenz insegna, al nostro stesso più profondo senso di "individuazione e personificazione": Noi siamo quella regola, così come quella regola è noi.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;em&gt;( Mondart, parbleu ! )&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;( &lt;a target="_blank" href="http://space.graziacreative.com/Space/Gallery/Terzi/index.html"&gt;Photogallery: La Regola dei terzi&lt;/a&gt; )   ( &lt;a href="http://www.modena-brennero.com/LinkClick.aspx?link=83&amp;tabid=115"&gt;Fotografia di Paesaggio&lt;/a&gt; )&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Fri, 14 Nov 2008 10:57:52 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>TUTTI I TIPI DI FOTOGRAFI</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img height="271" alt="Fotografia" hspace="5" width="250" align="left" border="2" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Images/Fotografo.jpg" /&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;Un metodo quasi sempre infallibile per distinguere un bravo fotografo da uno mediocre è ...   guardargli i pantaloni quando è in azione.   ( ... no, Angelo, non lì ... più sotto, sulle ginocchia ... ) &lt;br /&gt;
E se non avrà almeno un piccolo alone sul ginocchio, se avrà i pantaloni sempre immacolati, statene pur certi: non è un buon fotografo.&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;E' infatti praticamente impossibile non dico nella fotografia naturalistica più cattiva, o in un Reportage di Guerra, ma anche riprendendo una semplice cerimonia, che non ci si debba sovente chinare per cercare un' inquadratura insolita, o per ritrarre bene quel bimbo piccino ...  e chinandosi a volte è proprio inevitabile che un ginocchio finisca per poggiare a terra, anche perchè diversamente difficilmente avremmo la necessaria stabilità ad armeggiare con la nostra attrezzatura ...   E statene certi, un fotografo che sta sempre bello ritto in piedi, non solo farà pessimi ritratti ai vostri bimbi, ma non cercherà un' inquadratura particolare neanche ad ammazzarlo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Vediamo dunque, partendo da questa banale ma veritiera affermazione, ed in modo un po' anedottico, diverse tipologie di fotografi al lavoro !&lt;br /&gt;
( PS: Mi riservo di aggiornare il Post quando me ne verranno in mente altre !!! )   &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;strong&gt;IL PARVENU: &lt;/strong&gt;  Brilla di luce riflessa ( spesso il "riflettore" è un' amicizia altolocata e ben posizionata in qualche Pubblico Ufficio ). State pur certi che arriverà in ritardo, sudando ed imprecando sempre contro qualcuno. Generalmente è ben in carne, si muove poco e con difficoltà, tiene una borsa enorme a tracolla con il resto dell' attrezzatura, ma non se ne servirà quasi mai ...   non è avvezzo a troppa fatica, e fotograferà sempre con la stessa focale. Scatterà poco, adducendo la scusa che "è la qualità quella che conta" ...&lt;br /&gt;
Amico di tutti, si perderà in saluti e chiacchiere a destra e a manca durante una cerimonia ...   salvo poi costringere gli Sposi a qualche frettoloso scatto in posa, creando situazioni improbabili, se non proprio grottesche ...   Non importa: la sua fama riflessa ed immeritata gli consente questo ed altro, e state pur certi che non perderà mai un solo cliente ...&lt;br /&gt;
La fotocamera per lui è l' equivalente di un fondo di investimento bancario. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;strong&gt;IL FOTTOGRAFO&lt;/strong&gt;:   Sedicente Fotografo di Vip e Modelle, si mostra molto più interessato alla caducità della carne che non a donare immortalità iconografica ai suoi personaggi. Abbronzato, fisico asciutto e prestante, della fotocamera sa solo che ci si deve mettere dentro la pellicola prima di iniziare a scattare ...   ma ora per fortuna non più !!!&lt;br /&gt;
Il fare appiccicoso e l' occhio da pesce lesso la dicono lunga su cosa stia realmente pensando mentre inquadra nel mirino la ragazzotta di turno. Ciononostante gode di un notevole successo sociale e professionale, ma si sa ...   ognuno ha i profeti che si merita.&lt;br /&gt;
Non stupitevi se lo vedete sempre col Teleobiettivo montato anche in un ambiente chiuso e super affollato: la fotocamera per lui è l' equivalente del pene in erezione.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;strong&gt;IL REPORTER DELLA GAZZETTA:   &lt;/strong&gt;Ah, fosse per lui se la prenderebbe ben con calma ...    E' che lo costringono, ad essere sempre di corsa, sudato e trafelato, le sciocche redattrici che lo contattano telefonicamente, e che non hanno ancora capito che il teletrasporto era una finzione filmica utilizzata con successo in una fortunata serie di telefilm ...   Deve forzatamente prestare molta più attenzione al cellulare che non all' attrezzatura fotografica e alla scena ...   Tantopiù che non fa nessuna differenza il fatto di produrre buone o pessime foto; l' importante è che abbia il dono dell' ubiquità. Così a volte si confonde un po', e scatta col telefonino, e telefona col teleobiettivo ...&lt;br /&gt;
La fotocamera per lui è l' equivalente della macchina per timbrare il cartellino. ( Pardon: "Obliterare" ... ! )&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;strong&gt;IL FOTOGRAFO PUBBLICISTA:  &lt;/strong&gt;E' la Sagra del Paese, ed il comune o qualche altro sedicente ente culturale vi sbatte sotto il naso l' ennesima, annuale pubblicazione fotografica che parla "a Voi", ormai a nausea, della bellissima zona in cui ( sempre Voi ) vivete ...   ( Una volta tanto lo vadano a spiegare anche agli immigrati, no, che ignorano ingrati tra quante e quali magnificenze paesaggistiche vivano immersi, vero nutrimento per lo spirito, quando scarseggerà quello per il corpo ... !?! ) ...    &lt;br /&gt;
Oh, magari che stavolta si tratti di qualcosa di diverso ? Che si tratti di qualche nuovo Autore ?? Che si tratti magari di un bel Calendario con tanta, tanta gnocca locale ??? ...   La commessa, la parrucchiera ( e cominciano a partire i pronostici ... ) ... &lt;br /&gt;
