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 Poesie per una "Lei" (Pagina 2) Riduci

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 Raccolta di Poesie d' Amore di  F. Mondart

( Si ricorda che è possibile espandere o rientrare gli articoli cliccando sul segno /- che compare a destra sulla barra del Titolo ).

 Jazz Riduci




Selvaggio,

e irriverente l' ululato ultimo rabbioso del piatto 
ha scandito l' africano sabba dei tamburi.
E' in abito da sera
stasera la tua Amante;
arcana,
e nuova sempre, e fascinosa e strana ...
( ... Saprò esser intrigante ?
Divertente ? Intelligente ?... )

 
Lampi di trombe,
riff di sassofoni,
sul Rubicone è rotto l' ultimo accordo di tregua.
Entri piano, come tastando il passo
a non fuggir la preda,
che al gioco felino tuo di note,
stanotte,
ancor si presta ...
 

Sottovoce,
accompagnano ora i sacerdoti del musicale rito ...
A rispettar la seduzione usata, e l' amoroso intrigo,
a favorire ancora la magia nota
dello schema, che diventi nota ...
e forma strana, singolarità sovrana,
frase sublime di lampo di genio,
e gesto d' amore.

 
E' una gran dama,
stasera, la tua Amante ...
Misteriosa, non si concede facilmente.
Via "pattern", via numeri, via schemi
ad intralciare inutilmente le mie dita;
il tuo parlare solo sia diamante,
fallico suono
che penetri la mente ...

Sia musica,
sia idea, sia scintilla,
lingua di fuoco,
prepotente drago che si infila tra le cosce
di armonie ardite su architetture note ...

Sia frase,
iconoclasta e irriverente,
lanciato dardo a recider vecchie corde;

... Sia coito, sudore, orgasmo di sensi
a cantar del nostro animalesco amarci.

.................................................

 Un lago,
di piacevol quiete,
stende il pianista ad ammansire il fuoco ...
Sto.
Respiro e guardo, e ti riascolto ancora,
nel tuo splendor diversamente amata ....


E' una fata
che fugge sempre a mezzanotte,
anche stanotte, la tua Amante.
Si gira ancora,
capricciosa e ingrata,

a stento dall' orchestra rievocata ...

... ti avrò ancora, e non ti avrò mai ...
Il rito fuggente è stato celebrato:
del mio sudore,
e del tuo amore ingrato.

...............................................................


François Mondart   ( Proprietà dell' Autore - Tutti i diritti riservati )
 
 
 LEGENDA:  Il pezzo richiama il preciso istante dell' "improvvisazione jazzistica", quella fatidica manciata di minuti in cui il musicista estemporaneamente crea, cercando di raggiungere l' apice espressivo nel tempo di pochi "giri armonici" ( in genere solo due, o quattro "giri" ).
L' Amante è quindi allegoria della Canzone, dello Standard; l' operazione del musicista, che necessariamente dovrà partire da un gesto di "violenza" ( è sempre violento l' inserirsi in qualcosa di artisticamente già definito e compiuto -l' abito da sera- ) avrà senso e significato solo se saprà trasformarsi ( e trasformarla ) in qualcosa di più alto, se saprà trasformarsi in gesto amoroso ( il parallelismo fallico ed amoroso è tutt' altro che gratuito ! ) ... 
Compito del musicista sarà proprio "svestire" lo standard del suo elegante abito con cui è stato presentato nell' esposizione orchestrale, "penetrarne" le architetture più segrete per intessere nuove ed ardite armonie, lo "schema che diventi nota" ....   Esattamente come nell' atto amoroso, che l' amante appassionato saprà rendere sempre diverso, pur partendo sempre dai medesimi ... "ingredienti" ! )
 
 
La composizione riassume in quel "tu" disambiguo sia la narrazione "orchestrale" di quei pochi minuti, che i pensieri intimi del suonatore: il dubbio ed il "ritegno" iniziale ad imporsi, ad "usar violenza" al brano ( "saprò essere intrigante, intelligente, divertente", ecc ), dubbio che va accantonato nel momento preciso, scandito dal "crash" del piatto, che chiama all' azione il solista ...   ( sul Rubicone è rotto l' ultimo accordo di tregua ): non è più tempo di pensare, ora bisogna solo agire ...
la "rullata del batterista", col colpo finale del piatto "selvaggio e irriverente" cancella gli ultimi indugi.
 