Tranquilli, e riponete ogni speranza anime prave ...    Si tratta ancora, inesorabile e inevitabile come la morte, del Solito Fotografo Pubblicista che i vostri amministratori hanno individuato quale carismatico portatore dell' unico vangelo iconografico cui fare professione di fede ...&lt;br /&gt;
Si tratta ancora del noto Supereroe:  Il Testimone di Cinelux ...&lt;br /&gt;
Partecipa a Presentazioni e Congressi, ma parla sempre per interposta persona ...   Durante il buffet si ingozza di tartine e salatini, in modo da non dover mai correre il rischio di trovarsi a parlare con qualcuno che non sia più che conosciuto, o figuriamoci, dover fornire risposte a qualche giornalista locale ...   Infatti la sua cultura è inversamente proporzionale sia alla sua tracotanza che alla lussuosa rilegatura con cui vengono presentati i suoi più che modesti scatti ...&lt;br /&gt;
La Fotocamera è per lui simulacro di una pagana religiosità, a metà strada tra una particola e un attestato in carta da bollo.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;strong&gt;IL PIU' CARO DI TUTTI:  &lt;/strong&gt;Ah, per essere professionale è professionale, di una professionalità quasi maniacale e fanatica, verrebbe da dire ...&lt;br /&gt;
Veste sempre in impeccabile completo blu, anche sotto il sole ferragostano più rovente; si atteggia cercando di esprimere concetti elementari con tortuosi giri di parole altisonanti: il risultato è spesso buffo e maldestro, e la percentuale di anacoluti e congiuntivi sbagliati vertiginosamente alta ...&lt;br /&gt;
Ha un amore sviscerato e malato per la sua attrezzatura, che dota sempre di lunghissime focali che usa a mo' di fucile acquattandosi dietro qualche nascondiglio a fianco della statale puntando l' ignara preda che sopraggiunge ...&lt;br /&gt;
Sulla foto che le è stata recapitata a casa la preda potrà ancora notare con un certo stupore il sorriso idiota che aveva in quel momento, al volante della sua auto, pensando a chissà quali promesse potesse condurre quella statale ...   Ora non ha più voglia di ridere: quel pessimo ritratto, e quella ancor più brutta stampina 7x10,  gli sono costati la bellezza di 700 Euro.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;( Vai alla Sezione "&lt;/font&gt;&lt;a href="http://www.modena-brennero.com/LinkClick.aspx?link=65&amp;tabid=115"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;Foto e Dintorni&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;" )  &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;em&gt;( Mon d' Art, Parbleu ! )&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;font size="2"&gt;     &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://www.modena-brennero.com/Home/AppuntidiViaggio/tabid/115/EntryID/6/Default.aspx</link>
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      <pubDate>Wed, 12 Nov 2008 07:17:08 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>IL PERCHE' DEGLI OCCHI ROSSI IN FOTOGRAFIA, E COME EVITARLI</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;img height="190" alt="Fotografia e Occhi Rossi" hspace="5" width="250" align="left" border="1" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Images/occhi_rossi4.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Ecco come trasformare una bella ragazza in una specie di "Visitor", col rischio che ci tolga per sempre il saluto !&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
( PS Riservato Personale: Mondart, Parbleu, ma che razza di post mi hai scritto l' &lt;a target="_blank" href="http://www.modena-brennero.com/Home/AppuntidiViaggio/tabid/115/EntryID/35/Default.aspx"&gt;ultima volta&lt;/a&gt; ...  Alla tua età ...!!! )&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;...................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Va beh, vediamo quindi di parlare ( questa volta davvero ) del perchè in fotografia si verifica lo strano fenomeno degli "occhi rossi" e su come riuscere ad evitarlo già in ripresa ( parleremo in un altro post della eventuale correzione tramite software di fotoritocco ) ...&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Pur essendo diversi i parametri in gioco ( luminosità generale dell' ambiente, diametro della pupilla del soggetto in quel momento, la focale usata ) &lt;strong&gt;il problema degli occhi rossi in fotografia è da ricondurre sostanzialmente alla "coassialità" tra il flash e l' obiettivo:&lt;/strong&gt; in pratica, quanto più si riduce l' angolo tra l' asse pupilla - obiettivo e l' asse pupilla - flash, tanto più probabile sarà il verificarsi del fenomeno; quanto più tale angolo aumenta ( per esempio con il ricorso ad un flash "a staffa", o comunque distanziato dall' obiettivo ) tanto più ne saremo al sicuro. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco perchè il fenomeno si verifica soprattutto con le compatte, che hanno il flash vicinissimo all' obiettivo, cosa che praticamente annulla l' angolo tra le due direttrici: &lt;strong&gt;in questo modo andremo a fare una sorta di scansione fotografica del fondo dell' occhio&lt;/strong&gt;, ed il colore rosso che appare altro non è dovuto che alla fitta rete dei capillari che irrorano la retina: per la coassialità tra flash ed obiettivo &lt;strong&gt;il fondo dell' occhio illuminato entra direttamente a far parte della foto. &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Per cercare di ovviare a tale problema nelle compatte viene spesso inserita una funzione di "riduzione degli occhi rossi", che consiste in una serie di &lt;strong&gt;pre-lampi&lt;/strong&gt; emessi dal flash prima dello scatto, con la sostanziale funzione di far restringere la pupilla di chi ci sta di fronte ... se va bene, otterremo appunto una "riduzione" del problema, non una sua completa e sicura eliminazione; per contro il tempo intercorrente tra il momento dello scatto e quello dell' effettiva ripresa della foto non ci offre nessuna garanzia su ciò che andremo effettivamente ad ottenere ! &lt;br /&gt;
E se a ciò aggiungiamo il fatto che i pre-lampi probabilmente creano fastidio al soggetto, facendogli mutare l' espressione, ci rendiamo conto dell' estrema pochezza di simile espediente, da usare appunto in situazioni limite, quando non sia possibile fare diversamente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora, se pensiamo a come e perchè si genera il fenomeno degli occhi rossi, troveremo facilmente anche il modo di ovviarvi: e fermo restando il fatto che &lt;strong&gt;allontanando il flash dalla linea dell' obiettivo risolveremmo ogni nostro problema al riguardo&lt;/strong&gt;, vediamo come comportarci quando ciò non sia possibile, per esempio in un contesto di reportage veloce ( quale quello probabilmente verificatosi nella foto di testa ): anche i normali flash a slitta montati sulle reflex infatti ( i cosiddetti flash "cobra" ) non sempre ci mettono in salvo dal verificarsi del fenomeno, soprattutto riprendendo in interni poco luminoso, e sicuramente se useremo un medio tele, in quanto l' angolo si restringe drasticamente ! &lt;br /&gt;
( Ed ecco perchè dovendo riprendere gli oratori ad un congresso, o una cerimonia in chiesa, è sempre preferibile il ricorso al flash "a staffa", montato di fianco e alto sopra la macchina ) ... &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;..............................................&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma facciamo l' ipotesi di trovarci in un contesto di &lt;strong&gt;reportage veloce&lt;/strong&gt;, appunto, dotati solo della nostra reflex e di un classico flash cobra montato sulla slitta coassiale. &lt;br /&gt;
Non potendo allontanare il flash, dovremo agire sugli altri parametri che abbiamo visto: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Diametro della pupilla&lt;/strong&gt;: invece di ricorrere ai pre-lampi, potremmo chiedere al nostro soggetto di fissare per alcuni secondi una sorgente luminosa ( lampadina o altro ) presente nell' ambiente; ciò restringerà la pupilla e conseguentemente la possibilità di incorrere nel fatidico angolo ... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Lunghezza della focale&lt;/strong&gt;: Il teleobiettivo "chiude" già di per sè l' angolo di ripresa; scattare con il tele e il flash coassiale in un ambiente ci dà la sicurezza matematica di ottenere gli occhi rossi. Se non disponiamo di un flash a staffa, limitiamoci a riprese con uno zoom normale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Luminosità dell' ambiente&lt;/strong&gt;: va da sè che le pupille di chi avremo di fronte saranno tanto più aperte quanto minore sarà la luminosità dell' ambiente: aprire le finestre ed accendere le luci, ossia aumentare la luminosità dell' ambiente ove possibile, restringerà la pupilla, e ci eviterà gli occhi rossi ... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
e via via verso &lt;strong&gt;soluzioni più professionali&lt;/strong&gt;, che vanno dal rinunciare completamente al flash, al montare sul flash stesso un diffusore (quella calottina bianca che generalmente viene inclusa nella confezione): soluzioni che, oltre che evitarci gli occhi rossi, miglioreranno sostanzialmente la qualità della nostra foto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Usare un diffusore&lt;/strong&gt;: questa è senza dubbio la tecnica da preferire, ed applicabile in qualsiasi contesto anche di reportage veloce: il diffusore opalino messo davanti al flash allarga e ammorbidisce il fascio illuminante, evitando non solo il fatidico angolo, ma anche quegli inestetici segni sul mento, sul naso e sull' arcata sopraciliare della ragazza della foto, segni che sempre si accompagnano ad un uso "grezzo" del flash. &lt;br /&gt;
Attenzione però: l' uso del diffusore comporta una drastica riduzione del raggio di azione in profondità del nostro flash: dimenticate quindi di poterlo usare col teleobiettivo, a molti metri di distanza dal soggetto ( situazione tipica è la conferenza, dove o si riesce a scattare in luce ambiente, o si deve montare un flash a staffa ). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Rinunciare al flash&lt;/strong&gt;: siamo così sicuri che in un determinato contesto il flash sia poi davvero necessario ? &lt;br /&gt;
Siamo così sicuri che non otterremmo foto migliori rinunciando al flash ? Avete mai visto come sono fatte le foto a teatro, ai concerti, ed in tutte quelle situazioni dove l' uso del flash non sarebbe tollerato ( uso che, tra l' altro, rovinerebbe completamente in foto l' atmosfera tipica del particolare contesto ... ) &lt;br /&gt;
Ovvio, rinunciare al flash comporta una serie di misure alternative da adottare, che vanno dall' impostare la sensibilità del sensore al livello più alto (compatibilmente con le esigenze di nitidezza e rumore), all' uso di un cavalletto o, nel caso di reportage, di un monopiede ... &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;.........................................&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Facciamo l' esempio classico di dover &lt;strong&gt;riprendere un concerto&lt;/strong&gt;, o una rappresentazione teatrale.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Anche se accreditati, probabilmente sarete sempre troppo distanti dal palco per poter ricorrere al flash, senza contare il fatto che la luce del flash, che può andar bene di giorno, rovinerebbe invece completamente l' atmosfera di un concerto serale, o comunque al chiuso, o di una rappresentazione teatrale ... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco dunque come agire: &lt;br /&gt;
- Montare sulla reflex uno zoom tele, preferibilmente molto luminoso ( in genere un 80 / 200 f.2,8 è "il classico" in questi casi ) &lt;br /&gt;
- Impostare una sensibilità elevata ( 1600 / 3200 iso ) &lt;br /&gt;
- Impostare l' esposimetro per la lettura in "media centrale" ( le luci nei concerti variano, e creano sempre forti contrasti tra soggetti illuminati e zone d' ombra: una lettura a matrice, anche sofisticatissima, sovraesporrà inevitabilmente le zone illuminate tentando di rischiarare le zone buie che entrano nella ripresa ! ) &lt;br /&gt;
- Lavorare a priorità di diaframmi impostando la massima apertura; contestalmente sbloccare i tempi lenti, in modo che la macchina possa scendere anche sotto il canonico 1/30 di secondo ... &lt;br /&gt;