 
Nei successivi due tempi si ha lo sviluppo dell' esposizione del solista, il "corteggiamento" e la "consumazione, il coito" ...     La sua faticosa ricerca della frase che "penetri", che sia "puro suono", non pattern ( "frasi fatte" sviluppate su brevi sequenze di accordi, a cui far ricorso in concomitanza di un "buco dell' ispirazione" ), non schemi, non "numeri" ...    Non sarà attraverso essi che potrò conquistare la "gran dama", ma solo se la "frase" saprà essere nuova ed intrigante, iconoclasta come è l' essenza stessa del jazz, eppur armonicamente ricondotta a puro suono di diamante, a sonoro corteggiamento ed amplesso. 
 
Il terzo tempo è il tempo dell' abbandono, necessario sotto una molteplicità di aspetti: la dama appena corteggiata passa nelle mani di un altro musicista, che la amerà "diversamente" secondo la proria sensibilità; ma abbandono necessario anche perchè premessa indispensabile dell' improvvisazione jazzistica è che di essa non rimanga nulla, ( l' improvvisazione non verrà mai "scritta, fissata" ), che ogni volta si rinnovi daccapo e si ricrei il "rito amoroso" che, per quali alte vette possa toccare, non consentirà mai di "avere" l'oggetto d' amore ...  nè di "cambiarlo, manipolarlo", se non nell' effimero di quei pochi istanti. 
 
Ed il "rito sacro" dell' improvvisazione sta proprio in questa trascendenza, nel superamento dell' amore ( come della Canzone/Amante ) come possesso, per trasformarlo in eterna ricerca.

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 Non Avere Fretta Riduci



Lo so,
non siamo più tanto giovani, ormai...
Perciò ti prego, siediti
e ascolta;
ma non avere fretta:
di rispondermi, non aver mai fretta...

Adesso il mondo odioso tace ancora:
è l' Alba, di una nostra nuova era...
Perciò ti prego, ascoltami
sincera
e non avere
fretta,
non aver più fretta...

Restiamo, l' un per l' altra ancora
una campagna soffice e feconda
un terreno fertile,
e ricettivo
da coltivare con la sapiente
lentezza del contadino

Dove poter seminare le parole
che avrò selezionate ad esser le migliori;
da custodire con lo stesso amore
del Sole, per le anime sole...

Perchè metterò saggia lentezza
( e pazienza )
nell' amarti,
e sfiorarti,
e baciarti, e penetrarti...

Ascolta: queste non sono più semplici parole
ma il mio corpo stesso che ti vuole amare:
Non avere fretta nell' accoglierlo,
ti prego...
Non aver più fretta
di liberartene in fretta...

......................................

François Mondart   ( Proprietà dell' Autore - Tutti i diritti riservati )


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 Dialogo Riduci

 


Le tre di notte ...

Io che ancora parlo,
tu che mi abbracci ...

Le mie parole
che sono un abbraccio;
il tuo abbraccio,
che vale mille parole.

  ...............................................

 

François Mondart   ( Proprietà dell' Autore - Tutti i diritti riservati )


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 Il Padre, e l' Amante Riduci



Cesellerò per te elzeviri bizantini,
e gotici ricami, con caratteri di pazienza...
Sarò generosa spada di cavaliere
a cacciare i draghi delle tue paure,
e veglierò sui tuoi sogni di bimba
perchè tu possa più a lungo sognare.

Ti porterò forse carbone a Natale,
ma amore e doni tutto l' anno, e gioia
che tu possa spargere in giro per casa,
nel disordine caldo, e sudato, dell' amore...

Farò anche il pagliaccio per strapparti un sorriso,
saprò nutrirti con spirito sapiente,
e con terreni sensi...
Crescerò la tua gioia di antilope selvaggia
nella quieta savana delle mie sagge braccia;
userò parole dolci, e labbra alla tua bocca,
e mani antiche a sfiorare le tue membra...

... Sarà il Padre che non ho mai avuto,
il tuo miglior Amante...

.............................................................

François Mondart   ( Proprietà dell' Autore - Tutti i diritti riservati )


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