- Munitevi di un monopiede ( un treppiede con una gamba sola, parbleu ! ) su cui montare la macchina: aiuterà ad evitare il mosso della macchina anche con i tempi lenti coi quali inevitabilmente dovremo lavorare. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora, i &lt;strong&gt;tempi di scatto lunghi&lt;/strong&gt; coi quali vi troverete a lavorare ( ipotizzo da 1/60 in giù ) probabilmente non fermeranno tutti i movimenti dei soggetti in scena ... Meglio così !!! Avremo quel tanto di mosso che serve a rendere l' azione e l' atmosfera generale. Importantissimo sarà non inserire invece il mosso della macchina, ed è questo il motivo per cui useremo il monopiede. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img height="380" alt="Tecnica dello slow-sinc, o flash sui tempi lenti" hspace="5" width="250" align="right" border="1" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Slow_Flash.jpg" /&gt;E se poi volete strafare .... &lt;br /&gt;
Accertatevi di essere comunque a portata di flash ( l' aumentata sensibilità di ripresa ne allunga di molto la gettata utile ) e che comunque il flash non sia elemento di disturbo nel contesto generale ( non pensate mai di usarlo a teatro, o in un concerto di musica classica, o a certe conferenze importanti ! ) ... &lt;br /&gt;
Impostatelo in &lt;strong&gt;modalità TTL "Rear",&lt;/strong&gt; ossia in modo che entri sulla &lt;strong&gt;seconda tendina&lt;/strong&gt; dell' otturatore, a ripresa ormai ultimata ( in fotografia i tempi sono appunto quelli ... della luce: rallentiamoli idealmente per afferrare bene concetti come questo ! ) ...&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Il Flash così andrà automaticamente ad aggiungere solo quel "pizzico" di illuminazione utile non a "rischiarare" la scena ( che è già stata correttamente esposta tramite l' utilizzo di tempi lunghi ), ma a "&lt;strong&gt;bloccare il movimento del soggetto&lt;/strong&gt; sul finire dello scatto": la mescolanza del mosso e del "congelamento finale" dato dal flash darà un interessantissimo effetto, analogo a quello qui rappresentato nella foto della Danza Indiana. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A tale proposito potremmo provare a scendere volutamente sempre di più coi tempi ( diminuendo la sensibilità o chiudendo il diaframma ) e scattare con tempi che si aggirino su 1/8, 1/4 di secondo, per avere un effetto sempre meno definito, fino a scene dal carattere puramente impresssionista. &lt;br /&gt;
Ma qui entriamo nel campo specifico della fotografia a luce ambiente, che tratteremo un' altra volta.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;em&gt;( Bruno )&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Vai alla Sezione: "&lt;a href="http://www.modena-brennero.com/LinkClick.aspx?link=65&amp;tabid=115"&gt;Foto e Dintorni&lt;/a&gt;" &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sun, 02 Nov 2008 10:06:35 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>COME SCOPRIRE UN FOTOMONTAGGIO</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;img height="331" alt="Disposizione delle Luci" hspace="5" width="250" align="left" border="1" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Fotografa.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;... Quello a sinistra, per esempio, non è un Fotomontaggio ... &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Contrariamente al pensiero comune secondo il quale "con i mezzi oggi a disposizione si può far di tutto", realizzare un Fotomontaggio che regga ad una seria osservazione ed all' analisi di un occhio esperto è impresa molto ardua, se non addirittura impossibile ... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli stessi professionisti dell' Immagine usano volentieri il ricorso ai vari software di fotoritocco sia per migliorare uno scatto già sostanzialmente "corretto", sia per creare immagini di pura fantasia che non hanno alcun nesso con la mera rappresentazione della realtà ... Ma torceranno sempre il naso di fronte ad una richiesta di un montaggio che risulti "realistico", sia per le eventuali implicanze deontologiche, sia perchè è in assoluto la cosa più difficile da realizzare, ed anche lavorandoci scrupolosamente ( il che richiede comunque molto tempo di applicazione ) il "tarocco" così creato sarà facilmente riconoscibile ad un occhio esperto ... Vediamo di capire perchè, partendo dalle osservazioni più semplici, fino a quelle più "specialistiche" ... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) &lt;strong&gt;LUNGHEZZA E ANGOLATURA DELLE OMBRE&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco il primo, vero, grosso ostacolo cui ci troviamo di fronte volendo inserire nello stesso fotogramma due soggetti ripresi in situazioni differenti ... e per "soggetti" intendo innanzitutto il contesto, il paesaggio, l' ambientazione dove si andrà ad inserire il "secondo soggetto", figura, persona, o cosa che sia ... &lt;br /&gt;
Il primo vero ostacolo è dato dall' "ANDAMENTO DELLE OMBRE" ! &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;E' infatti praticamente impossibile che i due soggetti siano stati ripresi alla stessa latitudine, alla stessa ora e con lo stesso orientamento rispetto al sole .... ( sennò non ci sarebbe bisogno del montaggio, perchè la persona si sarebbe "realmente" trovata in quel luogo, a quella tal ora ...! ) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;In una ripresa effettuata all' aperto, per esempio, luci e ombre lasciano una testimonianza praticamente "scientifica" e "geografica" dell' ora e latitudine rispetto al sole in cui è stata scattata la foto&lt;/strong&gt; ... A Mezzogiorno circa, per esempio, se sotto il naso compare una caratteristica ombra "a farfalla" ... e lo stesso naso sarà una fonte infinita di informazioni circa l' orientamento del sole, così come le ombre sotto il mento, o sotto le arcate sopracigliari ... Ma i fotografi più "esteti" scattano in controluce, direte ... &lt;br /&gt;
Vero, quindi in questo caso sarà utile confrontare la direzione delle ombre sul terreno, e delle luci dietro le spalle dei soggetti ... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco, guardate l' immagine di apertura ( Eh, che ho scelto bene ? ) .... &lt;br /&gt;
Anche se si tratta di un' immagine realizzata in uno studio, vediamo di capire come siano state disposte le luci, proprio basandoci sulle ombre ... perchè questo ci servirà a capire che anche in un luogo aperto vigono le stesse regole, e non è che una sala di posa più ampia.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Innanzitutto possiamo dire di trovarci di fronte ad un semi-controluce, un' illuminazione "di taglio": &lt;strong&gt;la luce "più forte" infatti è posta dietro il soggetto, sulla destra, con un' angolazione di circa 45 gradi&lt;/strong&gt; rispetto al soggetto della ripresa .... ci siamo, fin qui ? &lt;br /&gt;
Poi notiamo però che ogni "gamba", sia della ragazza che del treppiede, produce anche &lt;strong&gt;una seconda ombra&lt;/strong&gt;, meno marcata, in direzione quasi opposta alla prima ... &lt;br /&gt;
Ecco, questa seconda ombra è prodotta dalla "&lt;strong&gt;luce di riempimento&lt;/strong&gt;", o "&lt;strong&gt;principale&lt;/strong&gt;", perchè sarà quella che dovrà bilanciare il controluce rendendo intelligibile il tutto. ( Se mancasse questo "riempimento" il corpo della ragazza ed il treppiede sarebbero quasi completamente in ombra profonda ... ) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due Luci quindi, per la realizzazione di questa ripresa in studio: &lt;br /&gt;
Luce A, principale, alla sinistra del fotografo e posizionata a circa 45 gradi davanti al Soggetto &lt;br /&gt;
Luce B, controluce, alla destra del fotografo e posizionata a circa 45 gradi dietro il Soggetto ... &lt;br /&gt;
( Poi ci sono ulteriori luci che vanno a rischiarare il "fondo", ma adesso a noi non interessano... ) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci interessa invece l' analogia di questo tipo di utilizzo di due luci con l' uso della luce in esterno ... Un fotografo infatti, in un ritratto in esterno, tenderà sempre ad usare il Sole come controluce, ed una luce supplementare ( Flash o pannello riflettente ) come luce principale .... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
( Capite ora perchè i Reporter che fotografano "la gente" usano quasi sempre il flash anche in piena luce ? No, non è perchè abbiano paura che "la foto venga scura", ma perchè così facendo, in qualunque posizione si trovi il soggetto rispetto al sole, possono comodamente "riempire" le ombre che altrimenti risulterebbero troppo secche ed antiestetiche, soprattutto sul volto, con un colpetto di flash ... che &lt;strong&gt;sarà tarato in modo da dare una "potenza di luce" appena inferiore a quella ambiente&lt;/strong&gt;, in modo da garantire un' ottima leggibilità della persona pur senza alterare il naturale rapporto delle luci ). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutto questo discorso per portarvi ad una semplice considerazione finale: &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;In presenza di una doppia illuminazione sul soggetto "in esterni" sappiamo ora che la più forte è data dal Sole, la più tenue dal flash del fotografo&lt;/strong&gt; .... ed abbiamo quindi una "triangolazione" perfettamente geometrica della posizione dei tre soggetti: Soggetto, Sole e Fotografo .... &lt;br /&gt;
Ed è praticamente impossibile che un' altra persona, in un' altra situazione, in un' altra ora e stagione dell' anno si trovi nelle stesse identiche angolazioni rispetto al sole, al fotografo, al suo stesso orientamento verso le due luci usate !!!! &lt;br /&gt;
L' Andamento delle luci e delle ombre, quindi, nella stragrande maggioranza dei casi è sufficiente a dimostrare l' imbroglio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;E SE FOSSIMO IN UN LUOGO CHIUSO&lt;/strong&gt;, E LA RIPRESA FATTA COL SOLO FLASH DELLA MACCHINA ? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
( Ossia nel tipico caso delle foto ricordo di feste e compleanni ... ) &lt;br /&gt;
Beh, anche qui le cose non sono così semplici ... &lt;br /&gt;
1 ) Perchè in questo caso si proietta sempre un' ombra contro la parete retrostante, data proprio dal nostro flash &lt;br /&gt;
2 ) Il flash "a slitta", ossia montato proprio sopra la macchina, genera un punto luminoso esattamente al centro dell' occhio della persona che ci guarda ( generando a volte il fastidioso fenomeno degli occhi rossi, di cui parleremo un' altra volta ... adesso ci interessa capire il concetto dell' "angolazione" delle luci ). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche in questo caso dunque posso sempre tracciare una triangolazione tra fotografo, punto luce nella pupilla del Soggetto e direzione dell' ombra sul muro .... che mi diranno sia la posizione del soggetto rispetto al punto di ripresa, che la sua approssimativa distanza dal muro .... Ed anche in questo caso è estremamente difficile che tali valori corrispondano, in caso di riprese non contestuali !!! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
( E sarebbe troppo facile cancellare semplicemente in fotoritocco l' ombra sul muro ... A meno che non sia stata fatta con un set di illuminazione professionale, ma non rientriamo allora nella casistica delle "normali" fotografie, un corpo "deve", se illuminato, produrre un' ombra ! ) ... Come dire che proprio il tentativo di rimediare svela maldestramente il ricorso ad un mezzo di ritocco, quando il primo assunto è proprio che "il trucco non si deve vedere" !!! &lt;br /&gt;
E l' andamento delle ombre è cosa assai difficile da correggere col fotoritocco, anche perchè un semplice viso ( fatto di promontori e di vallate ) ne genera tantissime, molto difficili da correggere anche col ricorso a Photoshop .... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci sono poi altri indizi più strettamente legati all' uso del software che ci dicono se un soggetto è stato "riportato" in un contesto estraneo, che principalmente possiamo riassumere in: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) &lt;strong&gt;Le "Tracce" lasciate dallo strumento di "scorporo"&lt;/strong&gt;, in genere pixel bianchi o neri soprattutto in corrispondenza dei punti più difficili come mani e capelli ... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2) &lt;strong&gt;la "temperatura colore":&lt;/strong&gt; difficilmente la luce sarà stata "qualitativamente uguale" nelle due diverse riprese ... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3) Se è stato usato un flash dovremo trovarne la stessa &lt;strong&gt;identica angolazione&lt;/strong&gt; negli occhi di tutti i soggetti che rientrano nell' inquadratura ....   ma ne parleremo ancora.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;em&gt;( Mondart, Parbeu ! )&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://www.modena-brennero.com/Home/AppuntidiViaggio/tabid/115/EntryID/32/Default.aspx</link>
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      <pubDate>Wed, 15 Oct 2008 13:38:29 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>LUCE E COLORE: I VEICOLI DELL' EMOZIONE</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;img height="370" alt="Colori Complementari" hspace="5" width="250" align="left" border="2" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Passo Rolle.jpg" /&gt; &lt;br /&gt;
&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Il primo strumento necessario a fare buone foto altro non è che ... il nostro cervello, e l' allenamento a "saper vedere", che va di pari passo col "saper togliere" dall' inquadratura tutto quanto non è necessario al particolare messaggio che vogliamo trasmettere con quell' immagine.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondariamente, ricordiamoci che fotografare è più simile a scrivere una poesia piuttosto che una prosa ... il che significa che dovremo saper attrarre lo spettatore attraverso l' &lt;strong&gt;emotività&lt;/strong&gt;, più che attraverso l' argomentazione logica ! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ed i nostri strumenti principe attraverso i quali veicolare l' emozione saranno, dopo la scelta compositiva, la &lt;strong&gt;Luce e il Colore&lt;/strong&gt;. Padroneggiarli significa innanzitutto capirne i profondi significati psicodinamici, ossia "cosa provoca in chi guarda" una illuminazione piuttosto di un' altra, o la scelta di una colorazione calda o fredda, o di un colore dominante, o di colori complementari ... &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;.............................................&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;SIGNIFICATI PSICOLOGICI DEL COLORE&lt;/strong&gt;:  Il colore ha un suo linguaggio ben preciso: può essere caldo ( e trasmetterci una sensazione di benessere e sicurezza ) o freddo ( e trasmetterci una sensazione di distacco ): siamo automaticamente attratti da tutta la gamma del rosso - giallo - arancio che giudichiamo "piacevoli", attraenti, caldi, in antitesi alla gamma dell' azzurro - blù che consideriamo "freddi". Il motivo di ciò è banalmente semplice: i primi sono i colori del sole, della luce; i secondi quelli della notte. &lt;br /&gt;
E non c'è bisogno dello psicologo per capire che rispecchiano due "universali - contrari" ( giorno e notte, appunto ) che volenti o nolenti ci portiamo interiorizzati dagli albori della vita stessa, associando da sempre sicurezza al giorno e paura alla notte.  Questi meccanismi funzionano sempre e vengono sempre richiamati, sia pur a livello inconscio. &lt;br /&gt;
&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;img height="344" alt="Red e cian" hspace="5" width="230" align="left" border="2" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Rosa01.jpg" /&gt;Ma la cosa più interessante è sapere che tali colori sono "&lt;strong&gt;complementari&lt;/strong&gt;" anche nello spettro cromatico: sia fisicamente parlando, in quanto si annullano ( o si completano ) a vicenda mutando nel bianco, che nel senso della percezione psicologica, in quanto l' accostamento di due colori complementari risulta molto gradevole e appagante, e dà all' insieme uno straordinario senso di "&lt;strong&gt;forza e completezza&lt;/strong&gt;".  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pertanto uno spazio, od una scena come le due qui proposte, caratterizzate dalla presenza di due soli colori complementari, assumono un carattere di "assoluto", di "&lt;strong&gt;yin e yang&lt;/strong&gt;", di completezza ed esclusività in cui ogni altro colore verrebbe percepito come "distonico", o addirittura stonato.  ( con l' eccezione del Bianco e del Nero che, essendo "assenza" di colore, risulteranno invece "rafforzati" se inseriti tra due colori complementari, e il soggetto in questione ne risulterà estremamente valorizzato.  &lt;br /&gt;
( Nelle due immagini qui riportate, abbiamo pur con tonalità diverse sempre la medesima contrapposizione - unione dei complementari Rossi e Ciano, che danno un senso molto forte di "completezza psicologica" alla scena, tendendo già in partenza a "farla accettare" come qualcosa di buono, di desiderabile, di positivo proprio per il senso intrinseco di &lt;strong&gt;completezza e stabilità&lt;/strong&gt; ... )   &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Grossomodo possiamo identificare i colori complementari come quelli appartenenti ( ed i rispettivi antitetici ) allo &lt;strong&gt;spazio colore RGB&lt;/strong&gt; ( acronimo che sta per: Red-Rosso, Green-Verde, Blù-Blù ) la cui mescolanza genera tutta la gamma cromatica usata sia dagli strumenti di ripresa, compresa la pellicola "diapositiva", che da tutti i monitor.&lt;br /&gt;
Corrispettivamente avremo così la terna dei complementari principali: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;ROSSO &gt;&gt;&gt;  CIANO&lt;/strong&gt; ( un azzurro-violetto )&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;VERDE &gt;&gt;&gt;  MAGENTA&lt;/strong&gt; ( un rosso-antico )&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;BLU' &gt;&gt;  GIALLO&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;( Vedi una &lt;a target="_blank" href="http://space.graziacreative.com/Space/Gallery/Colore/index.html"&gt;Galleria di immagini&lt;/a&gt; in cui compaiono in netta prevalenza due colori complementari ).&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
( Da qui si evince immediatamente che PRIMA di manipolare immagini al computer dovremo sincerarci che il nostro monitor "dica la verità": come un giradischi che non gira all' esatta velocità infatti può sfalsare completamente la percezione di un brano musicale, così un monitor non perfettamente tarato sfalserà la percezione del colore, e conseguentemente invaliderà ogni intervento cromatico sull' immagine da trattare ! )   ... Ma di questo problema, erroneamente troppo spesso sottovalutato in ambiti non specialistici, parleremo in un altro momento.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Un discorso a parte va fatto invece per gli &lt;strong&gt;strumenti di stampa&lt;/strong&gt;, che operano in "quadricromia" adottando un diverso spazio colore che prende il nome di &lt;strong&gt;CMYK &lt;/strong&gt;( ossia: Ciano, Magenta, Giallo e Nero ), che lasciamo di competenza ai tipografi. &lt;br /&gt;
( In genere la fase preparatoria di un' immagine, anche dedicata alla stampa, viene sempre effettuata nello spazio colore RGB che ha il miglior "rendering visivo" coi monitor; solo successivamente verrà convertito, secondo la macchina cui sarà destinato ... )&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco, ora cominciamo a capire con maggior consapevolezza anche un fatterello che sarà sicuramente successo a tutti, quando ritirando le stampine dal negozio di fotografia erano azzurrine, o troppo gialle, o verdine ...  Siamo in presenza di una cosiddetta "&lt;strong&gt;dominante cromatica&lt;/strong&gt;", in quanto l' automatismo della stampante non ha saputo correggerle in modo adeguato in fase di pre-stampa, restituendocele con una spiccata prevalenza di uno dei colori fondamentali  ( ed ecco perchè fotografie di una certa importanza vengono sempre stampate manualmente da un operatore ! )&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma anche la dominante cromatica può essere un effetto ricercato, e trasformarsi in un fattore espressivo, anzichè in un difetto !  E' il caso, per esempio, in cui attraverso &lt;strong&gt;filtri anteposti all' obiettivo&lt;/strong&gt; si introduce una dominante con l' intento di "scaldare" una scena, espediente usatissimo nel ritratto di nudo, di modelle, nel paesaggio ...  nei film storici, dove il ricorso ad una filtratura calda è usatissimo ...  oppure per ottenere l' effetto contrario, "raffreddandola", come per esempio succede in tante fotografie industriali.  A tale scopo esiste tutta una serie di filtri di varie gradazioni, tendenti al giallo-arancio per il primo caso, e all' azzurro-blù per il secondo.  ( Potreste esercitarvi, la prossima volta che guardate un film, a riconoscere le scene in cui viene volutamente introdotta una dominante-colore, e capire quale significato psicologico si tende a sottolineare, o a indurre nello spettatore, con tale espediente ... )&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Per finire: il Bianco è dato dalla somma dei tre colori fondamentali RGB; il Nero è l' assenza di colore ( e parliamo sempre di monitor; la stampa, come abbiamo visto, segue regole diverse, se non del tutto opposte ).&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;E' intuitivo per tutti associare il Nero al buio ed il Bianco alla luce; meno intuitivo sapere che il nero "pesa" molto nel bilancio generale dell' inquadratura, ed andrà inserito con parsimonia, e soprattutto nei piani bassi dell' immagine; il bianco al contrario può essere usato abbondantemente senza pericolo che stanchi, ed esistono tecniche nella fotografia di moda o di still-life che spostano tutta la scena verso le "alte luci", per rendere più bella e quasi eterea una modella o un particolare oggetto.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Aggiungiamo per ultima cosa che i colori primari hanno sempre un carattere di "forza", e tendono a risaltare sempre, e vanno usati a sottolineare punti compositivi di stasi e forza: il Rosso è per antonomasia il colore più forte e che maggiormente attira l' attenzione, (tanto che viene comunemente usato per segnalare una situazione di pericolo). Anche il rosso pertanto "pesa" moltissimo nell' inquadratura, ed andrà usato con parsimonia, e quasi sempre in basso. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Ecco: capire queste &lt;strong&gt;basilari funzioni psicologiche del colore&lt;/strong&gt; ci aiuterà a comporre meglio, sfruttando la loro naturale complementarità che diventa, in chi osserva, una complementarità psicologica, donando un senso di immediato appagamento che già da solo avrà fatto breccia al 50% nella mente inconscia dell' osservatore, rendendolo assolutamente ben disposto verso il vero e proprio contenuto che andrà a guardare.&lt;br /&gt;
( E capire queste basilari dinamiche è proprio l' intento che qui ci proponiamo, rimandando a più specifico ambito chi vorrà maggiormente approfondire gli aspetti più prettamente tecnici )&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;La luce, dite ...?   A' la prochaine fois, parbleu !&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;( Vai a "&lt;a target="_blank" href="http://www.modena-brennero.com/FotoeDintorni/tabid/65/Default.aspx"&gt;Foto e Dintorni&lt;/a&gt;" )&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sun, 12 Oct 2008 16:10:17 GMT</pubDate>
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      <title>IMMAGINE: CONTENUTO MANIFESTO E MESSAGGIO LATENTE</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;img height="271" alt="Fotografia" hspace="5" width="250" align="left" border="2" src="http://www.modena-brennero.com/Portals/0/Images/Fotografo.jpg" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Mettiamo un vigile urbano, un turista, un reporter sportivo ed un fotografo redazionale a fotografare lo stesso avvenimento: per esempio "Il Palio di Siena".  Anzi, per amor di rigorosità diremo a tutti di riprendere esattamente la stessa identica scena: avremo così quattro scatti che raccontano la stessa cosa, ma che saranno comunque tra loro assolutamente diversi. &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
E ciò che sarà diverso non sarà tanto il messaggio manifesto, ossia "quello che si vede nella foto", ma "come la stessa scena è rappresentata", e sarà proprio il contenuto latente ( ossia quei particolari non immediatamente visibili, ma riconoscibili dopo un' attenta analisi ) a rendere diverso "lo stile" delle foto, rendendocele a livello inconscio più o meno piacevoli ed accattivanti, più o meno efficaci e idonee alla trasmissione del loro messaggio. &lt;br /&gt;
La foto fornita dal vigile e quella fornita dal turista saranno invero abbastanza simili, più o meno sbagliate e banalmente "documentarie"; e se il vigile avrà puntato ai cavalli in corsa come attraverso il mirino di un autovelox, il turista non avrà resistito alla tentazione di inserire un familiare nell' inquadratura.&lt;br /&gt;
Molto diversi tra loro saranno gli scatti dei due fotografi: il reporter avrà cercato la cronaca del massimo momento sportivo, curandosi poco o niente della perfezione dell' inquadratura e dello scenario circostante; il pubblicitario avrà cercato una soluzione di compromesso tra cronaca ed enfatizzazione estetica della scena, poichè sa che di quello scatto sarà fatto un uso propagandistico. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;..........................................&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;Fin qui dunque abbiamo visto diversi approcci e dinamiche psicologiche entrare in funzione in fase di ripresa, più consapevoli nel professionista che deve "finalizzare" lo scatto ad un determinato utilizzo, del tutto inconsapevoli nel dilettante.  Ma dinamiche diverse e ben più subdole cominciano a funzionare in chi guarderà le foto, ed in modo assolutamente inconscio ed automatico. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per capirci meglio facciamo l' esempio dell' immagine di guerra: &lt;br /&gt;
Hanno fatto scuola le immagini della defunta rivista "Life", quasi spietate nella loro crudezza, rigorosamente in Bianco-Nero, quasi sempre riprese col grandangolo per farci "entrare" ancor di più nella scena. &lt;br /&gt;
Possiamo dire quindi che l' intento della rivista era quello di "coinvolgere al massimo" lo spettatore, scuotendolo e magari anche scioccandolo, facendogli percepire nella maggior misura possibile l' orrore e la devastazione di quelle scene. Insomma in quel contesto si ricercava con vari espedienti la massima "sintonia" tra l' accadimento, il suo racconto, ed il fruitore finale delle immagini così realizzate. &lt;br /&gt;
Diametralmente opposta è il tipo di immagine che ci viene trasmessa dalla televisione nel corso di recenti conflitti. I lontani tracciati dei missili, le lontane esplosioni colorano di rosso - arancio un paesaggio distante. Ricordate cosa abbiamo detto parlando dell' uso del colore e della luce ?  La luce ed il colore caldo che rischiarano la notte sono inconsciamente percepiti come "rassicuranti", amici e non devastatori. &lt;br /&gt;
Potrebbe benissimo trattarsi di fuochi d' artificio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cosa succede dunque in chi osserva ? &lt;br /&gt;
Semplicemente una &lt;strong&gt;"Distonia" tra il messaggio cosciente&lt;/strong&gt; ( che è un messaggio di devastazione ) &lt;strong&gt;e la sua "veicolazione inconscia&lt;/strong&gt;" che invece fa leva su sensazioni piacevoli e rassicuranti ( espediente, questo, molto usato nei vari film del genere "catastrofico" dove la rappresentazione dell' evento non turba, anzi rassicura lo spettatore perchè veicolato da "cavalli di troia" quali gli effetti speciali, l' uso sapiente di colorazioni calde, la piacevolezza estetizzante delle inquadrature, e via dicendo, che inducono inconscia rassicurazione ). &lt;br /&gt;
L' osservatore recepirà il messaggio così estetizzato in modo soft e indolore, e la sua coscienza profonda e inconscia non ne sarà turbata. &lt;br /&gt;
(Inutile dibattere su quale dei due modi di rappresentazione sia il più corretto eticamente, giornalisticamente ed umanamente; ed ecco perchè coscientizzare queste dinamiche è la nostra sola arma per difenderci da espedienti mediatici di questo tipo). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Guardare "criticamente" gli spot pubblicitari è un ottimo modo per allenarsi a riconoscere il messaggio manifesto ed il "veicolo" latente sul quale viaggia, ad individuare le necessarie dinamiche di tensione - quiete: necessaria la prima per "svegliare" lo spettatore ed attivarne l' attenzione, la seconda per "somministrare" il messaggio pubblicitario in una condizione di "pace raggiunta", al massimo delle possibilità ricettive.  (Ci mettiamo forse a discutere con nostra moglie quando ha un diavolo per capello, o non preferiamo farlo dopo aver creato un' atmosfera distesa e rilassata ?) &lt;br /&gt;
Il bello ( o il brutto ) dell' immagine pubblicitaria è di riuscire ad ottenere questo in modo completamente indipendente dalla nostra volontà, e con la velocità di qualche millesimo di secondo ... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Potreste poi allenarvi a riconoscere le situazioni più usate come "veicoli": il sesso, l' evasione, un' atmosfera calda e familiare, l' avventura; e gli espedienti più usati per "far passare il messaggio". &lt;br /&gt;
Infine, spingendovi un po' addentro nello specifico dell' immagine, potreste provare a "rendervi conto" di come l' uso di una determinata illuminazione, o di un determinato colore, influiscano sul vostro modo di sentire ... &lt;br /&gt;
Dapprima occorre un po' di allenamento, occorre &lt;strong&gt;"rallentare" la percezione per coscientizzarla&lt;/strong&gt;; poi verrà più automatico, anche perchè gli espedienti non sono poi tantissimi ed il linguaggio dell' immagine, come abbiamo detto, è universale e sempre uguale ... Inoltre è un linguaggio "già scritto" dentro di noi: basta riappropriarsene. Buon Lavoro !&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;( Vai alla sezione: "&lt;a href="http://www.modena-brennero.com/LinkClick.aspx?link=65&amp;tabid=115"&gt;Foto e Dintorni&lt;/a&gt;" )&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="Verdana" size="2"&gt;&lt;em&gt;Bruno&lt;/em&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 01 Oct 2008 11:02:15 GMT</pubDate>
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